Niente da fare per la prima convocazione del Consiglio Comunale di Frosinone. La seduta pomeridiana, fissata per oggi 25 maggio alle ore 15.30 presso la sede di Via del Plebiscito, è saltata clamorosamente per mancanza del numero legale. All’appello si sono presentati solamente 11 consiglieri, un numero insufficiente per dare il via ai lavori che prevedevano ben 12 punti all’ordine del giorno, tra cui delicate ratifiche di bilancio e l’approvazione del nuovo Piano di Emergenza Comunale.
Un’assenza di massa che profuma di strategia
A balzare agli occhi non è stato tanto il dato numerico, quanto la composizione geometrica delle assenze. Tra i banchi della maggioranza il vuoto era pressoché totale: assenti il sindaco Riccardo Mastrangeli, il vicesindaco, tutti gli assessori della giunta e persino il Presidente del Consiglio Comunale, Massimiliano “Max” Tagliaferri, già al centro della tempesta politica dopo i pesanti rumors circolati nelle ultime ore riguardo alle sue imminenti dimissioni irrevocabili e a un clamoroso “passaggio a sinistra” strategico per le elezioni nella vicina Alatri. A fare le veci del presidente, in qualità di vice, c’era Marco Ferrara.
Della maggioranza di governo cittadino, le uniche due presenze registrate sono state quelle dei consiglieri Paolo Fanelli e Sergio Crescenzi.
L’umiliazione in diretta streaming
La presenza in aula dei soli Fanelli e Crescenzi assume una valenza politica pesantissima. Nei giorni scorsi, i due consiglieri avevano mostrato evidenti segnali di allontanamento dalla linea ufficiale della maggioranza, nel tentativo di mettere in difficoltà il sindaco Mastrangeli soprattutto sulle spinose e contestatissime questioni legate al caos della viabilità nel capoluogo.
La scelta dell’amministrazione Mastrangeli di non presentarsi in blocco, lasciando che in aula andassero soltanto i due “dissidenti”, è sembrata a tutti gli effetti una prova di forza. Una mossa studiata a tavolino per mostrare i muscoli e isolare i due consiglieri, rimasti “soli soletti” in mezzo ai banchi della minoranza. Più che un disguido organizzativo, lo scenario ha assunto i contorni di una vera e propria espiazione delle colpe in pubblica piazza – e, ironia della sorte, sotto l’occhio vigile delle telecamere della diretta streaming.
Un tentativo della maggioranza di “punire” mediaticamente e politicamente il loro asse autonomo? Chissà. Quel che è certo è che dal punto di vista dell’immagine politica, per Fanelli e Crescenzi non è stata una bella figura.
Tutto rimandato alla seconda convocazione
Con la prima seduta andata a vuoto, l’appuntamento per discutere l’ampio ordine del giorno – che spazia dalle variazioni al bilancio di previsione 2026-2028 ai numerosi riconoscimenti di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze della Corte d’Appello e della Cassazione – è ufficialmente rimandato a dopodomani, mercoledì 27 maggio 2026 alle ore 15.30, in seconda convocazione. Resta da vedere se per quella data i nodi politici di Palazzo Munari, amplificati dal caso Tagliaferri e dalle crepe interne sulla viabilità, troveranno una parvenza di ricomposizione o se la crisi è destinata ad avvitarsi ulteriormente.


