Dalla raccolta della cicoria al cane randagio da sfamare: la fantasia dei ciociari in tempo di Covid-19

Troppo generiche. A quanto pare per i ciociari – per fortuna solo alcuni, anche se troppi – le ‘comprovate necessità’ che motivano lo spostamento, in auto, a piedi o con qualsiasi altro mezzo, non sono ben specificate.

Oppure no: sono dei macro-insiemi che, probabilmente, stando all’interpretazione dei ‘creativi dell’emergenza’, sono in grado di contenere più sotto-insiemi. Loro, invece – che se ne fregano di appelli, decreti, leggi e raccomandazioni – così facendo, quello che proprio non aiutano a contenere è il… contagio.

E così, tra chi esce in compagnia per andare a raccogliere la cicoria nei campi, chi deve andare a sfamare il cane randagio che si trova in un altro paese (del resto è randagio!), chi deve portare la biancheria a casa della sua ex moglie e chi continua a vendere frutta e verdura senza indossare i guanti, anche tra ieri e oggi le denunce sono state oltre cento. Centouno per la precisione.

Non solo: i carabinieri della Compagnia di Frosinone hanno controllato oltre mille persone e 340 esercizi pubblici, mentre quelli di Alatri 97 e 4 negozi. Cassino risulta la città con il maggior numero di persone denunciate: ben 42.

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