Premio Piersanti Mattarella, Viviana cuozzo finalista con Diario di una quarantena

Un mare di emozioni vive nel DIARIO DI UNA QUARANTENA scritto da Viviana Cuozzo, architetto, artista poliedrico, poeta, pittrice, soprano, nativa di Sant’Elia Fiumerapido. Un romanzo fluido, avvicente, che da’ voce a tutte quelle sfumature che nel quotidiano ogni singola famiglia al mondo ha vissuto nel periodo del lockdown. Il libro, finalista nella sezione “Letteratura Inedita” del Premio Piersanti Mattarella 2022, edito da LuoghInteriori, verrà ufficialmente presentato dall’autrice nel corso di un evento in programma per venerdì 17 giugno alle ore 11.00 nella Sala Laudato Si’ della Protomoteca del Campidoglio di Roma. Evento che vedrà la presenza di personaggi di spicco del mondo della cultura, del giornalismo, autorità civili, militari e religiose. A prendere la parola e a commentare il romanzo di Viviana saranno Mons. Giulio Dellavite, segretario generale della Curia di Bergamo, una delle città italiane che ha pagato il più alto tributo in vite a causa del Coronavirus e il giornalista RAI, Paolo Di Giannantonio, grande osservatore e narratore delle vicende del mondo. La parte conclusiva, emozionale e coinvolgente dell’evento vedrà come protagonista la donna che ha dato voce, attraverso il “Diario di una Quarantena”, a quanti si sono ritrovati obbligati a dover cambiare di punto in bianco la propria vita. Un radicale mutamento che nelle famiglie, nell’intera societa’ ha comportato da un lato enormi disagi, da un altro la riscoperta di affetto, umana comprensione, semplicità.
Teatro della storia è la casa di via Panisperna, nel cuore di Roma, dove Viviana Cuozzo vive con la sua famiglia e li’ ogni sera attraverso la scrittura trova l’arma per dar ordine al caos piombato in mezzo a tutti.

Molteplici sono le chiavi di lettura di questo romanzo: dalla cronaca della pandemia, al racconto dell’esperienza familiare; dalla visione di un fenomeno che ha avuto numerose ripercussioni sul piano sociale alla considerazione delle dinamiche dell’abitare; la convivenza forzata e il desiderio di libertà; la diatriba tra la vita e la morte, che unica soluzione hanno nella prospettiva religiosa dell’essere, radicato alle virtù teologali, che edificano la persona e si proiettano nella misura della politica: l’azione dello Stato, il perseguimento del Bene comune, il migliore dei mondi possibili costruito nell’Etica.

REDAZIONE LaProvinciaQuotidiano.it

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