Anagni, Biodigestore: Natalia e la maggioranza ora dicono no all’impianto

«Il progetto dell’impianto di biodigestione nasce il 2 gennaio 2017 con il PD alla guida della città, ma anche del governo nazionale e delle amministrazioni regionale e provinciale. Al momento del nostro insediamento siamo stati informati della procedura per la realizzazione del biodigestore, già in stato avanzato di istruttoria. La nostra amministrazione ha partecipato alla conferenza dei servizi del 18 dicembre 2020 dando prescrizioni chiare e non, come nel passato, limitandosi a ricordare semplicemente che il terreno si trova in zona Sin». Così Il sindaco Daniele Natalia e la maggioranza che governa Anagni relativamente all’impianto di trattamento rifiuti.

L’intervento

“È stato chiesto alla passata amministrazione comunale se era favorevole o contraria alla realizzazione del biodigestore sul territorio di Anagni, e di partecipare alla conferenza dei servizi tutelando il territorio. Agli atti non c’è una risposta ufficiale in tal senso. Mentre, in risposta alla conferenza dei servizi indetta dalla Regione, l’Ufficio Tecnico di allora ha scritto testualmente che a causa del “riassetto degli uffici” non avrebbe potuto presentare osservazioni nei termini”. La moratoria del 2017 contro gli impianti inquinanti, cavallo di battaglia dell’attuale opposizione consiliare, è un mero atto d’indirizzo del Consiglio Comunale e non ha valore amministrativo poiché la precedente amministrazione non ha poi modificato il Piano Regolatore Generale (PRG) con l’inserimento del divieto di costruzione di nuovi impianti”

“Nel mese di giugno 2017, nella conferenza dei servizi “istruttoria”, l’allora amministrazione comunale non ha partecipato, limitandosi ad inoltrare una nota che indicava semplicemente la presenza del SIN (Sito di interesse nazionale) nell’area individuata per la costruzione dell’impianto, senza però fornire altre prescrizioni a tutela dell’ambiente”

Non è chiaro ai cittadini cosa è successo oggi

Al momento dell’insediamento della nostra amministrazione nel mese di giugno 2018, siamo stati informati della procedura per la realizzazione del biodigestore, già in stato avanzato di istruttoria. L’amministrazione Natalia ha partecipato alla conferenza dei servizi del 18/12/2020 dando prescrizioni chiare e non, come nel passato, limitandosi a ricordare semplicemente che il terreno si trova in zona SIN”.

“In particolare la posizione dell’amministrazione a tutela del territorio e della salute è specificata nelle varie prescrizioni, richiedendo espressamente che “tutto il progetto sia preventivamente visionato e concordato con gli Enti competenti e preposti alla valutazione tecnico-amministrativa, tra cui, in particolare, ARPA ed ASL, tenendo anche in considerazione le osservazioni formulate dai presenti (leggasi associazioni ambientaliste) alla conferenza” e che “l’impianto dovrà comunque mantenere il grado d’efficienza originaria durante tutto il suo periodo di funzionamento e sarà necessario il continuo controllo dell’efficientamento, anche mediante l’incremento delle tecnologie successivamente resesi disponibili sul mercato. Il tutto per evitare l’impatto ambientale ed in particolare problemi di ordine odorigeno”.

  • “La posizione del Comune è stata strumentalizzata dall’opposizione consiliare poiché il parere rilasciato in conferenza dei servizi non è vincolante;
  • la posizione dell’ente comunale è stata strumentalizzata poiché l’unico ente che può rilasciare autorizzazioni ambientali è la Regione Lazio;
  • La determina di autorizzazione (VIA Regione Lazio) è a firma di un funzionario regionale e non di un rappresentante/funzionario del Comune di Anagni. Così pure l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) sarà di competenza esclusiva della Regione Lazio, ed in tale sede l’indirizzo politico dell’amministrazione sarà di serrato controllo tecnico e di contrarietà per le motivazioni di seguito esposte”.

“Diciamo no. Innanzitutto perché rispetteremo la volontà popolare e saremo garanti del miglioramento della qualità della vita dei cittadini; e poi perché è alquanto strano che oggi il Pd anagnino ed il resto della minoranza consiliare, i cui esponenti sono quasi tutti vicini al Pd ed al M5s regionale, si oppongono alla realizzazione del biodigestore quando invece nel 2017, anno di presentazione del progetto, con il Pd alla guida del Comune, della Provincia, della Regione, del governo nazionale e anche del Consorzio Asi e della Saf, nessuno di loro ha tentato di opporsi”