Prosegue l’attività di controllo ambientale condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone. Nei giorni scorsi, i militari della Stazione di Aquino hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di uno stabilimento industriale situato nel territorio di Castrocielo e specializzato nella gestione dei rifiuti.
L’operazione trae origine da un’ispezione effettuata il 6 maggio scorso dai Carabinieri insieme ai tecnici dell’ARPA Lazio, finalizzata a verificare il rispetto delle normative ambientali e delle autorizzazioni previste per il trattamento di rifiuti non pericolosi.
Durante il controllo sarebbero emerse numerose irregolarità. Secondo quanto accertato dagli investigatori, all’interno del sito venivano stoccate ingenti quantità di rifiuti — tra cui plastica, RAEE, materiali ingombranti e componenti meccaniche — in aree non autorizzate e destinate esclusivamente al transito.
Ulteriori criticità avrebbero riguardato la presenza di rifiuti speciali, anche pericolosi, custoditi in cassoni privi di copertura e collocati su superfici deteriorate o non impermeabilizzate, con il rischio di contaminazione del suolo e dispersione di sostanze inquinanti.
Nel corso dell’ispezione sarebbe stata inoltre rilevata l’assenza di adeguati sistemi per la raccolta delle acque meteoriche, con pozzetti ostruiti e impianti di trattamento risultati non funzionanti al momento delle verifiche.
Alla luce delle risultanze investigative, la Procura di Cassino ha richiesto la convalida del sequestro urgente. Il G.I.P., condividendo l’impianto accusatorio, ha confermato il provvedimento ritenendo concreto il rischio di aggravamento delle conseguenze dei reati contestati, con possibili ripercussioni sull’ambiente e sulla salute pubblica.
L’area sottoposta a sequestro comprende un ampio capannone industriale e decine di container presenti all’interno del sito. Il legale rappresentante della società è stato deferito in stato di libertà con l’accusa di gestione e stoccaggio illecito di rifiuti in violazione delle prescrizioni ambientali.


