Dopo ben tre anni di totale immobilismo, silenzio assordante e infuocate polemiche che hanno scosso a più riprese i banchi del Consiglio comunale, l’iniziativa ‘Solidiamo’ si ridesta improvvisamente dal suo lungo letargo. Quel progetto, che per un decennio ha rappresentato un fiore all’occhiello delle stagioni amministrative guidate da Nicola Ottaviani, torna ufficialmente in campo. In questi giorni, i dirigenti scolastici delle scuole medie e superiori del capoluogo hanno ricevuto una missiva, firmata digitalmente dal sindaco Riccardo Mastrangeli, che annuncia la ripartenza del bando per le borse di studio.
L’obiettivo dichiarato a parole è recuperare il tempo perduto: l’amministrazione intende infatti premiare gli studenti meritevoli residenti a Frosinone per ben quattro annualità consecutive, coprendo un lunghissimo arco temporale che va dal 2022/2023 fino al 2025/2026. Ai presidi è stato chiesto un lavoro last-minute non da poco: dovranno indicare i dieci migliori profili per ogni singola classe (dalla prima alla quinta per le superiori e dalla prima alla terza per le medie inferiori) basandosi sull’incrocio tra media scolastica e fasce di reddito. La scadenza per l’invio dei dati è tassativa: il 20 settembre 2026.
Ma, grattando via la patina della burocrazia, emerge una coincidenza temporale che definire sospetta è un eufemismo.
Con le elezioni comunali che si profilano all’orizzonte tra meno di un anno, il ritorno in pompa magna di ‘Solidiamo’ – il cui svolgimento effettivo cadrebbe presumibilmente nel prossimo autunno – assume i contorni nitidi di una mossa politica mirata alla più classica delle captatio benevolentiae nei confronti della cittadinanza.
Il sospetto, in realtà, cammina così spedito da diventare ormai una quasi certezza: siamo di fronte a una scientifica e collaudata manovra elettorale. Tenere in stand-by per quasi l’intero mandato un progetto così popolare, nato originariamente nel 2012 dal taglio netto del 50% delle indennità di sindaco, assessori e presidente del Consiglio per finanziare lo studio (‘FormAzione’) e la terza età (‘Anchise’), per poi sbloccarlo in un colpo solo alla vigilia del voto, permette di massimizzare il ritorno d’immagine. L’ultima premiazione, d’altronde, risaliva al lontano gennaio 2023, ed era stata fatta persino con i fondi accantonati dalla precedente gestione Ottaviani. Poi, il nulla.
Un blackout che negli ultimi mesi ha reso il clima a palazzo Munari rovente, a causa di critiche, interrogazioni, comunicati e proteste. Dal canto suo, il sindaco Mastrangeli si è sempre difeso arroccandosi dietro scuse squisitamente tecniche e normative per respingere le accuse di scarsa generosità e rivendicare un presunto pieno impegno.
Al di là dei vari tecnicismi fiscali e organizzativi, però, l’effetto ottico e politico resta innegabile: una massiccia e improvvisa pioggia di borse di studio concentrata a ridosso del voto. Quello che per tre anni è stato un capitolo paralizzato, oggi si trasforma magicamente nel perfetto asso nella manica da calare sul tavolo delle urne.


