Mobilità area crisi complessa: sindacati oggi in Regione

Si è svolta oggi la riunione di Cgil, Cisl e Uil con la Regione Lazio sul finanziamento della seconda tranche della mobilità in deroga per i territori collocati nelle aree di crisi complessa, finanziamento importante non solo in quanto sostegno al reddito in un periodo difficile, ma è il requisito indispensabile per accedere alla misura anche nel 2021.

Anselmo Briganti, segretario della Cgil Frosinone e Latina

A comunicarlo sono i rispettivi segretari: Anselmo Briganti, Anita Tarquini e Pasquale Legnante che sottolineano come sia stata “una riunione importante, da noi attesa e sulla quale si innescavano aspettative se possibile maggiori rispetto agli anni precedenti, è evidente d’altronde che l’emergenza sanitaria ha impoverito ancora di più i territori”.

L’esito dell’incontro

La riunione è stata positiva, non abbiamo firmato l’accordo ma abbiamo ricevuto sufficienti garanzie sul fatto che la certificazione del finanziamento non tarderà ad arrivare, per questo motivo con la Regione abbiamo deciso di tenere il tavolo aperto in modo che in qualunque momento avremo delle novità saremo in grado di definire velocemente l’accordo per far arrivare i soldi nelle tasche dei percettori della mobilità”.

Due strade percorribili

“Sul finanziamento la Regione Lazio – proseguono i sindacati – ci ha informato che ci sono due possibili strade, i residui dell’INPS o un emendamento presentato sia nel decreto ristori e sia nella legge di stabilità. A noi interessa poco da quale fonte arrivi il finanziamento, l’importante è che arrivi e arrivi nel più breve tempo possibile”.

anita tarquini il corriere della provincia
La segretaria territoriale della Uil Frosinone Anita Tarquini

Un’altra buona notizia ci arriva dalla legge di stabilità, nella riunione infatti ci è stato confermato dalla Regione che il finanziamento della mobilità in deroga è previsto in quantità congrue anche nel 2021. Infine si è convenuto con la Regione Lazio di riavviare e portare a termine una discussione sull’attivazione delle politiche attive che avevamo iniziato prima che scoppiasse la pandemia. Tale discussione è da noi reputata importante perché attraverso tale via è possibile far ripartire l’occupazione e con essa la ripresa economica”.

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