Chi si aspettava una gestione notarile e asettica della seduta dedicata al question time a Palazzo Munari è rimasto deluso. O forse, chi conosce bene le dinamiche della politica frusinate, ha semplicemente avuto la conferma di un sospetto che circola con insistenza: Massimiliano Tagliaferri è tornato a fare l’opposizione. Nonostante vesta i panni (teoricamente neutrali) di Presidente del Consiglio Comunale, Tagliaferri ieri sera è apparso tutto fuorché un arbitro imparziale. Anziché spegnere i focolai e snellire i lavori, è sembrato cavalcare l’onda del nervosismo, alimentando discussioni infinite e lasciando che il clima degenerasse in un “circo equestre” – per citare le parole al vetriolo del sindaco Mastrangeli.

Un battesimo di fuoco per i nuovi assessori
Uno spettacolo, quello andato in scena ieri, decisamente poco edificante agli occhi dei due nuovi assessori che facevano il loro ingresso ufficiale in Consiglio: Massimo Sulli e Maria Teresa Spaziani Testa. Trovarsi catapultati in un’aula trasformata in arena politica, dove le regole del gioco sembrano dettate più dai rancori e dalle strategie sottobanco che dai protocolli amministrativi, non è stato certamente il miglior biglietto da visita per chi dovrebbe iniziare un percorso improntato alla collegialità.
Il ritorno del “fomentatore” e l’inedito feeling con Bortone
La metamorfosi di Tagliaferri non è passata inosservata. Il suo atteggiamento ricorda molto da vicino quello di qualche tempo fa, ma con una sfumatura nuova e, per certi versi, sorprendente: l’improvvisa e sdolcinata sintonia con Giovanni Bortone.
Se in passato il rapporto tra i due era stato costellato di scontri e litigi plateali, ieri sera in aula sembrava scoppiata la pace, con toni talmente mielosi da risultare inverosimili. Un teatrino che ha calamitato l’ironia del sindaco Mastrangeli, il quale non ha perso l’occasione per una battuta fulminante sul loro “nuovo amore” politico, scatenando i sorrisi di un’aula che ha immediatamente colto la natura tattica di tanta gentilezza.
Nel frattempo, la gestione del “caso Lega” diventava emblematica: mentre il consigliere Dino Iannarilli cercava di ufficializzare l’ingresso di Marco Sordi nella lista del Carroccio, Tagliaferri blindava la posizione di Bortone come capogruppo (salvo attendere il parere tecnico che richiederà il segretario generale per fare chiarezza sulla questione), ingaggiando un duro botta e risposta con l’assessore Rossella Testa, che ha deciso di abbandonare momentaneamente l’aula per protesta.

Frattura totale: la lite fuori dal Palazzo tra Bortone e Pizzutelli
Mentre l’asse Tagliaferri-Bortone si consolidava tra sorrisi e cortesie, dall’altra parte si consumava il divorzio definitivo. L’allontanamento tra Bortone e Anselmo Pizzutelli non è più solo un’indiscrezione di corridoio, ma un dato di fatto avvalorato da una vivace discussione scoppiata fuori da Palazzo Munari proprio al termine del Question time.
Le ragioni del contendere sono strategiche. Come avevamo anticipato, Pizzutelli sta giocando una partita su un tavolo completamente diverso: si mormora di un “patto d’acciaio” tra Pizzutelli, la consigliera Maria Antonietta Mirabella e il dominus del PD, Francesco De Angelis. L’accordo prevederebbe un appoggio alla lista Dem alle Provinciali in cambio della candidatura a sindaco di Frosinone per Pizzutelli alle prossime Amministrative.

Questa manovra spiega il livore attuale tra i due ex alleati: Pizzutelli vede come un tradimento il nuovo corso di Bortone, ormai stabilmente nel cono d’ombra di Tagliaferri.
L’ombra azzurra e una maggioranza sotto scacco
Il piano di Tagliaferri sembra ormai chiaro: preparare il terreno per il suo approdo ufficiale in Forza Italia. Il partito di Berlusconi a Frosinone è attualmente su posizioni di rottura verso l’Amministrazione Mastrangeli, e Tagliaferri punta a indebolire il Sindaco dall’interno per accreditarsi come il nuovo leader dell’area moderata in vista delle Regionali. Mentre, alle Provinciali del prossimo 8 Marzo, i rumors parlano di un aiuto, oltre che per far raggiungere il quorumo a FI, al candidato Valter Tersigni di Sora (LEGGI QUI).
Una maggioranza sotto scacco
Il paradosso di Palazzo Munari è tutto qui: un Presidente del Consiglio che, invece di garantire la stabilità dei lavori, sembra godere nel veder naufragare la compattezza della coalizione. Mentre la consigliera Alessandra Mandarelli si diceva “disorientata” sulle questioni della Lega e il vicesindaco Antonio Scaccia cercava di fare il pompiere citando l’onorevole Nicola Ottaviani come illustre esponente della Lega sul territorio, al quale ci si può rivolgere se si cerca un colloquio con il partito di Salvini, Tagliaferri osservava il caos con la soddisfazione di chi sa che ogni scontro è un chiodo in più nella bara della serenità amministrativa.
Se il buongiorno si vede dal mattino (o meglio, dal Question time), per Mastrangeli si prospettano tempi duri. Con un “arbitro” che ha già deciso di cambiare maglia e giocare per la squadra avversaria, ogni seduta rischia di trasformarsi in una trappola politica.


