Anagni, il Biodigestore infiamma il consiglio. L’opposizione: il sindaco rinnega la sua precedente posizione

Un consiglio comunale aperto, quello sul Biodigestore di Anagni, che non è stato un semplice dibattito, ma un vero e proprio scontro tra maggioranza, opposizione e cittadini. Un’assise che ha delineato la chiara posizione di una minoranza consiliare contraria all’arrivo nella città dei Papi di 84 mila, e quella del sindaco Natalia favorevole, insieme ai suoi, alla nascita del mega impianto. Il primo cittadino è stato accusato di aver rinnegato una sua precedente volontà.

L’intervento

“L’elemento chiave uscito dal consiglio comunale – hanno rimarcato gli esponenti di opposizione Alessandro Cardinali, Nello Di Giulio, Fernando Fioramonti, Sandra Tagliaboschi e Valeriano Tasca – è che Anagni questo impianto non lo vuole, come si è visto dagli applausi che abbiamo ricevuto dai cittadini presenti in aula. Il rischio che si corre – hanno proseguito – è che la nostra città potrebbe diventare un baricentro importante per il trattamento dei rifiuti, rinunciando alla sua vocazione turistica. Tutto questo – hanno proseguito – è frutto delle decisione di un sindaco che non ha avuto mai il coraggio di portare in discussione tale tema: il consiglio che si è tenuto è solamente frutto della nostra richiesta”.

Daniele Natalia, dal canto suo, ha sempre detto che, se tutto è tutto in regola in tema di rispetto per l’ambiente, non ritiene opportuno rinunciare a tale impianto. Tanto che ha invitato i tecnici della società A2A a presenziare alla seduta di consiglio, proprio per rendere noti gli aspetti tecnici del Biodigestore.

L’affondo

La volontà del primo cittadino – hanno aggiunto gli esponenti della minoranza – contrasta nettamente con una delibera approvata dal Consiglio Comunale il 30 marzo 2017, votata appunto per tutelare il territorio dalla presenza di nuovi impianti inquinanti. Al punto 1 recita proprio l’importanza di manifestare la piena e totale contrarietà del Comune di Anagni (non la sola amministrazione!) rispetto a procedure in corso o future, all’insediamento o autorizzazione di nuovi impianti industriali di gestione dei rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi, che servano esigenze ulteriori rispetto a quelle comunali”.

“Lo stesso atto deliberativo evidenzia, tra l’altro, in premessa, che non sia espressione di una sola componente politica potendo essere condiviso e sottoscritto da tutte le compagini. Riporta, infatti, l’unanimità dei voti favorevoli, su un numero di 15 presenze, tra cui quelli di Elvio Giovannelli Protani, Giuseppe De Luca e Daniele Natalia nell’attuale qualità di membri anche di questa consiliatura”.

Facciamo anche notare che la dichiarazione in sede di Consiglio dell’allora esponente di minoranza Natalia (oggi sindaco) conteneva anche tale frase: ‘d’accordo su tutto, perché non chiedere anche all’ASI di appoggiare questa moratoria?…Ringrazio Simone Ambrosetti che ha proposto questa moratoria, ringrazio il Sindaco che ha raccolto ed integrato la proposta di moratoria, siamo molti ligi nel farla rispettare!'”

“La nostra battaglia – hanno sottolineato Alessandro Cardinali, Nello Di Giulio, Fernando Fioramonti, Sandra Tagliaboschi e Valeriano Tasca – è anche quella di ricordare a tutti i cittadini la portata politica ed amministrativa di questo atto unanime di Consiglio comunale, che resta per questo Ente l’unico documento d’indirizzo a cui attenersi. Oggi la nostra posizione è di rispetto, anche istituzionale, di quanto deliberato all’epoca nella sala consiliare, proprio all’unanimità dei presenti, indistintamente dai riferimenti politici e dai rapporti di maggioranza o minoranza.

“Rappresenta, pertanto, la nostra volontà di favorire tutte le azioni volte a tutelare l’ambiente e la salute pubblica e di fare rigorosa applicazione dei principi di prevenzione e precauzione, richiesti dalle condizioni ambientali e dallo stato di salute della popolazione del territorio”.

Il richiamo

“Infine non ci sarebbe neanche bisogno di ricordare che lo stato dell’ambiente, riconosciuto come già gravemente compromesso (area SIN), tanto da incidere negativamente sulla salute, rischia di aggravarsi contravvenendo a tutti gli impegni, ad ogni livello, per l’attesa opera di bonifica. Riteniamo, quindi, che la nota inviata dal Sindaco Natalia in Regione (Area di valutazione di impatto ambientale), così come sue posizioni in altri ambiti, non rispetti la chiara volontà sancita dalla nostra città a mezzo del ridetto Consiglio comunale a voto unanime. Cosi come ripetuto ancora dallo stesso  Sindaco nella 3^ seduta di Conferenza dei servizi dello scorso 19 febbraio, dove ha riaffermato il suo favorevole parere alla realizzazione del biodigestore, mentre l’assessore all’ambiente D’Ercole sembra non abbia espresso parere ed il responsabile dell’urbanistica avrebbe preso tempo per valutazioni tecniche”. 

La salute prima di tutto

“Infine riteniamo opportuno evidenziare – hanno concluso i cinque consiglieri – che anche le associazioni Anagni Viva, Legambiente, CIVIS, Comitato Ciociaria terra dei veleni,  RETUVASA, Comitato  residenti Colleferro, Fare Verde e Medici per l’Ambiente hanno manifestato contrarietà all’impianto. Una chiara contrarietà – quella degli ambientalisti e la nostra – nella forma e nella sostanza, finalizzata a salvaguardare la salute, l’ambiente ed il futuro dei nostri figli”.