HomeIn EvidenzaL'eterno masochismo del Centrodestra frusinate: quattro anni e mezzo di guerra civile...

L’eterno masochismo del Centrodestra frusinate: quattro anni e mezzo di guerra civile e il colpo di grazia targato FdI

Mentre il sindaco Mastrangeli rassegna le dimissioni e l'opposizione si prepara a vincere a tavolino, Fratelli d'Italia alza barricate e veti e assesta il fendente finale. Cronaca di un'Amministrazione condannata dal fuoco amico

- Pubblicità - B1-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24

L’autofagocitamento di Palazzo Munari

C’è una costante quasi scientifica nella politica di Palazzo Munari: il Centrodestra frusinate non ha mai avuto bisogno di un’opposizione. In oltre quattro anni e mezzo di consiliatura, la coalizione di maggioranza si è bastata e avanzata da sola nel ruolo di avversario spietato, logorando dal proprio interno la giunta guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. Un paradosso grottesco che ha accompagnato l’Amministrazione fin dal primo giorno e che oggi, per mano dei suoi stessi alleati, giunge al suo tragico epilogo.

Siamo ormai alle battute finali. All’indomani dello stallo prolungato sulla nomina del nuovo Presidente del Consiglio comunale, Mastrangeli ha rassegnato le proprie dimissioni. Ora siamo ormai giunti ad appena 24 ore dal limite definitivo imposto dal primo cittadino — fissato per domani alle 18:00 — per indicare un nominativo condiviso per la presidenza dell’aula. Un accordo che, naturalmente, con ogni probabilità non vedrà mai la luce proprio a causa delle laceranti faide interne che stanno minando e radendo al suolo l’intera coalizione, aprendo spalancate le porte al definitivo commissariamento del Capoluogo.

- Pubblicità -

Dalla speranza di ricomposizione al blitz dei veti

In un quadro di normale logica politica, di fronte all’imminente caduta del Comune e con un Centrosinistra pronto all’assalto elettorale per capitalizzare la crisi della maggioranza, qualsiasi coalizione cercherebbe il ‘serrate i ranghi’. A Frosinone no. Nel momento di massimo rischio, Fratelli d’Italia ha deciso di mettere in atto un vero e proprio gioco allo sfascio, intestandosi in maniera aperta e plateale la responsabilità principale del crollo.

Eppure, proprio nelle ultime ore, qualche segnale di schiarita sembrava essersi intravisto: pare infatti che sia rientrato nei ranghi anche Marco Ferrara, dichiaratosi pronto a dare il proprio fondamentale contributo pur di evitare il baratro e far proseguire l’Amministrazione Mastrangeli, una linea responsabile che con ogni probabilità avrebbe visto al suo fianco anche il compagno di gruppo Sergio Crescenzi. La situazione, insomma, si stava faticosamente ricompattando e il puzzle numerico sembrava quasi ricomposto. Questo proprio un istante prima che Fratelli d’Italia decidesse di sganciare la sua bomba distruttiva.

- Pubblicità -

La strategia della tensione ideata dal coordinatore regionale Paolo Trancassini ha infatti sistematicamente minato ogni residua possibilità di ricomposizione. Prima è arrivato il veto ferreo proprio sui due consiglieri della lista “Mani Libere”, Ferrara e Crescenzi — colpevoli, agli occhi dei meloniani, di aver abbandonato il partito e per questo ritenuti “impresentabili” per una delega assessorile, nonostante abbiano sempre sostenuto l’amministrazione fin dal primo giorno. Un diktat che già da solo privava la maggioranza di due voti decisivi per la conta in aula.

A questo quadro si aggiunge poi quanto accaduto a inizio settimana, durante l’ormai celebre e concitato vertice dei capigruppo di maggioranza. In quell’occasione, Franco Carfagna si era presentato al tavolo proponendo per la Presidenza del Consiglio comunale il nome dell’ex sindaco Paolo Fanelli. Una candidatura che aveva lasciato letteralmente allibiti tutti i presenti: Fanelli, pur senza essere mai stato espulso formalmente da FdI, negli ultimi mesi si è mosso di fatto come un esponente dell’opposizione, promuovendo conferenze stampa d’attacco, cortei di protesta e arrivando persino a chiedere al Prefetto lo scioglimento dell’ente. Proporlo come figura di sintesi era apparso fin da subito un controsenso logico e politico. Ma alla luce degli eventi, quella proposta – unitamente all’ultimatum sulla cacciata di Scaccia e dell’area civica legata al movimento di Vannacci – si rivela per ciò che è sempre stata: una trappola politica ideata a tavolino per rendere impossibile qualsiasi accordo e far saltare il banco.

- Pubblicità -

La ‘guerra santa’ contro Vannacci travolge una civica storica

Poi, come se non bastasse, è arrivata la stoccata finale di ieri: la richiesta perentoria di cacciare dalla maggioranza i quattro rappresentanti della “Lista per Frosinone” del vicesindaco Antonio Scaccia. Una mossa ideologica che nasconde un’evidente forzatura: si pretende infatti di purgare una lista che è a tutti gli effetti una compagine civica storica e autonoma del territorio — fondata da Gennarino Scaccia oltre vent’anni fa — con il pretesto di fare una vera e propria “guerra santa” di respiro nazionale contro il Generale Roberto Vannacci (LEGGI QUI).

A livello centrale, la colpa di Vannacci sarebbe quella di aver “messo il naso” nel dibattito sulla legge elettorale, innescando una faida di vertice che da Roma viene ora scaricata a forza sulle spalle di Frosinone. Un cortocircuito tattico e una strumentalizzazione politica dove un regolamento di conti nazionale rischia di far pagare il conto più salato al Capoluogo: la caduta prematura dell’amministrazione, il conseguente commissariamento e il blocco immediato di progetti decisivi come i cantieri del PNRR, lasciando sul campo la stabilità della città come unica vera vittima.

Tra slogan social e l’affossamento reale: la contraddizione su «Viva la Ciociaria»

L’aspetto ancor più stridente di questo corto circuito riguarda la manifesta incoerenza tra la narrazione politica nazionale e la cruda realtà locale. Proprio in queste ore, la Premier Giorgia Meloni è intervenuta duramente sui social con un appassionato «Viva la Ciociaria!», difendendo orgogliosamente la nostra terra, patria di geni e di storia, contro le offese ingiustificabili di un consigliere del PD a Pontedera. Un’operazione d’immagine e di propaganda politica impeccabile, spesa per rispedire al mittente gli attacchi della sinistra e rivendicare il valore di quasi mezzo milione di cittadini.

Ma la contraddizione è clamorosa: se da un lato sui canali social la leadership di Fratelli d’Italia si erge a paladina dell’orgoglio ciociaro contro il PD, dall’altro, nei palazzi del potere locale, i suoi stessi vertici territoriali lavorano per affossare e condannare al commissariamento proprio il comune capoluogo di questa stessa terra. Un doppio binario politico paradossale, dove l’amore sventolato a favore di camera viene smentito nei fatti dalle bombe tattiche sganciate su Palazzo Munari.

Un’esecuzione in pubblica piazza

Non siamo più di fronte alla consueta dialettica politica, ma a una deliberata esecuzione in pubblica piazza. Per quattro anni e mezzo le cronache locali hanno raccontato di un centrodestra incapace di governare le proprie pulsioni autodistruttive tra veti, imboscate in aula e faide d’appartenenza. Ma l’accanimento a cui assistiamo in questi ultimi giorni di agonia va oltre: mentre l’opposizione pregusta una campagna elettorale vinta a tavolino senza muovere un dito, il partito guida della destra italiana sceglie di bruciare la casa comune per regolare i conti della serva.

Quattro anni e mezzo di consiliatura non sono bastati per capire che i nemici non sedevano tra i banchi della minoranza. Se la parabola dell’amministrazione Mastrangeli dovesse davvero fermarsi allo scoccare delle dimissioni irrevocabili, la firma in calce al commissariamento della città porterà una sigla fin troppo chiara.

- Pubblicità -
Redazione
Redazionehttp://www.tunews24.it
SEGUICI ANCHE SUI SOCIAL
Facebook: TuNews24 e TuSport24
Instagram: TuNews24 e TuSport24
Youtube: TuNews24
Telegram: TuNews24
Puoi leggerci anche in formato cartaceo: il settimanale viene pubblicato e distribuito gratuitamente ogni venerdì in edicole, bar, centri commerciali e svariati esercizi. Ma è possibile anche sfogliarlo comodamente online, cliccando su TU NEWS sfogliabile
TU NEWS, PASSIONE PER L’INFORMAZIONE
- Pubblicità - B4-300x250-TUNEWS24
- Pubblicità - B5-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24
- Pubblicità - B5-300x250-TUNEWS24

ARTICOLI CORRELATI

- Pubblicità - B6-300x250-TUNEWS24

Più LETTE

- Pubblicità - B2-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24
- Pubblicità - B3-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24