Riequilibrio finanziario, Frosinone esempio virtuoso

Un modello da seguire quello del Comune di Frosinone che dal 2013 si trova a fare i conti con il piano di riequilibrio finanziario, varato dall’amministrazione Ottaviani per scongiurare il dissesto. Proprio la gestione virtuosa, portata avanti dal governo del sindaco Ottaviani, è stata al centro di un convegno, che si è svolto ieri, all’Università di Messina: ‘Riequilibrio finanziario: servizi ai cittadini e gestione delle imprese’.

Al tavolo dei relatori il viceministro all’economia, onorevole Laura Castelli; il rettore Salvatore Cuzzocrea e il direttore del dipartimento, Michele Limosani. Tra gli invitati all’incontro, l’assessore al bilancio e alle finanze del Comune di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, e il dirigente del settore, Vincenzo Giannotti.

 

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L’assessore Riccardo Mastrangeli relatore al convegno all’Università di Messina

 

L’intervento dell’assessore Mastrangeli

“Nell’ambito di questo importante appuntamento – ha dichiarato l’assessore Mastrangeli – ho rappresentato l’esperienza del Comune di Frosinone, le luci che abbiamo coraggiosamente acceso ma anche le tante ombre che abbiamo trovato e stiamo trovando sul nostro percorso. Siamo stati invitati perché l’Amministrazione Ottaviani rappresenta un esempio da seguire a livello nazionale per i risultati raggiunti, ma è stata soprattutto l’occasione per chiedere al viceministro dell’Economia Laura Castelli una nuova visione, una nuova legislazione con un percorso certo ed una nuova interpretazione degli obbiettivi per i Comuni virtuosi come il nostro”.

I numeri del piano di rientro

Nel corso dell’intervento, l’assessore ha illustrato il percorso portato avanti dall’amministrazione Ottaviani dal 2013, anno in cui è stato approvato il piano di riequilibrio finanziario.

Il Comune di Frosinone, infatti, è stato costretto a recuperare ingenti risorse ereditate dal disequilibrio dei conti dell’anno 2012 (circa 5,5 milioni di euro di disavanzo e 7 milioni di euro di debiti fuori bilancio ripartiti nell’arco temporale di 10 anni), subendo, inoltre, continue contrazioni dei trasferimenti erariali dallo Stato.

A ciò si aggiungano “le due manovre centrali effettuate nel corso del piano di riequilibrio finanziario che hanno sottratto risorse economiche e finanziarie necessarie all’ente per uscire dal piano di riequilibrio anche in modo anticipato – ha spiegato l’assessore Mastrangeli – La prima manovra è stata quella del passaggio dall’Imu e la Tasi che ha sottratto risorse (solo parzialmente restituite) che erano alla base del piano di riequilibrio.

 

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L’assessore al Bilancio di Frosinone Riccardo Mastrangeli

 

Altro impatto negativo è dovuto dal decreto-legge n. 66 del 2014 che, all’articolo 47, disciplina il concorso delle province, delle città metropolitane e dei comuni alla riduzione della spesa pubblica, nell’ambito di un intervento di spending review. La durata del taglio era inizialmente fissata al triennio 2014-17, ma già con la legge di stabilità per il 2015 il periodo di vigenza del taglio veniva esteso al 2018.

In conseguenza, la stessa norma dispone che il fondo di solidarietà comunale (FSC) sia ridotto di importi equivalenti per ciascuno degli anni dal 2014 al 2018″.

Razionalizzazione costi e nuovi investimenti

Il bilancio che sarà portato, a breve, in consiglio comunale, presenta comunque la razionalizzazione di alcuni costi e, al tempo stesso, nuovi investimenti a favore della cittadinanza, con vantaggi importanti per l’intera collettività: il pagamento della Tari di quest’anno, ad esempio, sarà ridotto in modo sensibile per le famiglie (circa il 15% rispetto all’anno precedente) grazie a un’eccellente quota di raccolta differenziata, che riduce il conferimento e, quindi, il costo in discarica dei rifiuti solidi urbani.

“Tuttavia, resta ferma – ha concluso Mastrangeli – anche in prospettiva, la necessità da parte degli organi governativi di trovare soluzioni adeguate su uno strumento, quale quello del piano di riequilibrio, che abbia concreti vantaggi nella sua scelta in luogo del dissesto, evitando che ogni normativa legislativa indirizzi nuove criticità e sacrifici nei confronti di tali enti, già esposti in termini economico-finanziari, attraverso continue riduzioni di entrate e di spese”.

Redazione

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