Inchiesta AeA, il procuratore D’Emmanuele: l’inchiesta prosegue per individuare altri profili di illiceità

“L’esecuzione di alcuni provvedimenti custodiali pone in evidenza il grave fenomeno dell’inquinamento ambientale riscontrato nell’area del Rio Pioppeto. I danni provocati all’ambiente sono notevoli, tanto che questa Procura ha contestato, con successo, il grave delitto di ‘inquinamento ambientale’. Con la consapevolezza che le attività produttive devono proseguire nel rispetto della normativa ambientale, l’ufficio da me diretto ha ritenuto di chiedere la nomina di un amministratore giudiziario la cui attività potrà consentire il buon funzionamento del depuratore che ora versa ni condizioni critiche”.

Così il procuratore capo di Cassino, Luciano d’Emmanuele, a seguito dell’inchiesta che ha portato all’emissione di cinque misure cautelari nei confronti di Riccardo Bianchi, Roberto Orasi, Amedeo Rota, Laura Paesano e Jessica Bartolucci (3 arresti domiciliari, un obbligo di dimora e un divieto di dimora) coinvolte nell’operazione del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone.

La decisione

“La gestione pubblica dell’opera si è manifestata carente, nonostante i numerosi solleciti della cittadinanza di grave e pericoloso impatto ambientale. Continuerà in questi giorni l’impegno del sostituto procuratore Emanuele De Franco che farà, unitamente Carabinieri forestali, le opportune valutazioni sul materiale raccolto. Pertanto le indagini proseguono per individuare altri profili di illiceità: la procura svilupperà ogni iniziativa finalizzata alla tutela di un bene importante qual è l’ambiente”.

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