BASKET – La Virtus perde ad Avellino, 72-53, sconfitta anche dalla malasorte che si accanisce contro i rossoblù

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Scandone Avellino – BPC Virtus Cassino 72-53 (20-13, 10-19, 18-12, 24-9)

Scandone Avellino: Locci 17 (8/9, 0/0), Marzaioli 13 (1/3, 3/8), Bruno Ondo mengue 13 (3/6, 2/3), Erkmaa 10 (1/3, 2/3), De Leo 6 (3/4, 0/4), Bianco 5 (2/4, 0/1), Rajacic 4 (0/1, 0/4), Pappalardo 4 (1/1, 0/0), Ventrone 0 (0/0, 0/0), Iovinella 0 (0/0, 0/0), Scardino 0 (0/0, 0/0), Cherubini 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 13 / 18 – Rimbalzi: 33 10 + 23 (Marzaioli 7) – Assist: 8 (Erkmaa 4)
BPC Virtus Cassino: Alessandro Cecchetti 16 (6/13, 1/2), Mauro Liburdi 15 (6/9, 0/0), Kakha Zhgenti 5 (0/5, 1/4), Matteo Fioravanti 5 (1/4, 1/1), Simone Manzo 5 (1/2, 1/2), Riccardo Callara 4 (1/4, 0/2), Alberto Puccioni 3 (0/0, 1/3), Riccardo Rovere 0 (0/1, 0/0), Filippo Lauria 0 (0/0, 0/0), Simone Lasagni 0 (0/0, 0/0), Alessio Vorzillo 0 (0/0, 0/0), Michele Magini 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 8 / 16 – Rimbalzi: 25 9 + 16 (Matteo Fioravanti, Alberto Puccioni 5) – Assist: 5 (Simone Manzo 3)

La Virtus Cassino crolla al cospetto di un’altra nobile decaduta, la Scandone Avellino, crollando nel quarto periodi di gioco concluso con un impressionante 24 a 9 per i biancoverdi ma dopo aver perso nel corso del primo quarto, Simone Lasagni, di gioco uno dei migliori giocatori del roster cassinate per un ennesimo infortunio traumatico, trauma distorsivo e contusivo del ginocchio destro.
Quindi nell’arco di soli 8 giorni la sorte elimina due giocatori che alla vigilia della stagione dovevano essere il sostegno vitale per le V rossoblù. Magini, playmaker titolare, e appunto Lasagni, la guardia tiratrice.
Ma quello che più fa rumore in questa giornata maledetta, ennesima, da 1 anno in qua, sono le parole di Leonardo Manzari al termine della gara, il quale mettendoci la faccia, come al solito, si lascia andare ad una serie di valutazioni che esulano dal commento su una gara che segna il destino, forse, di una stagione.


“Sicuramente la Virtus Cassino non vive un momento semplice” esordisce, il patron rossoblù “non solo dal punto di vista dei risultati tecnici. Il problema è anche a livello amministrativo e di gestione societaria. Non è un mistero né una scoperta di oggi infatti che la Virtus Cassino sia stata portata avanti in questi anni dalla passione e dall’impegno di una famiglia e da un “folle” come il sottoscritto. Come ho sempre fatto, continuo a ringraziare non solo mia moglie, i miei figli e tutta la mia famiglia, anche allargata, per il supporto che non hanno fatto mai mancare alla nostra creatura ma arriva il momento di fare i conti con una quotidianità che vede ciascuno di noi impegnato costantemente, non solo nella passione Virtus Cassino, ma anche in importanti attività lavorative e di studio a livello personale che inevitabilmente portano ad un affaticamento di ciascuno e alla necessità più volte sollevata anche da altri di ampliare la base societaria” afferma il dirigente cassinate “Ma come sempre, per ampliare una base societaria occorrono, nel nostro caso , appassionati-volontari competenti e motivati, con spirito di iniziativa e capacità gestionali e organizzative, da mettere appunto a disposizione di una passione. Purtroppo questa è pura utopia, non ne abbiamo incontrate sul nostro percorso e soprattutto essere disposti a sacrificare il proprio tempo libero e mettere a disposizione risorse personali senza un tornaconto, appare in questo periodo e in particolare nella nostra città, ripeto una mera utopia”.


“La premessa si è resa necessaria per tentare di trasmettere le reali e sottolineo reali difficoltà che in questo momento stiamo affrontando su piani diversi nella solitudine generale. Nel rispetto e nella comprensione di tifosi e appassionati di basket che lecitamente ci fanno notare l’amarezza di fronte alle sconfitte, vorremmo sicuramente avere la bacchetta magica per risolvere il problema, essendo noi i primi veri tifosi rossoblù. Non si vive di demagogia né tantomeno di se o di forse, si vive di certezze soprattutto nello sport, e in questo momento la certezza della Virtus Cassino è che dopo una strepitosa cavalcata che ci ha portati dalla serie D regionale alla serie A2 in soli sei anni di vita societaria è giunto il momento di fare delle riflessioni e soprattutto di calibrare gli impegni economici e organizzativi della Società che rappresento, ad un territorio e ad un momento economico e sociale che poco sostiene nei fatti e concretamente una realtà sportiva che in completa autogestione ha dato, fino allo scorso anno, solo soddisfazioni e lustro, tanto lustro, al nome della nostra città. Per raggiungere i nostri obiettivi sono stati fatti sacrifici e sforzi immensi da ogni punto di vista che oggi “stiamo pagando” continua come un fiume in piena Leonardo Manzari. “Infatti se da un lato è doveroso e sentito rivolgere un ringraziamento importante al nostro main sponsor, la Banca Popolare del Cassinate, è arrivato anche il momento di rendere note le difficoltà che l’Istituto di credito affronta per sostenere una impresa sportiva del territorio cassinate e che viene identificata come una creatura della famiglia allargata che rappresenta lo stesso Istituto (fam. Formisano, ndr). Ed è a questo punto che mi piace sottolineare, senza voler pubblicizzare le numerose attività del territorio che lo stesso Istituto sostiene cospicuamente senza per questo sollevare alcun tipo di problema o conflitto, quanto le difficoltà compaiano al momento di sostenere la Virtus che però è l’unica realtà che disputa un campionato nazionale nel territorio” continua Leonardo Manzari.


“La Virtus Cassino lo scorso anno non aveva, in serie A2, o meglio ha avuto difficoltà a trovare uno sponsor di maglia che sostenesse adeguatamente un budget per il campionato che dovevamo affrontare, ho fatto quindi di necessità virtù… La Banca Popolare del Cassinate ha cercato in tutti i modi di sostenere come ha potuto l’impresa, ma è inutile nascondere che un campionato di Serie A2 a livello nazionale, giocato completamente fuori casa, aveva bisogno di ben altri supporti, e quelli provenienti teoricamente da altri sponsor di maglia sono stati in realtà esigui o addirittura disattesi. Nonostante le difficoltà di ogni ordine e grado, la Virtus Cassino ha onorato sempre tutti i propri impegni economici e sportivi. Testimonianza principale della ineccepibile amministrazione e gestione della Virtus è stata la stessa iscrizione al campionato di serie A2 che non è assolutamente automatica e scontata in presenza della vittoria sul campo come da noi conquistata in quel di Montecatini il 10 giugno dello scorso anno e come fatti anche recenti hanno dimostrato. Quest’anno purtroppo stiamo “pagando” gli sforzi affrontati per aver disputato un anno di campionato in serie A2, sicuramente sottovalutato dal territorio, politico-amministrativo, sostenuto limitatamente dagli imprenditori, ripeto, con pochissimi dirigenti e risorse umane a disposizione, senza risultati sportivi. Le conseguenze tecniche ci portano inevitabilmente ad oggi. Abbiamo giocato contro un’altra nobile decaduta dalla serie A1 addirittura e da coppe europee, sostenuta però da un pubblico encomiabile. Nessuno fa drammi e i nostri avversari fino ad oggi occupavano l’ultima posizione della Serie B, campionato sempre nazionale. Se a questo aggiungiamo la dose di sfortuna che si sta accanendo contro i nostri giocatori il contesto di classifica è subito spiegato. Non faccio drammi sottolineo e ripeto, né cerco giustificazioni, sto semplicemente fotografando la situazione in modo lucido e obiettivo. Andiamo avanti con le nostre sole forze, senza sostegno pubblico né tantomeno privato o di grande tifoseria come quella che ho ammirato stasera ad Avellino” conclude il neo presidente della Virtus Cassino.

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