Nel Lazio si recupera il 36% delle auto rubate, nove punti sotto la media nazionale. Nel 2024 la regione ha registrato 24153 furti, seconda solo alla Campania con i suoi 31428 casi, e la Sicilia che segue a 19622 sottrazioni sta recuperando terreno con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. I numeri del Ministero dell’Interno elaborati nel Dossier 2025 mostrano un quadro che chiunque lavori nel settore dell’usato conosce già da anni, perché le auto che spariscono nel Lazio raramente ricompaiono, e quando succede è quasi sempre nelle prime ore, quando il veicolo non ha ancora raggiunto una delle centrali di smontaggio sparse tra la provincia romana e la Ciociaria.
La velocità di smontaggio è il dato che definisce il business criminale laziale più di qualsiasi altra statistica. Ventiquattro ore, forse meno per i gruppi più organizzati, è tutto il tempo che serve per trasformare un SUV da 30000 euro in un mucchio di componenti pronte per essere rivendute o spedite verso l’Est Europa attraverso le direttrici balcaniche, oppure verso il Nord Africa e il Medio Oriente dove la domanda di pezzi di ricambio per modelli europei resta alta. Un’operazione condotta nella zona ovest di Roma qualche mese fa ha portato alla scoperta di uno di questi centri clandestini, nascosto in una proprietà privata che dall’esterno sembrava del tutto normale. All’interno c’erano motociclette, carrelli elevatori, componenti di autocarri, pezzi di autoarticolati, e tre persone sono state fermate sul posto mentre altre due sono state arrestate dopo aver tentato la fuga. Il problema è che centrali come questa ce ne sono probabilmente una decina o forse quindici solo nel territorio regionale, la maggior parte delle quali continua a lavorare senza che nessuno le disturbi, e ogni tanto ne salta fuori una per caso, seguendo il segnale di un veicolo dotato di localizzatore.
Roma concentra la maggior parte dei furti regionali, il che non dice molto considerando che nella capitale circolano 1,8 milioni di veicoli e che qualsiasi statistica sui furti finisce per riflettere semplicemente la densità del parco auto circolante. Il dato più interessante riguarda invece la distribuzione geografica dei recuperi, perché nel 2025 il Lazio ha guidato la classifica nazionale dei ritrovamenti con 548 veicoli restituiti ai proprietari, seguito dalla Campania con 522 e dalla Puglia con 493. Sembra un buon risultato finché non lo si mette in rapporto con le decine di migliaia di veicoli sottratti ogni anno, e finché non si considera che quasi tutti questi recuperi avvengono nell’area metropolitana romana, dove i tempi di intervento si misurano in ore, mentre nelle province periferiche la situazione è completamente diversa. In Ciociaria i tempi di risposta si allungano, le pattuglie sono meno numerose, e un veicolo rubato di notte ha ottime probabilità di essere già smontato prima che qualcuno inizi a cercarlo seriamente.
I furti parziali complicano ulteriormente il quadro, e il Lazio rappresenta il 27% dei casi totali a livello nazionale, secondo solo alla Lombardia con il 40%. Nel primo bimestre 2025 Roma ha registrato un aumento del 10% nelle sottrazioni di componenti, con bande che operano anche in pieno giorno e che impiegano in media 80 secondi per smontare quello che serve. Telecamere, gruppi ottici, paraurti, fari LED, monitor di bordo. Roma e Milano insieme concentrano circa il 28% di tutti i danneggiamenti registrati nel paese, e il fenomeno è in crescita costante da tre anni, alimentato dalla crisi dei ricambi originali e dai tempi di attesa che in alcuni casi superano i sei mesi per componenti che arrivano dall’Asia. Un’auto parcheggiata in strada a Monteverde o al Flaminio ha una probabilità su quattro di subire almeno un danneggiamento nell’arco di un anno, secondo i dati che circolano tra le associazioni di consumatori, e questo senza contare i tentativi di furto che non vanno a buon fine.
Il mercato dell’usato nel Lazio sconta tutto questo in modi che non sempre sono evidenti a chi compra. La combinazione di alto numero di furti e basso tasso di recupero significa che una quota significativa di veicoli sottratti viene reimmatricolata con documenti falsificati e rimessa in circolazione, spesso con prezzi leggermente sotto mercato che dovrebbero far suonare qualche campanello d’allarme ma che invece attirano acquirenti convinti di aver trovato l’affare. I SUV sono la categoria più a rischio perché sono anche quella più richiesta, e perché il tasso di recupero per questi veicoli si ferma al 41% contro il 54% delle utilitarie più diffuse. La verifica della storia del veicolo attraverso servizi come carVertical è diventata uno strumento che molti concessionari usano di routine prima di acquistare stock, perché ritrovarsi con un’auto che risulta rubata o che presenta incongruenze nel chilometraggio significa perdere soldi e credibilità, e nel settore dell’usato la credibilità è tutto.

I veicoli commerciali sono la categoria che ha visto la crescita più esplosiva, con un aumento del 112% a livello nazionale nel 2024 e 197 sottrazioni nel solo Lazio, il secondo dato più alto dopo la Sicilia con 223 casi. I furgoni rubati spesso vengono usati per altri crimini prima di essere smontati, e questo complica le attività di tracciamento perché il veicolo può spostarsi attraverso più province prima di finire in una centrale di smontaggio. Il tempo medio tra la denuncia e l’eventuale ritrovamento si attesta intorno alle 10 ore per i veicoli dotati di sistemi di tracciamento avanzati, ma la distribuzione è molto disomogenea. La maggior parte dei recuperi avviene nelle prime ore, quando il veicolo non è ancora stato portato via dalla zona del furto, mentre dopo le prime 24 ore le probabilità crollano a livelli che rendono quasi inutile continuare a cercare.
Le organizzazioni criminali che operano nel Lazio hanno sviluppato capacità tecnologiche che tengono il passo con l’evoluzione dei sistemi antifurto, e l’uso di jammer per disturbare i segnali GPS è ormai prassi consolidata, così come l’impiego di dispositivi elettronici per bypassare le centraline dei veicoli di ultima generazione. Dal 2013 a oggi sono stati rubati in Italia quasi 1,7 milioni di veicoli e di questi un milione è sparito definitivamente, finito su mercati esteri o cannibalizzato per alimentare il business dei ricambi. Nelle cinque regioni a rischio, Campania, Lazio, Sicilia, Puglia e Lombardia, avviene il 78% di tutti i furti nazionali, 105910 casi su 136201 totali nel 2024. Il Lazio da solo pesa per il 18% del totale, una quota che resta stabile da anni nonostante le operazioni di contrasto, e che probabilmente resterà tale ancora a lungo.


