Pd, tra futuro e nodi irrisolti: Fantini traccia la rotta

Tassa di successione per sostenere i 18enni, futuro dell’Europa, pandemia, passaggio di testimone tra Letta e Zingaretti,  e braccio di ferro tra Pensare Democratico e Base Riformista.  Ne abbiamo parlato con Luca Fantini, segretario provinciale del Pd,

Senta Fantini, prima di scendere a discutere di questioni più locali, lei cosa ne pensa dell’ultima proposta avanzata dal segretario Letta, ovvero la tassa di successione per una dote ai diciottenni:  è giusta, o ha ragione Salvini dicendo che il Pd vuole togliere soldi dalle tasche degli italiani?

“Non scherziamo, la proposta di Letta è di buon senso. Il Pd non vuole togliere i soldi dalle tasche di nessuno. Salvini è sempre strumentale e non lo scopriamo oggi. Ai giovani va restituito qualcosa, sono tra quelli che hanno pagato di più la pandemia e la crisi 2008-2011. Bisogna aiutarli a costruirsi una vita, a completare gli studi, ad inserirsi nel mondo del lavoro. Si chiede all’1% degli italiani che eredita patrimoni sopra i 5 milioni di euro di contribuire a finanziare il futuro di circa 300 mila ragazze e ragazzi ogni anno. È un modo per garantire a tutti i giovani le stesse opportunità di partenza. #Dote18 è una misura da sostenere assolutamente”.

Italiani fiaccati da questa pandemia, forse sempre più diffidenti nei confronti della politica. Voi state lavorando molto su una serie di temi, con iniziative che vogliono includere persone e mondo esterno. Che riscontri state ottenendo?

“Le tante attività della nostra Federazione le rivendichiamo con forza, i riscontri sono spesso superiori alle attese, ma quello che poni è un tema davvero serio. E la politica ha una grande responsabilità in tal senso. Proprio in questi giorni ho letto l’editoriale di Marco Damilano su L’Espresso, in merito alla ricerca dell’Osservatorio sulla sicurezza di Demos-fondazione Unipolis. È stato certificato un dimezzamento della partecipazione a iniziative associative, una partecipazione passata dal 38 al 20 per cento, stesso discorso per il volontariato sociale. Sei italiani su dieci non hanno mai partecipato ad alcuna attività pubblica e sociale. Significa che la nostra società è sempre più statica, emarginata, disinteressata, meno coinvolta. Lo dicevamo mesi fa, quando ci siamo insediati in segreteria. Per questo abbiamo deciso di intraprendere un percorso pensato per tornare a coinvolgere le persone, la nostra base, i militanti che vogliono riconoscersi in qualcosa. Abbiamo detto ‘noi ci siamo’, apriamo il Partito. Si sono affrontati tanti temi in numerose iniziative, si è discusso su ciò interessa davvero i cittadini, la vita reale, le problematiche di tutti i giorni amplificate da una pandemia terribile. Dal lavoro, alla scuola, alla sanità, passando per i diritti e per le iniziative sociali. Venerdì parleremo di Europa. Confronto, dibattito e proposta: il Pd di Frosinone vuol essere questo.

Come affronterete il tema Europa?

“Ne parleremo con i cittadini, con ospiti autorevoli e con il Capo Delegazione PD al Parlamento europeo, l’On. Brando Benifei. L’appuntamento è per venerdì 28 maggio, alle ore 18. La nostra Federazione – insieme ai Giovani Democratici di Frosinone – aderirà alla Conferenza sul Futuro dell’Europa con un’iniziativa che ricorderà il Manifesto di Ventotene a ottant’anni dalla sua scrittura e ne sottolineerà la straordinaria attualità in questo momento decisivo per il futuro della democrazia europea. Vogliamo favorire una grande mobilitazione dal basso in un momento in cui, per la prima volta, al centro di un’importante riforma delle istituzioni europee vi saranno le idee, i contributi e le proposte dei cittadini. Un’Europa vicina alle persone è possibile.

de angelis pompeo pd

Politica nazionale a parte, credo sia necessario fare chiarezza sulle questioni locali. Nella fase pre-congressuale in molti spingevano sulla necessità del rispetto di tutte le sensibilità del partito. E più di qualcuno evidenziava la necessità di un Pd nuovo, più democratico nei fatti che nel nome. Eppure, le ‘anime’ di Pensare Democratico e Base Riformista sembrano ancora lontane. L’impressione è quella che vada in scena il solito teatrino…

“Al nostro interno convivono diverse sensibilità, il pluralismo è un valore, spesso viene rappresentata una realtà esasperata rispetto al normale dibattito che senza dubbio è frizzante, impossibile negarlo. Ho colto positivamente i diversi segnali di apertura fatti da autorevoli esponenti del nostro partito durante questi giorni e  vanno nella giusta direzione. Siamo una grande comunità, proseguiremo dentro uno schema unitario e sono convinto che tutti vogliano contribuire, anche in virtù dei prossimi appuntamenti elettorali che saranno molto importanti per il territorio provinciale. Vogliamo far valere la forza delle nostre idee rispondendo concretamente alle istanze delle comunità locali. Uniti siamo più forti”.

Lei è molto legato al presidente della Regione Nicola Zingaretti, il quale, prima di passare il testimone ad Enrico Letta, ha affermato che si vergogna del suo partito, proprio a causa di una continua richiesta di poltrone. Sulla stampa è già iniziato il balletto delle candidature. Non è che anche Lei prima o poi dirà che si vergogna del Pd?

“Letta è una figura di altro profilo, ha creduto da sempre alla coesistenza positiva di diverse culture dentro lo stesso partito. Ho apprezzato molto i suoi primi passi, è la nostra idea di Pd, in netta continuità con la segreteria Zingaretti: un Partito riformista, aperto, plurale. Credo, allo stesso modo, che la riflessione del Presidente Zingaretti fosse molto più profonda e meritasse una attenzione maggiore, anche e soprattutto al nostro interno. Forse questo è l’unico rimpianto nei primi passi del nuovo corso”.

L’obiettivo comune non dovrebbe essere quello di battere le destre? Perché quello che a volte emerge è che i vostri atteggiamenti non siano funzionali al Pd ma piuttosto, alle vostre aree di riferimento. Sbaglio?

“L’avversario è la destra. Il Partito democratico saprà presentarsi coeso e perno di coalizioni di centrosinistra per competere e vincere nel voto amministrativo di ottobre. Ci stiamo lavorando, abbiamo lo sguardo rivolto al futuro, servono unità e innovazione. Costruiremo un campo largo nei comuni chiamati al voto, le alleanze saranno fondamentali e noi vogliamo aprirci agli altri schieramenti e alla società civile. A breve annunceremo la data di una tre giorni programmatica, alla quale lavoreremo con tutti i componenti della mia segreteria, per ridisegnare la nostra identità e scrivere un progetto incentrato sulla Provincia di Frosinone. Un territorio del lavoro, equo, sostenibile, proiettato al futuro è possibile e noi daremo il nostro contributo anche e soprattutto grazie alle idee dei nostri militanti, delle realtà locali e delle migliori energie della società che coinvolgeremo nella costruzione della nostra piattaforma programmatica. Stiamo superando la pandemia e nel Lazio lo stiamo facendo meglio che altrove grazie ad una straordinaria organizzazione della campagna vaccinale e all’encomiabile lavoro di medici e professionisti: come PD ci faremo trovare pronti per guardare oltre, proiettarci al superamento di questa crisi così devastante e per riaccendere i motori del nostro territorio”.

Gianluca Trento

Giornalista dei quotidiani online "LaProvinciaQuotidiano.it" e "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News". In passato è stato anche Direttore Editoriale de "La Provincia", Direttore Responsabile del quotidiano "Ciociaria Oggi", Condirettore de "Il quotidiano della Ciociaria", giornalista di "Paese Sera", del settimanale "L’Inchiesta" e del quotidiano online "Il Corriere della Provincia".

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