Pompeo ‘gela a distanza’ la Gerardi: il tempo dell’inganno sta finendo

L’onorevole dai banchi di palazzo Montecitorio. Il sindaco – e presidente della Provincia – dal Comune di Ferentino.  Lei, Francesca Gerardi (Lega) interviene alla Camera dei deputati, in cui parla dell’ultima vicenda di cronaca che si è registrata a Ferentino per allargare il discorso ad altri fatti, salvo poi essere stoppata, anche piuttosto bruscamente, dall’aula che le spegne il microfono.

Fa riferimento alla vicenda del cimitero di Ferentino per poi riagganciarsi agli ultimi arresti, legati allo smaltimento illecito di rifiuti. Definisce la provincia di Frosinone “un oggetto di traffici più o meno autorizzati” e, infine, e torna a fare un appello al ministro dell’ambiente Costa, chiedendo “che ponga un occhio dietro a tutto questo – le testuali parole dell’onorevole Gerardi – a meno che non si stia anche lui dissolvendo come…”. Come la stessa voce della parlamentare, dal momento che le è stato chiuso il microfono.

 

francesca gerardi il corriere della provincia
L’onorevole Francesca Gerardi (Lega)

 

Lui, Antonio Pompeo, chiamato in causa per il suo ‘silenzio’, la accusa di assenteismo ma, soprattutto, di essersi resa protagonista di un “intervento traballante nei contenuti e nella forma“.

L’intervento di Pompeo

“Da un parlamentare della Repubblica italiana – si legge nella nota diffusa oggi – ci si aspetta ben altro contributo alla risoluzione dei problemi di un territorio, non certamente una confusa ed erronea ricostruzione di una serie di fatti, forse suggeritagli da qualcuno che, pur dichiarando amore per Ferentino, poi si adopera per far passare messaggi opposti. Non stupisce, dunque, che l’intervento dell’onorevole Gerardi, traballante nei contenuti e nella forma, sia stato troncato dalla stessa aula della Camera, bollato come esempio lampante di quella politica che non produce alcun risultato e che fa rimpiangere ogni giorno il passato”.

 

 

“Dell’onorevole, in questi due anni di permanenza a palazzo Montecitorio, un tempo alquanto importante per produrre risultati, si fa fatica – incalza ancora Pompeo – a ricordare un solo provvedimento utile, non soltanto per Ferentino, ma per l’intera provincia di Frosinone. Anzi, mettiamo in discussione anche il fatto che conosca veramente la nostra città. Sicuramente i cittadini non conoscono lei perché non ha fatto nulla per farsi apprezzare. Se conoscesse veramente Ferentino e i fatti di cui parla, dovrebbe sapere che l’accusa di infiltrazioni mafiose è caduta: dunque, chieda scusa alla città. Una parola semplice, un gesto facile, che non ha bisogno né di conoscenze né di arte oratoria. Ferentino è altro ed è ora di dire basta a questo sciacallaggio, che non fa onore a coloro che se ne rendono protagonisti, soprattutto se sono rappresentanti delle istituzioni”.

La ‘chiusa’ politica

“Come presidente della Provincia di Frosinone, – conclude – all’indomani dell’insediamento dell’attuale legislatura ho auspicato un dialogo costante tra gli eletti e il territorio, al fine di portare nei luoghi dove si decide le istanze dei nostri cittadini. Abbiamo convocato incontri, richiesto progetti, sollecitato soluzioni. Dalla Gerardi ancora stiamo aspettando non solo risposte, ma anche presenza. Come ha dimostrato l’Emilia Romagna domenica, il tempo dell’inganno sta finendo”.

Redazione

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