Servizio idrico, quale futuro: Magini traccia la rotta

Una riforma del servizio idrico che pemetta di avere tariffe calmierate e uquali per tutti i cittadini del Lazio; stop ai distacchi per le famiglie meno abbienti; acqua pubblica e ruolo di Regione e Provincia. Quesiti, ai quali non è facile rispondere, che abbiamo posto a Stefano Magini, già presidente di Acea Ato 5. Lo abbiamo fatto con l’obiettivo di individuare la rotta giusta da seguire attraverso un dibattito che coinvolga politica, istituzioni e associazioni.

Senta Magini, lei ha esternato più volte la sua posizione circa la necessità di una riforma del Servizio Idrico Integrato del Lazio che veda come obiettivo finale una Tariffa Unica per tutti i cittadini della Regione. Questo progetto ricorda  la prospettata fusione tra le società di gestione del servizio idrico integrato di Frosinone e Roma (quindi quelle operanti nell’Ato 2 e nell’Ato 5) sfumata per l’opposizione dei sindaci (anche se poi censurata dal Tar). E’ un altro modo per recuperare l’occasione persa sul fronte tariffario e gestionale?

“Anche se ad una prima analisi la finalità potrebbe sembrare la stessa, i contesti e soprattutto gli obiettivi sono completamente diversi. La fusione avrebbe prodotto i suoi benefici dalle sinergie derivanti dall’operare di un unico gestore in un ambito territoriale più grande, su un bacino di utenza enormemente maggiore. Una riforma sostanziale del Servizio Idrico Integrato del Lazio non potrà, invece, prescindere da obiettivi qualificanti come : 1)  parità di trattamento tra tutti i cittadini del Lazio ( la c.d. Tariffa Unica); 2)  forte connotazione pubblica del servizio: attraverso il finanziamento di tutte le grandi infrastrutture ( fonti di approvvigionamento principali, grandi reti di adduzione, depuratori e collettori fognari intercomunali ) ed il conseguente alleggerimento della tariffa di una componente pesante; con la costituzione di un organo sovraordinato con il compito di definire un Piano Regolatore Regionale, così che si possano realizzare gli investimenti utili individuati sulla base delle reali esigenze impiantistiche e delle reti e non su quella della sola disponibilità delle tariffe dei singoli Ambiti Territoriali; 3) eguaglianza e solidarietà: con la creazione di un fondo regionale per la perequazione, alimentato attraverso le entrate percepite dall’applicazione della tariffa d’ambito regionale, con il compito di armonizzare le singole tariffe definite dai vari ATO e che sia in grado di garantire la copertura dei costi dei  gestori, nonchè supportare economicamente tutti gli istituti -integrativi rispetto all’attuale Bonus Idrico- necessari a finanziare tutte quelle politiche sociali e solidali utili a garantire l’accesso gratuito ai servizi primari per tutti i cittadini meno abbienti. 4)  autonomia gestionale dei singoli territori garantendo agli attuali Ambiti Territoriali Ottimali della Regione tutte le autonomie normativamente previste. Oltretutto andrà a valere sull’intero territorio regionale e non solo sulla provincia di Frosinone”.

Come si colloca questa proposta di riforma rispetto al dibattito pubblico sulla gestione del servizio idrico che si perpetua da anni a senso unico e che possiamo riassumere così: “l’acqua deve essere gestita dal pubblico perché il privato non può fare profitti su un bene essenziale alla vita?”

“Una riforma che preveda una struttura centralizzata a livello regionale, e quindi per sua natura di forte connotazione pubblica, che predisponga il Piano Regolatore Regionale del Servizio Idrico Integrato, che definisca la priorità dei singoli interventi, li finanzi e ne supervisioni la corretta e tempestiva esecuzione, sicuramente è una risposta adeguata.  Discorso diverso merita la gestione del servizio nei singoli territori dove l’attenzione andrebbe, a mio modo di vedere, focalizzata sull’utilizzo delle migliori tecnologie e competenze, per un uso (ed una gestione) sempre più efficiente dell’acqua ed un processo depurativo che non impatti sull’equilibrio ambientale. E qui la proposta dovrà prevedere, nel rispetto delle specificità ed autonomie dei singoli territori Ambiti Territoriali, la massima autonomia gestionale nella scelta delle modalità di affidamento del servizio.

Diritto all’acqua e distacchi. L’utente è tenuto a pagare un corrispettivo per il servizio che riceve (non si paga l’acqua ma il servizio). Se non paga e non è in una situazione di disagio economico sociale, il gestore ha diritto a distaccare la fornitura secondo le procedure previste. Non è questo, però, una negazione dello stesso diritto all’accesso acqua pur sancito dalla normativa nazionale e internazionale? Cosa può prevedere una legge Regionale in tal senso?

“La riforma non può che essere ispirata ai principi di eguaglianza e solidarietà. Quindi si deve porre come condizione non negoziabile l’accesso gratuito ai servizi essenziali per tutti i soggetti che versano in condizione disagiate. Questo come basilare rispetto della dignità umana. Poi in ossequio all’articolo 53 della Costituzione che recita come tutti siano tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, per garantire la tutela dei soggetti più vulnerabili, è necessario che siano normativamente previsti, in un corretto ed equilibrato sistema di contrappesi,  strumenti efficaci e rigorosi per evitare che chi deve, normativamente, contrattualmente e, aggiungo, eticamente, contribuire al pagamento degli oneri propri del servizio lo faccia”.

Le tematiche che abbiamo affrontato sono state per anni le bandiere dei Comitati per l’Acqua Pubblica e delle Associazioni Ambientaliste senza che ad oggi siano state affrontate in maniera definitiva e risolte. Cosa è mancato per trasformare legittime aspettative in proposte e soluzioni concrete?

“In chiave generale sul tema dell’acqua pubblica si è fatta molta demagogia, si è sempre ragionato su assunzioni ideologicamente corrette ma non si è mai declinato come realizzarle ne si è mai capito quale dovesse essere la soluzione definitiva. Si è sempre sottaciuto come l’acqua sia un diritto che necessita di tecnologie ed infrastrutture. Non si è mai affrontato in maniera seria, onesta e trasparente il necessario legame tra investimenti, finanza e sostenibilità. Nella provincia di Frosinone, come noto, il tema del servizio idrico è stato oggetto di un dibattito demagogico e disattento rispetto al merito dei problemi. In tanti anni non mi è capitato di poter analizzare un progetto di gestione del servizio idrico giuridicamente, economicamente e tecnicamente sostenibile. Come sempre più spesso accade, tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare”.

Qual è, secondo Lei, il percorso corretto per far si che, invece, questo progetto trovi quell’attenzione che argomenti così importanti meritano, e non rimanga soltanto una declarazione di buone intenzioni?

“E’ necessario che siano superati gli steccati ideologici ed accantonate le polemiche strumentali per dare vita ad un percorso virtuoso che valuti e valorizzi tutti i contributi che perverranno dalle diverse sensibilità sia politiche che della  società civile. Si sta predisponendo la prima bozza di una proposta di legge regionale di iniziativa popolare con la quale aprire un confronto serio con le Associazioni Ambientaliste, quelle a Tutela dei Consumatori, le forze politiche interessate e chiunque a vario titolo vorrà e potrà dare un contributo”.

La Provincia di Frosinone può svolgere un ruolo propulsivo nella realizzazione di questo progetto?

“Secondo me la Provincia di Frosinone non solo può ma deve svolgere un ruolo propulsivo per ragioni sia etiche che economiche. Dal punto di vista etico perchè le bellezze naturali di questo territorio vanno tutelate anche attraverso una nuova organizzazione del Servizio Idrico Integrato che, oltre alla necessità di garantire a tutti  l’accesso ai servizi essenziali, sia fortemente incentrata sulla Sostenibilità e abbia come altra missione principale la Tutela dell’Ambiente. Senza considerare di come  tutela e valorizzazione dell’Ambiente siano il veicolo per sfruttare appieno le potenzialità di quel “turismo di prossimità”, oggi reso ancor più possibile dall’Alta Velocità, che da solo potrebbe garantire il benessere economico  di questo territorio”.

“Mentre dal punto di vista prettamente economico basta ricordare come la tariffa del Servizio Idrico in Provincia di Frosinone è di molto superiore alla media delle tariffe applicate negli altri Ambiti Territoriali del Lazio”.

Redazione

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