Covid e ‘Cattivi pagatori’, Magliocchetti scrive all’Abi

Gestione ragionevole dei cattivi pagatori. Questo l’oggetto di una richiesta di Danilo Magliocchetti, consigliere comunale di Frosinone delegato per il Lazio al Consiglio Nazionale ANCI, inviata a Salvatore Pisconti, presidente Abi (commissione regionale del Lazio) e ad Antonio Patuelli, presidente Abi.

L’intervento

Preliminarmente preciso, che non ho alcuna intenzione, né titoli, per entrare nelle dinamiche interne di gestione bancaria, desidero soltanto manifestare, con questa mia, alcune particolari criticità, che mi sono state segnalate da diversi, micro e piccoli imprenditori della Provincia di Frosinone, chiamati ad affrontare una situazione economica drammatica, legata alle note vicende dell’emergenza sanitaria del Coronavirus”.

Come noto, il Decreto Cura Italia del Governo, ha previsto alcune importanti azioni, a tutela di famiglie e Imprese, in termini di sospensioni Mutui prima casa e moratoria a tutela delle PMI. A tal fine, è fondamentale che le Banche siano assolutamente scrupolose, affinché vengano correttamente segnalate sul Sistema di Informazioni Creditizie (SIC), gestito da CRIF (centrale rischi d’intermediazione finanziaria), le iniziative di sospensione del pagamento delle rate, in recepimento del decreto legge Cura Italia.

L’appello

Le sospensioni delle rate di Mutuo, pertanto, non devono assolutamente essere segnalate come eventi negativi di mancato pagamento. E’ importantissimo ricordarlo sempre, da parte di tutti gli operatori del settore. A tal fine, anche la Banca d’Italia è intervenuta in queste ore specificando che le richieste di sospensioni mutui di questo periodo, sono eventi eccezionali e che pertanto non vanno classificati come “sofferenze”, in modo da pregiudicare eventuali richieste future di mutui, da parte di coloro che oggi chiedono la sospensione di qualche rata.

“Inoltre, una ulteriore e ancor più pesante criticità, in questo momento, è rappresentata dall’iscrizione alla CRIF, per il mancato pagamento di 1/2 rate di finanziamento o prestito da parte di Imprenditori/ privati cittadini che, come noto, rischia di avere una durata lunghissima e pregiudizievole per la richiesta di altri finanziamenti o prestiti. La normativa sulla conservazione degli esiti negativi (cattivi pagatori) prevede infatti:

·       le informazioni negative restano per 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, per 1/2 rate pagate in ritardo.

·       le informazioni negative restano per 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, per 3 o più rate pagate in ritardo.

Il tutto, chiaramente, è subordinato al buon esito della restituzione del prestito, che in caso di durata ad esempio di 5 anni, la cancellazione dalla CRIF avrà la stessa durata, 5 anni appunto.

Orbene, sono assolutamente consapevole che le Banche, né regalano denaro, né possono agire con leggerezza nella erogazione del credito. Esistono norme europee ed italiane, alcune anche di natura penale, molto rigide in tal senso. Quello che mi permetto di chiedere, è di usare la giusta elasticità e ragionevolezza nella applicazione della procedura cosiddetta dei “cattivi pagatori”, sapendo distinguere, caso per caso, in questo momento di evidente straordinaria drammaticità finanziaria, per tante famiglie e imprese. Ed eventualmente, se possibile, solo per un determinato periodo di tempo legato all’emergenza Covid, dimezzare i tempi di conservazione degli esiti negativi. 2 anni, quando va bene, per avere una cancellazione dalla CRIF, sono un tempo insostenibile, per qualsiasi micro o piccolo imprenditore, in questo particolare periodo storico.

Si pregiudica, irrimediabilmente, la possibilità per tante micro e piccole imprese, di avere una speranza di finanziamento, dalle banche o istituti finanziari, per i mesi e gli anni futuri e di poter legittimamente partecipare ai bandi di regionali ed europei che erogano risorse economiche, evidentemente preclusa a coloro che hanno una iscrizione CRIF”.

In Provincia di Frosinone, ad esempio, esistono tante micro e piccole realtà, che se non vengono aiutate ora, con la necessaria fiducia, quindi con liquidità, rischiano di non riaprire più. Con evidente perdita di posti di lavoro e motore economico per il territorio. Le banche Italiane rappresentano un tassello fondamentale, da sempre, nell’economia italiana. Non devono fare ovviamente assistenzialismo, ma contribuire in maniera determinante alla ripresa, certamente si. Usando strumenti e procedure straordinarie ed eccezionali, in un momento altrettanto straordinario ed eccezionale”.

Redazione

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