Scenari socio-economici, innovazione e investimenti: lo studio di Ance e Cresme per il rilancio del Cassinate

Una dettagliata analisi sulla situazione economica, demografica e sociale dell’area territoriale di Cassino e del Cassinate. Le prospettive e le opportunità per uno sviluppo strategico dell’intero comprensorio. I punti di forza da cui ripartire per agganciare e sfruttare le possibilità di innovazione che traghettino la provincia verso il futuro attraverso le sue enormi potenzialità.

Tutti spunti che sono stati al centro di uno studio, promosso da Ancefrosinone in collaborazione con il Cresme. Il rapporto fornisce un quadro molto interessante sulla situazione economica, demografica e sociale dell’area territoriale del sud della Ciociaria ed offre una prospettiva sulle vocazioni e su opportunità di sviluppo strategico.

Nell’ambito di una situazione di grande emergenza, ANCE ha voluto investire in questo progetto anche per fornire uno stimolo per intraprendere un percorso comune di programmazione, dando supporto alle istituzioni ed agli operatori economici del territorio.

A sottolineare la necessità di una visione sistemica per lo sviluppo del territorio ci ha pensato, il presidente di Ancefrosinone, cavalier Angelo Libero Massaro

L’appuntamento

Nell’Aula Magna dell’università della Citta Martire, questa mattina, ne hanno parlato il presidente di Ancefrosinone, cavalier Angelo Libero Massaro; il direttore del Cresme ricerche Spa, Lorenzo Bellicini. Presenti il sindaco Salera, il presidente di Unindusria Cassino Davide Papa, il vicepresidente di Asso Popolari Vincenzo Formisano, il presidente del Cosilam Marco Delle Cese e numerosi primi cittadini.   

L’intervento del presidente Massaro

 “Un dossier – ha ribadito Massaro – totalmente finanziato da Ance e messo a disposizione gratuitamente degli amministratori, degli imprenditori e delle istituzioni per fornire loro opportunità e spunti sullo sviluppo delle città e dei paesi che governano. Bisogna avere una visione complessiva – ha osservato – quando si parla di strategie per migliorare e valorizzare i territori in cui viviamo e che vogliamo far crescere. Da soli non andiamo da nessuna parte’. Anche per questo ha lanciato l’idea di istituire un tavolo permanente di tutti gli attori del Frusinate proprio per concertare, insieme, le azioni, i progetti e le iniziative più utili per il rilancio della provincia”.

L’analisi del presidente Cresme

“Il primo punto di forza del sistema del Cassinate è il suo essere uno snodo tra nord e sud del Paese. L’Istat nel 2015 definisce Cassino e il suo Sistema Locale come piccola città del Mezzogiorno interno, con vocazione manifatturiera pesante e specializzazione nei mezzi di trasporto. Una visione che collocherebbe il territorio in una condizione mista di perifericità e, data la specializzazione settoriale, di esposizione a rischio competitivo. In realtà, il territorio possiede molte potenzialità; dalle analisi dei dati emerge che più che la periferia di qualcosa Cassino è lo snodo, la cerniera, la frontiera, il passaggio tra il nord e il sud del Paese. Cassino si colloca in posizione periferica rispetto alle aree urbane forti di Roma e Napoli, ma costituisce sia un nodo delle direttrici longitudinali che le collegano (autostrada A1 e linea ferroviaria), sia di quella trasversale tra il Lazio meridionale e le regioni adriatiche. Questa sua centralità è oggi rafforzata anche dal recente potenziamento del servizio ferroviario. Oggi finalmente, il treno ad Alta Velocità serve anche Cassino, avvicinando il centro ciociaro alle aree metropolitane di Roma (1 ora e 10 minuti)  e Napoli (40 minuti) e soprattutto lo connette direttamente a Firenze (3 ore), Bologna (meno di 4 ore), Milano (5 ore) e Torino (6 ore)”.

“Un secondo punto di forza in un contesto produttivo di forte specializzazione com’è quello cassinate, è la presenza del polo universitario che costituisce un fattore strategico per sviluppare innovazione di processi e di tecnologie, in particolare, attraverso le sue facoltà tecniche. Sono stati portati avanti numerosi progetti comunitari ed extracomunitari sia allo scopo di ampliare l’orizzonte culturale degli studenti sia di consentire di instaurare preziose relazioni con studenti, docenti e ricercatori di Università straniere. Infine, per promuovere l’innovazione e la ricerca l’Ateneo si è impegnato nello sviluppo di spin off per il trasferimento tecnologico alle imprese, per lo più impegnate nella ricerca e sviluppo delle scienze naturali e dell’ingegneria. Proprio l’attivazione di collaborazioni di questo tipo costituisce una risorsa strategia per lo sviluppo tecnologico, il radicamento del settore produttivo nel territorio e per la spinta verso l’innovazione dei processi produttivi”. 

Più attenzione al turismo

“Nel sistema locale di Cassino il segmento turistico è attualmente sottodimensionato rispetto alle sue potenzialità. Gran parte del flusso turistico cassinate è legato alla presenza dell’Abbazia di Montecassino che ha un volume di visitatori superiore a 270.000 visite all’anno. Questo turismo però è limitato al solo sito dell’Abbazia e non riesce a interessare, neanche indirettamente, il resto del sistema. Inoltre, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Beni e delle attività culturali, emerge un calo di attrattività del polo: nell’arco di un decennio l’abbazia ha perso oltre 320mila visitatori (-54%), ma il calo di interesse per le mete religiose riguarda anche le altre abbazie della provincia (es. Casamari -67% e Trisulti -37%). Perde visitatori anche il Museo Archeologico di Cassino, con oltre 1.500 visitatori in meno in un decennio (-22,6%), mentre resta stabile il numero di accessi alla Casa di San Tommaso d’Aquino, emergenza storica situata nel comune di Aquino (+4,9%). Il territorio Cassinate mostra grandi potenzialità di crescita turistica: esiste un’ampia offerta potenziale legata alla natura, alla biodiversità, ai beni storici-architettonici ed all’enogastronomia attualmente non valorizzata. La recessione economica e la crisi pandemica indurrà molte famiglie a  limitare la vacanza nel tempo e nello spazio, preferendo mete più locali (regionali o nazionali), mentre nel medio-lungo termine è facile immaginare l’emergere di una nuova normalità, caratterizzata da differenti comportamenti e abitudini dei viaggiatori in cerca di sostenibilità. Le opportunità sono tante e passano dalla necessità di un ripensamento dei modelli di offerta turistica, soprattutto nel medio-breve termine, alla spinta forzata verso innovazione e digitalizzazione; dall’aumento della domanda nei settori sostenibili a basso affollamento (es. turismo rurale, natura, sport e salute) all’essere stati toccati, i territori del cassinate, solo marginalmente dalla pandemia. In questo processo di riconfigurazione del settore turistico-ricettivo le 17.000 abitazioni lasciate vuote per il grave processo di spopolamento che ha investito l’area, potrebbero trovare nuovo utilizzo per rispondere alla crescente domanda di alloggi turistici a basso costo e di sharing economy. Per avviare questo processo la prima cosa da fare è quella di sviluppare, assieme al resto del territorio provinciale, una strategia di branding territoriale. La strategia di un territorio (economica, urbanistica, di prodotto architettonico, di comunicazione, di alleanze territoriali), cioè il processo di attuazione di una vision di sviluppo condivisa attraverso politiche coordinate, costituisce di per sé un innovativo modello di offerta, anche per le risorse disponibili per le arre interne.

Automotive e Pmi sotto la lente

“Ma importanti opportunità e al contempo rischi, per Cassino e il suo territorio più vocato all’industria  derivano dal processo di riconfigurazione attivato dalla crisi che riguarda il contesto economico produttivo. L’economia del sistema cassinate è senza dubbio dipendente dal settore manifatturiero, destinato a mettere a bilancio un 2020 molto pesante, con un impatto significativo legato al tracollo del mercato dell’automobile. L’automotive è stato da un lato il primo settore in assoluto a sperimentare gli effetti diretti del lockdown sulla catena produttiva e dall’altro a pagare pesanti conti sul piano della domanda. Durante il lockdown il settore ha subito una perdita, in termini di autovetture non assemblate, che si stima, in tutta Europa, nell’ordine di 2,4 milioni di unità, di cui 158 mila in Italia e 616 mila nella sola Germania. Una quota marginale è atteso che verrà recuperata nella seconda parte del 2020″.

“Va detto che nel lungo termine, il settore sta andando incontro a rapidi cambiamenti, sia in termini di modello di business (es. noleggio a lungo termine, car sharing, servitizzazione, cloud manufacturing), sia di riconfigurazione tecnologica, legata alla necessità di ridurre le emissioni e accelerare la transizione a tecnologie ibride e elettriche. Questo comporterà grandi cambiamenti all’interno della filiera; la catena di valore del settore delle auto elettriche, la cui domanda sta risentendo meno della crisi globale, ad esempio, è molto più corta, in termini economici, di quella delle auto con motore endotermico. Inoltre, la diffusione della propulsione elettrica, nel lungo periodo imporrà di ripensare completamente il modello di business dei produttori che, con la riduzione della domanda di auto a motore endotermico, si ritroveranno con un enorme parte di know-how tecnologico svalutato; lo scenario, allora, indurrà le case automobilistiche o ad assorbire nuovo know-how nell’ambito degli accumulatori elettrici, o ad orientare il modello di offerta su aspetti prettamente di design, confort e sviluppo di altre funzioni digitali (es. emulazione di esperienze di guida). Le tendenze del settore mostrano segnali di accorciamento geografico della catena di produzione delle componentistiche di alta qualità e precisione. Un esempio virtuoso arriva proprio dalla vicina Irpinia dove in pieno 2020 è nata la Sai – Schlote Automotive Italia dalla partnership di importanti gruppi Industriali (Bohai Trimet, Schlote) che si occuperà di lavorare scatole cambio, scatole frizione e altri componenti in lega di alluminio per le maggiori case automobilistiche europee”.

Questi cambiamenti coinvolgeranno gioco forza anche il sistema dell’automotive cassinate, legato alla produzione automobilistica del Gruppo FCA, che da solo, assorbe oltre 5 mila addetti; lo stabilimento FIAT-FCA, in particolare, risulta essere fulcro d’attrazione (diretto o indotto) per 10.000 persone. Si calcola, tuttavia, che negli ultimi tre anni lo stabilimento abbia perso 1.400 posti di lavoro. Avendo il “monopolio occupazionale sull’area” il suo futuro è determinante per l’economia di tutto il sistema. Ma forse l’aspetto più importante che emerge dallo studio riguarda la necessità di costruire una vision strategica per lo  sviluppo del territorio condivisa, che riparta dai punti di forza e superi le criticità che impediscono o frenano lo sviluppo”. 

shares