Le Grotte di Pastena e Collepardo: un vero tesoro magico nel cuore della Ciociaria

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Non c’è bisogno di andare lontano per poter viaggiare, astrarsi e allontanarsi un momento dalla vita di tutti i giorni

Se navigare su internet diventa un viaggio alla scoperta di se stessi, si scopre ben presto come possono piacerci alcune attività che non pensavamo nemmeno di poter prendere in considerazione. Può capitare d’imbattersi nell’astrologia, per esempio come il sito di stelle Oroscopoastra, oppure nel mondo del betting, vedi Voglia Di Vincere casinò online. Insomma sono luoghi seppur virtuali anche questi che ci fanno scoprire lati insospettabili di noi stessi. I viaggi sulla sedia di fronte al computer quindi sono comodi e talvolta imprevedibili, ma basta girare poco l’angolo, anche dalle nostre parti, per scoprire luoghi speciali.

 

Stiamo parlando delle Grotte di Pastena. Situate nel cuore della Ciociaria, questi geositi sono un vero tesoro geologico che racconta la vita minerale di questa meravigliosa terra. Si tratta di un processo di sedimentazione di carbonato di calcio durato milioni di anni che in alcuni punti continua a perdurare. Le Grotte di Pastena assieme al Pozzo d’Antullo e la Grotta di Collepardo sono situati all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago Fondi e gestiti dall’Ente Regionale Parco Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi.

 

L’enorme cavità dell’entrata del complesso delle Grotte di Pastena, alta venti metri e lunga ben dodici è stata luogo di morte e salvezza. Si è infatti tenuta proprio in questo luogo la fucilazione dei seguaci del brigante Andreozzi nel 1868, mentre più tardi, nel corso della seconda guerra mondiale, ha dato rifugio a centinaia di sfollati e fuggitivi.

 

Ma fu per la prima volta nel 1926 che le grotte vennero prese in considerazione sotto il profilo scientifico e speleologico. Fu il barone Carlo Franchetti a promuovere la scoperta delle enormi stanze e cavità di questo affascinante complesso che immediatamente attirò le curiosità dei turisti.

 

Si tratta esattamente di grotte abbondantemente percorribili. Hanno infatti due percorsi, uno attivo situato inferiormente e uno superiore considerato fossile in quanto la sua attività carsica ha subìto e subisce ancora oggi cambiamenti durati migliaia e in alcuni casi originatisi milioni di anni fa, racchiudendo la testimonianza geologica di rara bellezza e soprattutto tra quelle di maggiore complessità in tutta Italia. La formazione delle stalattiti, delle stalagmiti e dei laghetti con l’aggiunta di fenomeni temporanei di cascate nei mesi piovosi, rendono ancora più suggestivo il lungo percorso che attende il visitatore.

 

Nello stesso Parco non possono essere trascurati altri due geositi di enorme fascino: Il Pozzo d’Antullo e la Grotta di Collepardo. Il primo si trova a circa un chilometro da Collepardo nel complesso degli Ernici. Si tratta di una enorme voragine dal diametro di oltre 140 metri e un perimetro di più di 370. Si è creata a seguito del crollo della volta della grotta creando una voragine profonda oltre 60 metri, e con il suo massimo punto di depressione sotto i 43 metri dal livello del mare. La Grotta di Collepardo, dell’omonimo comune, è invece una enorme cavità dal processo carsico ancora attivo con uno stillicidio che permette l’accrescimento delle stalattiti da minimo di 1mm ogni 20 anni al massimo di 1mm ogni 3 anni (dati che dipendono molto dalle condizioni di stillicidio e temperatura). Negli ultimi anni sono state condotte campagne di scavo dell’Università inglese di Durham, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, l’Università di Tor Vergata (Roma), l’Amministrazione Comunale e il Consorzio delle Grotte di Pastena e Collepardo che hanno riportato alla luce reperti e resti umani risalenti all’età del bronzo, circa 3500 anni fa.

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