Sport e sviluppo, da Trevi Tajani al ministro dell’Industria: telefoni a Stirpe dieci volte al mese

Si è svolto venerdì scorso il primo appuntamento post-Covid al Castello Caetani di Trevi nel Lazio. L’occasione è stata la seconda edizione del premio nazionale di calcio ‘MM7’ dedicato a Mario Mariozzi, prestigiosa ala destra degli anni 50/60, poi tecnico e direttore sportivo di diverse squadre laziali.

Nel castello Caetani, alla prima manifestazione dopo l’emergenza Covid, si è chiusa l’edizione 2020 del Premio che celebra Mario Mariozzi. Premiati il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe (miglior presidente di Serie B), Peppe Incocciati (miglior tecnico di Serie D) il patron dell’Ascoli Massimo Pulcinelli (Management Serie B), il ‘gioiellino’ della Roma Giacomo Faticanti (Talento dell’anno).

Un premio è andato anche ad Antonio Tajani, vicepresidente di FI, che è intervenuto parlando di sport e rispondendo alle domande del moderatore Vincenzo Di Michele. Presenti pure i sindaci di Trevi nel Lazio, Silvio Grazioli, e di Affile, Ercole Viri.

Tajani: lo sport non può essere il fanalino di coda

“Non è tanto insegnare a toccare bene la palla, ma educare e dare esempi positivi che sono fondamentali perché se formi un atleta formi anche un uomo”. Così il vicepresidente di FI, Antonio Tajani, parlando al premio di Trevi.

“Lo sport non può essere soltanto business, non si può pensare solo a moltiplicare i soldi. I soldi – ha aggiunto – devono essere finalizzati bene. Noi abbiamo una grande partita da giocare, quella di dare all’Italia una strategia e una visione per i prossimi 30-40 anni creando lavoro e dando alle imprese la possibilità di crearlo. I soldi del Recovery Fund dovranno servire per le riforme necessarie per lo sviluppo. E anche lo sport deve rientrare in questo obiettivo. Siamo in un momento di svolta – ha continuato -, se abbiamo il coraggio di cambiare queste cose allora possiamo vedere il futuro con meno preoccupazione”.

antonio tajani
Tajani a Trevi nel Lazio

Secondo Tajani, “a scuola bisognerebbe insegnare ai giovani cos’è lo sport. Educazione fisica non è la materia durante la quale bisogna fare i compiti e prepararsi per le ore successive. Poi c’è il nodo degli impianti sportivi, a Roma ci sono impianti dell’epoca di Mussolini. Bisogna spendere di più e soprattutto la scuola deve cambiare atteggiamento nei confronti dello sport”. E sulla politica economica del governo ha concluso: “Se fossi ministro dell’industria – ha sottolineato – farei dieci telefonate al mese a Maurizio Stirpe”.

Stirpe: puntiamo sui giovani. Investiremo ancora sulle strutture sportive

“In questo momento difficile il nostro territorio ha bisogno di esempi positivi. Ci sono tanti problemi, con l’emergenza economico-sociale. Il calcio può alleviare un po’ queste sofferenze. Queste manifestazioni danno valore alla nostra identità”.

maurizio stirpe frosinone calcio il corriere della provincia
Il patron del Frosinone Calcio Maurizio Stirpe

Così Maurizio Stirpe, miglior presidente di Serie B, venerdì sera al Premio nazionale di calcio dedicato a Mario Mariozzi. «Ho pensato alla mia successione in azienda già a 34 anni – ha aggiunto Stirpe rispondendo alle domande di Vincenzo Di Michele -, perché bisogna sempre guardare al futuro. La “squadra” che oggi dirige il mio gruppo industriale va da 35 a 50 anni. Gli imprenditori, come i calciatori, come i politici, hanno un ciclo vitale e dobbiamo avere l’intelligenza di capire quando è il momento giusto di alzarsi dal tavolo”.

“Il Frosinone? Mi emoziona più della Nazionale”

Sul Frosinone calcio, Stirpe ha proseguito così: “Abbiamo investito tanto e molto c’è ancora da fare per le strutture. Abbiamo un progetto preciso per il settore giovanile valorizzando innanzitutto i nostri ragazzi. In passato lo facevamo di meno, eravamo presi troppo dalla cultura del risultato. Adesso ci siamo privati di giocatori importanti e per altri accadrà nei prossimi giorni. Non cambieremo la nostra filosofia, anche in caso di retrocessione. Vogliamo sviluppare la nostra Accademia e continueremo a investire nelle strutture per completare lo stadio: il ristorante che avrà il Benito Stirpe non c’è nemmeno all’Allianz Stadium. Ci sarà anche una scuola di cucina. Completeremo anche il centro sportivo di Ferentino. Vogliamo realizzare un progetto sostenibile sul piano economico-finanziario”. E ha concluso: “Provo emozione solo quando guardo il Frosinone, nemmeno la Nazionale italiana mi fa questo effetto”.

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