La spaccatura emersa nell’ultima assise cittadina fa tremare i palazzi della politica capoluogo. L’esito dell’ultimo Consiglio comunale ha tracciato una linea netta, convincendo l’associazione civica Identità Frusinate — rappresentata nell’Aula di Palazzo Munari dall’avvocato Christian Alviani e coordinata da Ornella Quadrini — a rompere indugi e prudenze con una nota di dura contestazione politica e istituzionale indirizzata al primo cittadino Riccardo Mastrangeli.
«La politica non può oltrepassare questo limite»
Per il movimento civico, la situazione ha ormai superato la soglia delle fisiologiche fibrillazioni di maggioranza, toccando direttamente la tenuta e il rispetto per le istituzioni cittadine: «L’ultimo Consiglio comunale ha prodotto una rappresentazione politica talmente nitida da rendere ormai improprio qualsiasi ulteriore richiamo alla prudenza. I numeri e i comportamenti emersi nell’Aula costituiscono dati obiettivi e incontrovertibili dai quali il sindaco Riccardo Mastrangeli ha il dovere di trarre immediatamente le conseguenze, assumendo tutte le determinazioni necessarie, comprese quelle più drastiche qualora risultassero indispensabili. Non siamo più nel perimetro di una delle fisiologiche fibrillazioni che possono attraversare una maggioranza: è in discussione l’autorità e l’autorevolezza delle istituzioni, ed esiste un limite che la politica non può oltrepassare».
Stop alle trattative e al “doppio gioco”
Al centro della denuncia c’è l’incapacità di trovare una sintesi a quattro mesi dalle dimissioni di Massimiliano Tagliaferri, creando un clima di incertezza e ambiguità da parte di chi riveste ruoli di governo ma agisce di fatto da opposizione: «Dalle dimissioni di Massimiliano Tagliaferri sono trascorsi oltre quattro mesi e la politica ha avuto ogni ragionevole possibilità di trovare una composizione. Se l’ultimo Consiglio ha restituito una frattura politicamente così evidente, perseverare nella ricerca di una mediazione priva di sbocco significherebbe consentire che una condizione eccezionale venga progressivamente accettata come ordinaria. Occorre definire in maniera inequivocabile il perimetro politico della maggioranza e distinguere chi intenda realmente condividere la responsabilità dell’Amministrazione Mastrangeli da chi abbia assunto, nei fatti, una posizione sostanzialmente oppositiva. Non è concepibile conservare ruoli e deleghe derivanti dall’appartenenza alla maggioranza e contemporaneamente esercitare una funzione politica diretta a comprometterne la capacità di azione».
No alle mire romane sulla pelle di Frosinone
Particolarmente duro è il passaggio riservato alla contesa sulla Presidenza del Consiglio comunale, dipinta dal gruppo civico come uno strumento per misurare posizioni di forza da spendere al di fuori del contesto cittadino: «La vicenda della Presidenza del Consiglio rende il quadro ancora più grave. Chi ambisce a una poltrona nei palazzi romani persegua liberamente la propria ambizione, ma tenga fuori da quella partita Frosinone e le sue istituzioni. Non utilizzi la Presidenza del Consiglio comunale per contare uomini, mostrare i muscoli e presentarsi successivamente ai propri interlocutori romani rivendicando quanto sia stato capace di condizionare la vita amministrativa del capoluogo. Palazzo Munari non è un tavolo sul quale accumulare fiches da spendere a Roma e la Presidenza non è un trofeo attraverso il quale certificare chi comanda di più. Nessuna carriera politica vale questo prezzo».
«Stima immutata per Mastrangeli, ma l’interesse della città viene prima»
In conclusione, Identità Frusinate nel rivendicare la propria condotta responsabile — come nel caso della gestione della sicurezza e della Polizia Locale, tematica mai usata come «leva negoziale» — rivolge un appello accorato al Sindaco affinché agisca senza il timore di rompere gli equilibri attuali: «In questo quadro resta immutata la nostra stima personale verso l’uomo Riccardo Mastrangeli. È proprio quella stima, tuttavia, a imporci maggiore severità nei confronti del Sindaco. L’interesse dei cittadini viene prima di tutto: prima della nostra vicinanza personale, prima degli equilibri della maggioranza, prima della prospettiva di un secondo mandato. Mastrangeli valuti i rapporti fiduciari alla luce di quanto è accaduto, definisca il perimetro reale della maggioranza e assuma i provvedimenti conseguenti, anche quando dovessero incidere su deleghe o incarichi finora considerati consolidati. Se per ristabilire l’autorevolezza dell’istituzione sarà necessario pagare un prezzo politico, quel prezzo dovrà essere pagato».


