Cassino, opposizione all’attacco sulla sanità: la maggioranza ha deciso di non decidere

Oggi è stata scritta una delle pagine più buie sulla sanità di Cassino. Una maggioranza paralizzata e arroccata su se stessa ha di nuovo deciso di non decidere, sulla pelle dei cittadini”.

É l’incipit di un veemente attacco da parte dell’opposizione consiliare della città martire, dopo il consiglio comunale aperto sulla sanità che si è svolto questa mattina. A firmare la nota sono Francesco Evangelista, Massimiliano Mignanelli, Giuseppe Golini Petrarcone, Salvatore Fontana, Mario Abbruzzese, Angela Abbatecola, Gaias Gavino e Sergio Miele.

Le contestazioni in punti

“Il primo punto da sottolineare – criticano i consiglieri – è che la posizione delle opposizioni non era strumentale: la presenza e l’onesta testimonianza del direttore generale f.f. della Asl, che ha chiesto scusa per il ritardo nell’espletamento di un concorso vecchio addirittura di un anno, forniscono la misura della gravità del problema”.

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Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino

“Il secondo punto è che le soluzioni promesse sono ben lontane dall’essere vicine alla realizzazione, perché un riassetto strutturale con nuove assunzioni prevede dei tempi tecnici inevitabili, del tutto incompatibili con l’attuale stato di emergenza sanitaria. Il terzo punto – proseguono – è che la lettera del direttore sanitario del Santa Scolastica, il dottor Mario Fabi (con cui si prendeva atto dell’impossibilità di procedere all’effettuazione degli interventi operatori, disponendo il trasferimento dei malati chirurgici in altri nosocomi), deve essere revocata, altrimenti la situazione permane invariata”.

La mancata discussione del documento

“Si deve poi evidenziare che non si è voluto discutere il documento redatto dall’opposizione, che contiene proposte strategiche dirette a rafforzare la sanità frusinate e in particolare l’ospedale di Cassino e il polo ‘D’. Questo documento tiene conto delle osservazioni e delle raccomandazioni del recente documento del Tavolo Tecnico sulla Chirurgia – Gruppo Intersocietario istituito dal Ministero della Salute, nel quale si prende atto che l’interruzione precauzionale di ogni chirurgia elettiva, verificatasi nel momento della massima allerta sanitaria durante la pandemia, comporterà un incremento di richiesta di prestazioni chirurgiche con nuove complessità organizzative connesse alla persistenza del virus nella società”.

“Su questa base – conclude la nota – serve un ripensamento sia di tutte le offerte ospedaliere che dei modelli organizzativi, così da prevedere anche una redistribuzione della rete di assistenza su base provinciale, attraverso un adeguamento delle tecnologie e del Personale presenti nelle sale operatorie, nei reparti intensivi e in quelli di Rianimazione. Non si può purtroppo abbassare la guardia, perché il Consiglio di oggi ha in realtà certificato l’incapacità dell’amministrazione di affrontare e risolvere un problema così delicato e di così grande impatto sull’attenzione e soprattutto sulla salute dei cittadini”.

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