Frosinone: la via Francigena passa per il capoluogo

La giunta Ottaviani, nell’ultima seduta settimanale, ha approvato il progetto rimodulato relativo alla riscoperta della via Francigena del sud. Il comune di Frosinone ha infatti aderito al programma di promozione di tale itinerario sin dalle prime fasi. Al fine di raggiungere l’obiettivo della valorizzazione del percorso, l’amministrazione ha presentato, lo scorso anno, presso la Regione Lazio (Agenzia del Turismo), una serie di elaborati tecnici per un importo preventivato di 303.271 euro.

La Regione, nei giorni scorsi, ha comunicato che tale progetto, causa insufficiente disponibilità finanziaria sancita dallo stesso Mibact, non poteva essere accolto come presentato, suggerendo una serie di modifiche in ordine alle opere finanziabili per un totale generale di 143.505,40 euro, invitando l’ente di piazza VI dicembre, di conseguenza, a rimodulare il progetto stesso. Le modifiche apportate, dallo stesso professionista precedente incaricato, sono state quindi approvate dalla giunta.

Il percorso della via Francigena

Il Comune di Frosinone è posto lungo la direttrice Prenestina-Casilina-Latina della Via Francigena nel sud tra i Comuni di Alatri ed Arnara. Questo cammino, storicamente, ha attraversato le valli del Sacco e del Liri, dalla preistoria fino ai giorni nostri, trasformandosi e attrezzandosi per offrire assistenza a viandanti e viaggiatori.

II tratto della via Francigena che interessa il comune di Frosinone permette di attraversare il Centro Storico del paese, proseguendo il tratto che giunge da Alatri, attraversando zone residenziali, intersecandosi con la Via di Fiuggi SS155 e salendo poi dolcemente lungo Via Tiburtina, Via Giordano Bruno e Via Garibaldi. Superato il Centro Storico prosegue a Valle intercettando punti di notevole interesse storico-religioso e culturale come da Chiesa della Madonna della Delibera. Arrivati alla Variante Casilina il percorso prosegue inerpicandosi per sentieri e nelle campagne.

La finalità dell’intervento è volta alla nascita e alla diffusione di reti di impresa locale, tramite accordi e collaborazioni di carattere pubblico-privato, per il rilancio compatibile delle singole realtà territoriali, dando così impulso alla creazione di un “Sistema d’impresa territoriale (S.T.I.)”, con l’obiettivo di attivare lo sviluppo locale di tipo sostenibile con il coinvolgimento delle imprese, dei commercianti e soprattutto dei giovani con competenze in ambito turistico e culturale. Il risultato sarà la creazione di un circuito turistico integrato capace di implementare i servizi offerti, mettendo in risalto gli aspetti naturalistici, storico-architettonici, enogastronomici del territorio.

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