“Buon viaggio, Senatore”. Il commiato di Samuel Battaglini a Romano Misserville

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Senatore,

perché nonostante abbia avuto il privilegio di poterti chiamare per nome, mi è sempre piaciuto chiamarti cosi. Semplicemente perché in un contesto politico in cui i rappresentanti, per la maggior parte, sono indegni di tali appellativi, Tu hai sempre rappresentato la più alta forma di prestigio umano, prima ancora che istituzionale. Come quei ragazzi che iniziando a giocare a calcio sognano di diventare Maradona, io, affacciandomi alla Politica, ho sempre sognato, un giorno, di poter diventare come Te, salvo poi accorgermi che eri inarrivabile, per chiunque.

Ricordo ancora quando, più di dieci anni fa, chiesi a Biagio di poterti conoscere, di portarmi nel Tuo studio, ma vista la sua consueta pigrizia, stanco di aspettare, mi presentai da solo. Tremavo, proprio come quei ragazzi che incontrano per la prima volta il loro idolo. Da quel momento in poi, ogni volta che la Politica sembrava non appassionarmi più, venivo a trovarti, Ti chiamavo, riascoltavo i Tuoi interventi e mi ritornava la voglia di impegnarmi, sicuro che prima o poi quel modo di fare elegante, ricco di passione e contenuti, avrebbe nuovamente rimpiazzato questo qualunquismo imperante. Sei stato, per chi ha avuto la fortuna anche solo di sfiorarti, la testimonianza che da un grande Uomo c’è sempre da imparare, anche quando tace. Un vanto per questo nostro territorio, che difficilmente ha visto e vedrà nuovamente rappresentanti istituzionali degni del Tuo nome; uno dei pochissimi Politici che la gente si ricorderà per sempre, non solo con stima, ma anche con affetto. Hai rappresentano un punto di riferimento per generazioni di militanti di Destra, incarnando concretamente nell’azione quel pensiero fortemente rivolto al sociale, di cui ormai non se ne vede più traccia.

Di una cultura gigantesca, quella che dovrebbe essere il faro dei Politici con la P maiuscola, che nei miei ricordi si sintetizza in una mattina, in una camera di ospedale, alla presenza dei tuoi più cari amici Gezim e Gaetano, con i quali improvvisasti a memoria i passi della Divina Commedia ed io restavo in silenzio, nella speranza di non essere tirato in ballo, evitando di fare una pessima figura.

samuel battaglini e romano misserville
Samuel Battaglini e Romano Misserville

A Te devo la mia prima esperienza negli enti locali, consigli, memorabili momenti di elevata cultura e la passione per l’ippica, anche se questo non sono sicuro sia effettivamente un bene.  Oggi, chi come me nutre una passione pura per la politica, si riconosce negli ideali della Destra sociale ed ha avuto la fortuna di poter guardare con devozione il Sen. Romano Misserville, per tornare alla metafora calcistica, potrà capire quello che i tifosi del Napoli hanno provato nel momento in cui hanno scoperto che Maradona non era immortale. 

Ciao Romano, sicuramente a quest’ ora sarai già accanto ad Almirante e soprattutto vicino alla tua adorata Fiammetta.

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Redazione

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