Aborto, Battisti: cinquant’anni di diritti per la (quasi) parità


Dal 1 dicembre 1970 al 1 dicembre 2020, 50 anni dall’approvazione della legge sul divorzio, una norma che funse da apripista per i diritti delle donne, diritti che in questi ultimi anni sono sempre più sovente messi a repentaglio, in discussione, da una politica che parla alla pancia delle persone senza curarsi delle possibili ripercussioni. Legge sull’aborto, abolizione dello ‘ius corrigendi’, riforma del diritto di famiglia. E legge sul divorzio difesa con la ‘penna’ dagli italiani, dopo il referendum abrogativo promosso a soli 4 anni dalla legge ‘Fortuna-Baslini’. Ho citato 4 grandi rivoluzioni che hanno portato, almeno formalmente, a spianare la strada alla parità delle donne, ma il percorso è ancora lungo”.

Così in un comunicato la consigliera regionale del Partito Democratico, Sara Battisti.

“La legge sull’aborto che sempre più Stati stanno limitando nelle forme e nei modi (vedi Polonia). Ma possiamo guardare a un passo da noi, in Umbria, dove il centrodestra ha tolto la possibilità di aborto farmacologico in day hospital. E poi lo “ius corrigendi”, il potere correzionale del marito sulla moglie, che solo una sentenza del 1956 ha abrogato dal Codice Civile, e che autorizzava la violenza del marito nei confronti della donna in nome di un presunto potere nei suoi confronti finalizzato a correggere azioni e pensieri “non conformi”. Una sentenza giunta 14 anni prima della legge sul divorzio ma che ha impiegato più di 14 anni per essere di fatto disapplicata. E il diritto di famiglia, la riforma del 1975, dove finalmente veniva cancellata la figura del “capofamiglia”, rigorosamente uomo, a dominio di moglie e figli. Un excursus che, 50 anni dopo, ci porta alla fatidica domanda: è raggiunta la parità uomo-donna? C’è la parità quando a un colloquio si sente la domanda: “pensa di avere figli?”. C’è la parità quando una donna viene licenziata dopo che l’ex fidanzato pubblica in rete i loro video intimi e l’unica additata è lei? C’è la parità quando, a pari mansione non corrisponde pari retribuzione? Cinquant’anni dal divorzio – conclude – ma la strada è lunga ancora. A noi continuare a percorrerla, per dare finalmente una risposta di giustizia per tutte le donne”.

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