Nel teatro della politica frusinate, le apparenze ingannano quasi sempre. Chi ha letto i recenti movimenti dell’ex sindaco Michele Marini come semplici manovre locali, forse ha guardato il dito anziché la luna. I fitti colloqui bipartisan delle ultime settimane – prima il faccia a faccia con il sindaco Riccardo Mastrangeli, poi il caffè ‘strategico’ con il consigliere d’opposizione Anselmo Pizzutelli – non sono i tasselli di una trappola domestica, ma le fondamenta di un progetto molto più ambizioso. Un progetto che porta dritto a Roma.
Secondo rumors sempre più insistenti che filtrano dagli ambienti della Pisana, Marini avrebbe avuto un incontro riservatissimo con il Governatore della Regione Lazio, Francesco Rocca. Al centro del colloquio ci sarebbe una precisa ipotesi di lavoro: un sostegno esterno dell’ex sindaco di Frosinone alla futura ricandidatura dello stesso Rocca alla guida della Regione. Un asse che si muoverebbe nell’orbita di Fratelli d’Italia, il partito del premier e colonna portante della coalizione di Rocca, che a Frosinone rappresenta uno dei perni della maggioranza consiliare.
Se questo scenario venisse confermato, la chiave di lettura dei movimenti di Marini a Frosinone cambierebbe radicalmente, svelando una strategia di stabilizzazione e non di rottura.
La sponda a Mastrangeli e l’effetto Pizzutelli
Letta sotto questa lente regionale, la fitta agenda di Marini assume un significato opposto rispetto alle letture più maliziose. L’incontro con il sindaco in carica Riccardo Mastrangeli non sarebbe stato un abboccamento per chissà quale rimpasto o imboscata, bensì l’offerta di una sorta di ‘patto di consultazione’ o di piccolo sostegno esterno, utile a dare serenità a un’Amministrazione che ha spesso ballato sui numeri e in cui Fratelli d’Italia gioca un ruolo chiave. Una mossa strategica: per dare un contributo forte in vista delle Regionali, serve un capoluogo politicamente stabile e non una polveriera.
In questo quadro si inserisce perfettamente anche il successivo incontro con Anselmo Pizzutelli. L’esponente dell’opposizione consiliare, da sempre figura di peso nelle dinamiche cittadine, non sarebbe stato agganciato per ‘organizzare la fronda’, ma esattamente per il contrario. L’obiettivo sotterraneo di Marini pare sia stato quello di tranquillizzare il consigliere, smussare gli angoli del dibattito cittadino e tessere una tela di relazioni trasversali che superi i vecchi steccati ideologici in vista del voto regionale.
Oltre i confini del Capoluogo
Il posizionamento di Michele Marini a supporto di Francesco Rocca e dell’area di Fratelli d’Italia rappresenterebbe una svolta interessante nel panorama politico locale. Marini, figura storicamente radicata ma capace di muoversi come battitore libero, sta dimostrando che Frosinone non è un’isola a sé stante, ma una pedina fondamentale nelle geografie della Pisana.
Resta da capire come reagiranno i partiti tradizionali di fronte a questa diplomazia parallela. Nel frattempo Marini, in maniera molto ‘sotterranea’, continua a muovere i suoi alfieri sulla scacchiera: apparentemente parla di Frosinone, ma lo sguardo è fisso sui palazzi romani.


