Assunzioni alla Saf, assolto l’assessore Cirillo

Accusa pesante, come la truffa aggravata. Ma anche contestazioni come doppi compensi, incompatibilità mai segnalate all’ordine degli avvocati, e contratti a tempo indeterminato. Una trentina le assunzioni finite al centro di un’inchiesta della procura della Repubblica di Cassino alla Saf, ma che alla fine si è concentrata in modo particolare su due incarichi, a due politici, ovvero l’avvocato Pasquale Cirillo, attuale assessore al patrimonio del Comune di Frosinone, e l’avvocato Laura Materiale, ex sindaco di Castrocielo. 

L’inchiesta

Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, e coordinate dai pubblici ministeri, dott. Emanuele De Franco e Roberto Bulgarini Nomi, risalgono a un arco temporale che va dal 2014 al 2017 ed hanno coinvolto anche l’ex presidente dell’azienda di Colfelice, Mauro Vicano, e il membro del cda Antonio Risi.

A far scattare l’inchiesta era stato un esposto inviato al prefetto dal sindaco di Colfelice Bernardo Donfrancesco, ma anche una richiesta di chiarimenti avanzata dalla minoranza al consiglio comunale.  

La procura di Cassino aveva, pertanto, affidato l’indagine alle Fiamme gialle. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria, quindi,  dopo aver acquisito una copiosa documentazione, aveva effettuato mirati accertamenti finanziari, nonché sentito diverse persone informate sui fatti per ricostruire una serie di aspetti gestionali, soprattutto relativamente alle assunzioni del personale.

Le accuse

In base alle verifiche condotte dai finanzieri, erano state contestate le assunzioni dirette, a tempo indeterminato di Pasquale Cirillo e Laura Materiale, avvenute nel luglio del 2016.  La Finanza aveva ipotizzato che quei posti di lavoro erano stati concessi in violazione della normativa (il decreto legislativo numero 165 del 2001) che prevede l’accesso alla pubblica amministrazione solo attraverso pubblici concorsi.  In tale ambito – stando all’inchiesta –  era emerso che i due legali avevano, altresì, conseguito un ingiusto profitto, adottando artifizi e raggiri per giustificare la loro assenza dal lavoro.

Alla fine sono state vagliate in totale 29 posizioni di quanti, nel corso del tempo sono stati assunti dalla Saf. Ma trattandosi di normali lavoratori, e non di politici o amministratori, non sono emersi elementi per cui procedere a contestare delle ipotesi di reato.

La decisione del giudice

Una parte del processo si è conclusa ieri. Per quanto riguarda Laura Materiale, Mauro Vicano e Antonio Risi, l’udienza non si è tenuta per un legittimo impedimento dell’avvocato Ranaldi, che assiste la Materiale.

Di contro, invece, l’avvocato Giulio Gasparro, legale di Pasquale Cirillo, ha deciso di discutere il processo. Il Pubblico ministero ha insistito per la richiesta di rinvio a giudizio, ma il Gup, Domenico Di Croce, all’esito della discussione ha dichiarato il non luogo a procedere per i reati contestati all’assessore frusinate perché il fatto non sussiste.

“Ho sempre creduto nella Giustizia – ha affermato Cirillo subito dopo l’udienza – tanto che ho deciso di affrontare il processo serenamente. Sono stati 5 anni difficili ma nella consapevolezza che tutto sarebbe finito nel modo giusto”.

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