L’inizio della lunghissima campagna elettorale per le comunali ad Alatri si apre all’insegna del caos e delle immediate smentite. A innescare la miccia è stata la ricostruzione giornalistica basata sulla visione di Pasquale Caponera, leader della storica formazione “Programma Alatri”, il quale ha frettolosamente annunciato l’intenzione di candidare a sindaco l’ex magistrato Adolfo Coletta, che secondo i rumors sarebbe il preferito dell’area del Pd che fa riferimento a Mauro Buschini. Una mossa presentata da Caponera come il perno di un presunto “grande contenitore civico trasversale” capace di attrarre a sé le intere opposizioni, compresi i gruppi legati a Enrico Pavia, Tarcisio Tarquini e al Partito Democratico.
Tuttavia, quella che doveva essere un’accelerata strategica si è trasformata in poche ore in un boomerang politico, incassando una netta presa di posizione proprio da parte di quelle forze civiche che avrebbero dovuto sostenerla, e scatenando la durissima reazione dell’attuale primo cittadino.
La smentita della minoranza: «Mossa inappropriata e intempestiva»
A ristabilire la realtà dei fatti, smontando pezzo per pezzo la narrazione di una coalizione già formata attorno all’ex procuratore Coletta, la comunicazione di un compatto gruppo di consiglieri comunali di minoranza. Attraverso una nota congiunta firmata da Nazzareno Costantini, Enrico Pavia, Mario D’Onorio, Fabio Di Fabio e Anna Rita Pelorossi, gli esponenti civici hanno di fatto preso le distanze dall’iniziativa solitaria di Caponera, spiegando che nessuna decisione, ad oggi, è stata presa.
«Ribadiamo con forza la nostra intenzione di costruire una vasta coalizione civica che, in vista delle prossime elezioni comunali, si presenti come un’alternativa forte e credibile. Siamo fermamente convinti che tutte le forze politiche e civiche, i movimenti e le associazioni cittadine debbano partecipare a tale costruzione, confidando di poter raggiungere la maggiore unità possibile.
Giudichiamo, pertanto, inappropriata ed intempestiva la dichiarazione di Pasquale Caponera che propone una candidatura a sindaco presentandola e tentando di farla passare come quella “civica delle opposizioni”, quando questo non è. Al netto della nostra stima personale nei confronti del Dr. Adolfo Coletta, non possiamo, quindi, non sottolineare come la proposta di Caponera sia lontana dall’animus che ci ha ispirato finora: quello, cioè, di creare una coalizione che prima ponga le proprie fondamenta su un progetto e un programma comune e, solo poi, giunga ad individuare chi potrà al meglio esprimere le potenzialità utili al raggiungimento del nostro obiettivo».
Il contrattacco di Cianfrocca: «Eviti di fare altri danni»
Il tentativo di blindare il nome di Coletta prima ancora di aver discusso i temi e l’assetto programmatico ha dunque prodotto una spaccatura immediata. Ma lo scontro politico si è surriscaldato ulteriormente con la presa di posizione, durissima e frontale, del sindaco in carica Maurizio Cianfrocca. Caponera, nel lanciare Coletta, aveva giustificato la corsa anticipata parlando di un presunto “fallimento certificato” dell’attuale amministrazione a seguito della scelta di Cianfrocca di non ricandidarsi.
La replica del primo cittadino non si è fatta attendere ed è arrivata con toni di fortissima indignazione, mirata a colpire direttamente la credibilità politica dello stesso Caponera, ricordandone i trascorsi amministrativi:
«Che la mia decisione possa riportare in auge personaggi come tal Caponera Pasquale mi inquieta molto e non mi fa ben sperare per il futuro di Alatri. Capisco le difficoltà del signore menzionato nel capire le mie ragioni, ma sarebbero sufficienti la comprensione della nobile lingua italiana e un po’ di onestà intellettuale.
Dubito che ce l’abbia chi ha contribuito e non poco a scellerate scelte amministrative (stadio di atletica su tutte), che hanno letteralmente ingessato le risorse finanziarie dell’ente per anni. A costui, ormai più volte bocciato dalle ultime competizioni elettorali a cui ha partecipato, l’ultima non riuscendo nemmeno a presentare la sua storica lista Programma Alatri, consiglio di seguire il mio esempio ma per due motivi completamente diversi: per non dover subire ancora una delusione personale e soprattutto per evitare che, nella malaugurata ipotesi dovesse essere eletto, possa ricominciare a far danni come è stato abituato.
A quanto pare però ha già iniziato e in molti gli hanno fatto subito notare di dover stare al suo posto. Un capolavoro già prima di iniziare».
Il sindaco ha poi concluso il suo intervento ringraziando i tantissimi cittadini che quotidianamente gli dimostrano vicinanza e che, al contrario delle interpretazioni delle opposizioni, hanno compreso appieno il senso profondo e la responsabilità delle sue ultime dichiarazioni istituzionali.
Uno scenario frammentato
Il quadro che emerge, dunque, è radicalmente diverso da quello dipinto nelle prime ore: non esiste alcun asse compatto delle opposizioni attorno alla figura di Adolfo Coletta. Al contrario, la fuga in avanti di Pasquale Caponera ha provocato un duplice effetto: da un lato ha irrigidito il blocco civico di minoranza, fermo sul principio che i programmi debbano precedere i nomi; dall’altro ha ricompattato l’orgoglio dell’amministrazione Cianfrocca, pronta a difendere il proprio operato contro quelli che definisce spettri del passato. La strada verso il voto ad Alatri si preannuncia tortuosa e frammentata, ben lontana dalle facili intese di facciata.


