Ferrara e i giri di valzer di Fdi… per qualche voto in più

Il bastone di Peppino. Non occorre scrivere il cognome. Chi fa politica, sa bene a chi ci riferiamo.

A gennaio scorso condivise su Facebook un fotomontaggio che lo fece finire al centro di una tempesta politica. Un post in cui c’era scritto: “Il vaccino rende liberi”; una frase sormontante il cancello del campo di concentramento di Auschwitz, lasciando poco spazio alla fantasia con una specie di parallelismo tra l’Olocausto e la campagna di vaccinazione. Stiamo parlando del nuovo acquisto di Fratelli d’Italia, Marco Ferrara, grazie al lavoro svolto dal portavoce cittadino Fabio Tagliaferri. In verità, si tratta di un ritorno al passato, considerato che alle amministrative del 2017 si era già presentato sotto la bandiera del partito di Giorgia Meloni per poi confluire nella Lista per Frosinone di Antonio Scaccia. Ognuno nella vita fa e dice quel che vuole, assumendosi le responsabilità. Ma la cosa assurda di tale questione è che Ferrara, in quei giorni di gennaio dello scorso anno quando esplose la polemica, venne malamente ripudiato dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia, salvo, poi, oggi essere riabbracciato con grande calore e senza rischio, come un figliol prodigo, visto che l’assurda guerra della Russia contro l’Ucraina ha ormai ‘eliminato’ il covid…. dall’etere. La verità su tale adesione non va, quindi, ricercata nei valori in cui si crede, o nelll’acquisto di qualità, per usare un’espressione tanto cara a gente che gravita nell’orbita di Fdi. Ma piuttosto nel portare acqua al mulino della Meloni in vista delle amministrative. Calpestando in questo modo la propria coerenza solamente….per qualche voto in più.

REDAZIONE LaProvinciaQuotidiano.it

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