Samami, in 150 senza stipendio: Ruspandini porta il caso in Senato

Non percepiscono il salario dallo scorso settembre. E, nonostante da parte della proprietà si inseguano promesse di pagamento delle spettanze, al di là di qualche acconto sporadico, per i 150 lavoratori della Samami Spa di Isola del Liri i tempi sono ancora estremamente difficili.

A sottolineare una vicenda preoccupante per i dipendenti dell’azienda isolana e le loro famiglie, sono gli esponenti di Fratelli d’Italia: dal presidente del consiglio provinciale di Frosinone, Daniele Maura, al consigliere regionale Giancarlo Righini, fino all’interrogazione parlamentare del senatore di FdI, Massimo Ruspandini.

Le parole di Maura

“Grande lavoro di squadra da parte di Fratelli d’Italia riguardo la situazione dei lavoratori della Samami Spa – sottolinea Daniele Maura – La  situazione drammatica dei 150 lavoratori dell’azienda isolana, che dal mese di settembre non percepiscono stipendio, è solamente di poco migliorata se così si vuol dire, da quando abbiamo reso pubblico il caso. Sono stati pagati due acconti da 300 euro e 200 euro, ben poca cosa per chi ha ormai 5 mesi di arretrati più la tredicesima stato pagato, si continua a promettere da parte della direzione di settimana in settimana il pagamento delle spettanze che però ancora non arrivano”.

 

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Il presidente del Consiglio provinciale di Frosinone Daniele Maura

 

Maura, però, sottolinea anche come le commesse all’azienda ci siano “e allora – dice – qualcosa non è chiaro e a rimetterci non possono essere i lavoratori. Noi non molliamo la presa, Fratelli d’Italia non li lascerà soli: noi siamo con loro, – conclude Maura – noi siamo vicino ai lavoratori e ai loro diritti e combatteremo al loro fianco”.

L’interrogazione di Ruspandini

Anche il senatore di Fratelli d’Italia ha portato il caso a Palazzo Madama, con un’interrogazione diretta ai ministri dello Sviluppo Economico e delle Politiche sociali.

“Premesso che Samami SpA è un’azienda di componentistica con sede a Isola del Liri, che lavora con commesse di altre aziende, tra le quali colossi come ABB; nel mese di settembre 2019 vi è stato il passaggio di proprietà e il cambio di denominazione dell’azienda; ad oggi non è chiaro quale sarà il futuro dell’azienda, sia in termini occupazionali, sia per quanto riguarda il pagamento degli stipendi arretrati”.

 

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Il senatore Massimo Ruspandini

 

“Constatato – ha continuato Ruspandini – che dal giorno della cessione ad oggi è stato pagato, peraltro con tre mesi di ritardo, un solo stipendio (del mese di settembre), e non è stata pagata nemmeno la tredicesima; nonostante l’azienda continui a ricevere commesse, i lavoratori continuano a non ricevere le retribuzioni con evidenti ripercussioni sotto l’aspetto psicologico ed economico”.

“Si chiede di sapere – questa la richiesta del senatore – se i ministri in indirizzo siano a conoscenza della grave situazione e quali iniziative di competenza intendano intraprendere affinché vengano garantiti i livelli occupazionali dell’azienda e il diritto alla retribuzione per l’attività lavorativa svolta”.

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