Crisi Stellantis, Maura: nessuno ne parla e il Frusinate rischia l’ecatombe

“Nello stabilimento Stellantis di Cassino c’è una crisi reale! Cosa ancor più grave è che nessuno ne parla. L’azienda non ha ancora formalmente dichiarato l’apertura dello stato di crisi, ha giustificato le chiusure
con la mancanza della fornitura di microchip, ma ho il timore che la verità sia ben altra, ovvero che lo stabilimento di Cassino è interessato a un profondo ridimensionamento dei volumi occupazionali che comprometterà l’economia della nostra provincia e soprattutto della zona del cassinate, un territorio che “vive” grazie all’industria automobilistica”.

Lo evidenzia Daniele Maura, capogruppo di Fdi all’Amministrazione provinciale.

“Qualche mese fa quando l’amministratore di Stellantis Tavares venne a Cassino, tutti andarono a genuflettersi, compreso i sindacalisti, tutti ad elogiare l’amministratore di Stellantis ed in suoi progetti;
raccontò di investimenti, rilancio del sito produttivo e addirittura nuove assunzioni. Ed invece… forse era venuto a prenderci in giro, forse era il canto del cigno, poiché dopo pochi giorni la situazione è peggiorata.
Si lavora alla giornata, senza alcuna programmazione, cassa integrazione e stipendi di solidarietà, spesso inferiori al reddito di cittadinanza. Tra gli operai velegia un sentimento di rassegnazione, si mostra tutta l’impotenza che il lavoratore ha nei confronti di un colosso industriale mondiale e nella finanza internazionale e si spera solamente in un minimo di cuore del padrone, sperando di andare avanti il più a
lungo possibile”.

“Se qualcuno continuava a pensare che Stellantis non avrebbe potuto licenziare per via di una promessa fatta al governo italiano da FCA, era fuori strada. È vero che Stellantis, o meglio FCA, aveva
ottenuto un prestito di 6,3 miliardi di euro più o meno un anno fa, un prestito da 6,3 miliardi emesso da Intesa Sanpaolo con una garanzia statale, infatti per concedere ad FCA la linea di credito fu necessaria una garanzia dello Stato che copriva l’80% dell’importo del prestito. Unico vincolo a carico di Stellantis, la salvaguardia dei livelli occupazionali, come FCA promise al governo in cambio della sua garanzia. E’ di pochi giorni fa la notizia, anche questa passata in sottofondo con cui è cambiato tutto e la promessa può essere disattesa. E l’operazione fatta da Stellantis in questi giorni a confermare tutto questo. Infatti l’azienda sembra abbia già provveduto a rimborsare il prestito da 6,3 miliardi. Lo ha fatto grazie alla sottoscrizione di nuove linee di credito per oltre 12 miliardi, un finanziamento certamente meno favorevole di quello a garanzia Sace e questo fa ancor più pensare”.

“Perché allora estinguere in “fretta e furia” un prestito ottenuto di recente, e per giunta, sostituirlo con un altro che ha condizioni sfavorevoli rispetto al precedente? sottoscritto con 29 banche ? Forse avere mano libera per i licenziamenti? Stellantis aumenta quindi i suoi debiti, inoltre con condizioni meno favorevoli, ma sembra che questo poco importi, perché il principale obbiettivo è la ristrutturazione aziendale e mani libere. Giochi di potere, giochi di finanza, giochi che non hanno in nessuna considerazione i lavoratori. Ed i sindacati dove sono? La cosa più preoccupante però è la paura. La paura di perdere il lavoro, di finire in mezzo a una strada, di non poter tirare avanti la famiglia. La Provincia di Frosinone rischia l’ecatombe, bisogna intervenire, mi farò portavoce con i vertici del mio partito di questo grido di allarme e spero che il governo non rimanga sordo!”

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