Iannarilli attacca Buschini: “Tante parole e pochi fatti, le aziende sono in ginocchio”.

“Subito liquidità e meno lacci per ripartire”. Queste sono le dichiarazioni di qualche giorno fa del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Mauro Buschini”. A sferrare l’attacco è Antonello Iannarilli, dirigente provinciale FDI

L’intervento

“Secondo quanto dichiarato dal Presidente la nostra Regione è stata addirittura ‘punto di riferimento per il resto d’Italia’. Domanda, in quale preciso momento? Per cosa? Forse per la figuraccia nazionale sull’acquisto delle mascherine….. e non aggiungo altro, o forse per la mancata assegnazione dei tanto pubblicizzati fondi irraggiungibili? Dove stanno le tanto dichiarate procedure per alleggerire la burocrazia? La situazione è così da mesi, da anni”.

“Parole, parole, parole ma di fatti neanche l’ombra. Ad oggi non si hanno ancora risposte circa il bando da 10.000,00 euro di Fare Lazio; ad oggi i vari contributi tanto sponsorizzati non sono arrivati ed il ritardo del pagamento della cassa integrazione a comportato per le famiglie e le imprese gravi problemi economici. Nessuno sa cosa sarà del domani. Ad oggi non c’è niente di niente e le tendine sulla home page del sito regionale non sono ancora attive. Aiuti al mondo dello sport, alla ristorazione, alle categorie di alberghi, agli agriturismo, ai B&B, tutti a senso unico dove bisogna essere iscritti alla categoria x, al modello y, essere in grado di fare il salto mortale e magari anche cugini di Pippo, Pluto e Paperino …. Richieste fuori da ogni grazia di Dio, zero semplificazioni. Ogni volta vengono scartate centinaia di migliaia di richieste perché non rispondenti ai requisiti minimi per accedere a Bandi e/o Fondi”.

L’affondo

“La cassa integrazione? Chi per ora l’ha vista? La Regione latita e l’Inps, di conseguenza, non riesce ad erogare, per cui i dipendenti delle varie imprese del Lazio sono semplicemente disperati.Servono risorse vere tangibili e servono subito a fondo perduto, senza ulteriori lungaggini o tentennamenti o comunicati stampa. Non voglio mettere in secondo piano la salute della popolazione Italiana, ma non possiamo neppure accettare che venga messa in secondo o terzo piano l’attività economica del Paese che sta distruggendo il tessuto produttivo. La presa in giro dell’arrivo di 25.000,00 euro in pochi giorni; sarebbe stato opportuno dire in pochi anni. E non dimentichiamoci che non è un aiuto ma un altro indebitamento perché di fatto è un finanziamento. Domanda? Ma se lo Stato è garante al 98% perché tutte queste informazioni le chiedono al richiedente? Se una azienda arrancava o aveva qualche difficoltà non può presentare la richiesta per il finanziamento. Di virale, di questi tempi, non c’è soltanto la pandemia, che ha provocato migliaia di morti e sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale ma, anche e soprattutto, la rabbia per i mancati aiuti promessi dallo Stato, dalle Regioni e dai Comuni che hanno semplicemente posticipato le scadenze di tre mesi ….. non curanti del fatto che tra tre mesi avremo una unica grande scadenza”.

“Centinaia di commercianti hanno riconsegnato simbolicamente le chiavi dei loro esercizi ai sindaci del proprio comune. Da Frosinone a Sora, da Gallinaro a Morolo, passando per Piedimonte San Germano e Casalvieri.Il decreto liquidità stenta a decollare perché è “farlocco” e l’iter burocratico risulta essere troppo lungo ed ingarbugliato …Nel Lazio abbiamo 44.805 imprese appartenenti al settore dei pubblici esercizi, nella provincia di Frosinone 3.262 (banca dati movimprese CCIAA aggiornata al 30 marzo 2020).10.000 imprese sono a rischio di non apertura nel Lazio, 800 solo nella provincia di Frosinone (oltre il 22%), con oltre 30.000 posti di lavoro a rischio nel Lazio.E si continua a parlare di Regione attiva e senza “lacci”.Le famiglie, i commercianti, gli imprenditori, la collettività tutta non ha più le scarpe, figuriamoci i lacci!Gli abitanti della regione Lazio pretendono molto di più e si accontenterebbero già del solo dovuto”

L’auspicio

“La Regione Lazio dovrebbe semplificare i vari bandi togliendo i famosi lacci, tanto decantati dal Presidente che, tra l’altro, fa parte di una maggioranza che governa. È facile parlare quando non si toccano con mano i problemi e la poltrona risulta essere non solo comoda ma riscaldata e con il salvagente; senza parlare della mascherina che è gratis ed a norma di legge. Spero si torni a parlare di elezioni nazionali e regionali presto per poter mandare a casa chi sta distruggendo il nostro Paese e la nostra regione e soprattutto per avere un Presidente della Regione a tempo pieno non come Zingaretti che pensa di governare una regione part-time o lasciando per modo di dire le scelte ai sui collaboratori con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Redazione

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