lunedì 27 Giugno 2022
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Padri e figlie non dicono mai addio: il delicato rapporto tra una bambina e il suo papà

Questo è il titolo della colonna sonora del film "Padri e figlie", un capolavoro cinematografico di Muccino. Si, un capolavoro

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Tra dolore, sofferenza ed immenso amore, il film racconta la storia del delicato rapporto tra una bambina e il suo papà, un padre che non ha mai lesinato nel dimostrare e trasmettere alla sua piccolina l’immenso amore genitoriale.

Eppure tante figlie rimangono ancorate ad un padre glaciale, come la cantante Elisa ad esempio, che ha dedicato il pezzo “Bruciare per te” al suo papà, un padre che, come lei stessa ha affermato in un’intervista, non le ha mai detto che era bella.
Eppure è il primo amore di una donna, quello col proprio padre. E allora, tra tanta freddezza, ci si sente sempre non abbastanza, in cerca di conferme, gratificazioni, amore, attenzioni.

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Sono state diverse le figlie che hanno condiviso l’immenso vuoto lasciato da un mancato sorriso, un abbraccio solo sognato, un’uscita insieme, un complice caffè, uno sguardo dolce. Vivono chiedendosi perché non sono state le destinatarie di un amore che ci si aspetta naturale, viscerale, un amore che non è arrivato attraverso un abbraccio, un “sono qui”, “sei bella “, “sono fiero di te”, “usciamo insieme principessa?”.


Tanti sono solo padri, tanti “fanno” i padri, come riescono, come hanno visto fare, come possono.
A volte, l’amore si cela nella presenza, nell’esserci, seppur freddamente, nella certezza di poter contare su una forza , su una sicurezza. Altre volte quell’amore proprio non si riesce a sentirlo, di certo non attraverso violenze fisiche e psicologiche. E allora ci si chiede perché, si riflette sull’impossibilità, a volte, di saper amare. Sono tanti i padri emotivamente analfabeti.

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Padri e figlie non dicono mai addio, è vero. In un modo o nell’altro, un padre è fondamentale nella vita di una figlia, contribuisce a strutturarla, ad instillare in lei l’amore per se stessa.


Una bambina mi ha detto: “Perché ho avuto la sfortuna di avere un padre che non sa amare? Perché mi fa così tanto del male?”. Le risposte, qualunque esse siano, non allevieranno ferite profonde, potranno certamente rappresentare nuovi punti di partenza. In ogni caso parlarne, condividere, confrontarsi, può aiutare.
Concludo con alcuni passaggi del testo della colonna sonora del film: “Fathers and daughters never say good bye”.

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“Se potessi prendere una stella per te, giuro che le ruberei tutte questa notte, per realizzare ogni tuo desiderio e ogni tuo sogno (…) e se dovessi non mantenere una promessa , so che mi capirai (…), sarò lì nel tuo cuore quando andrai avanti. Padri e figlie non dicono mai addio. Impara ad amare e spiega le tue ali, trova qualcuno da chiamare casa”.
Ogni figlia vorrebbe sentirsi dire che la si ama più dell’ultimo numero.

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Marcella Ciapetti
Pedagogista clinico, la dottoressa Marcella Ciapetti si occupa del disagio della persona di ogni età, accompagnandola, attraverso metodi e tecniche proprie della pedagogia clinica, a scoprire risorse e potenzialità funzionali al ripristino di sani equilibri, funzionali ad un sano ben-essere. Su TuNews24.it cura la rubrica settimanale “Diversa…Mente”. Nata a Roma nel 1974, nel 2001 si laurea in Scienze dell’Educazione – Esperto in processi formativi, presso l’Università degli Studi di Cassino. Nel 2009 si specializza in Pedagogia clinica presso l’Isfar (Istituto Formazione, Aggiornamento e Ricerca) di Firenze. Nel 2010 si forma in Consulenza tecnica e peritale (Ctu-Ctp) presso ISFAR - Firenze. Nel 2011 partecipa al Workshop “Adhd – Disturbo da deficit di attenzione/iperattività: strategie cliniche e didattiche” presso Isfar – Firenze. Vive a Frosinone, svolge la libera professione e collabora da diversi anni con lo sportello anti-violenza dell’Auser del Frusinate, accogliendo donne e minori vittime di violenza, collabora a progetti educativi e di sostegno emotivo e didattico per giovani in età scolare. Ha scritto due libri, “Quinto diario d’amore” (Aletti Editore, 2017) e l’ultimo uscito a novembre 2020, “Quel che resta sulla mia pelle” (TraccePerLaMeta Edizioni), nei quali si raccontano storie di vita vissuta da parte di adulti e giovani in disagio emotivo-comportamentale-relazionale. Inoltre ha scritto un racconto dal titolo “Guia”, pubblicato con Aletti editore, nell’ambito del progetto “Salvatore Quasimodo legge i narratori italiani contemporanei”, affrontando le criticità che un genitore può vivere alle prese con le prime delusioni d’amore dei figli.
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