A Frosinone non si scherza più. Non che in passato ci si lasciasse andare a “frizzi e lazzi” ma oggi l’aria che si respira è decisamente diversa. Ci riferiamo alla diminuita sicurezza cittadina, che negli ultimi anni, a causa di alcuni eclatanti fatti di cronaca e ad una crescente serie di episodi di microcriminalità, aveva fatto calare sulla città un’atmosfera plumbea con intere zone frequentemente teatro di fatti delittuosi, risse, spaccio di droga, regolamenti di conti, accoltellamenti, spesso con protagonisti giovani e giovanissimi. E questo solo per fare alcuni esempi di cronaca.

Arriva la svolta
La svolta c’è stata il 1° settembre scorso, nemmeno tre mesi pieni, quando al vertice della Questura del Capoluogo si è insediato il dottor Stanislao Caruso. Di origini napoletane, 58 anni, Caruso proviene dal commissariato di polizia di San Ferdinando di Napoli. Inoltre, ha rivestito incarichi operativi in vari commissariati ‘caldi’ del Napoletano ed ha all’attivo ben 7 anni di servizio presso la Direzione Investigativa Antimafia di Napoli. Tutti contesti ad alta densità criminale nei quali Caruso si è distinto per la sua fermezza e l’acume investigativo che gli sono valsi il soprannome di “poliziotto d’acciaio” (ricordiamo anche che fu lui a ripristinare l’ordine presso la Questura di Bologna dopo l’arresto di alcuni agenti).
L’attesa sterzata
Arrivato a Frosinone, il nuovo Questore ha subito impresso una sterzata decisa nella lotta alla criminalità disponendo controlli ferrei, interforze e con cadenza quasi giornaliera, che hanno coinvolto tutte le forze dell’ordine, carabinieri come polizia, guardia di finanza come polizia locale. Pugno duro, insomma, per restituire sicurezza alla città e ad una popolazione che stava rimanendo prigioniera della paura (basti pensare a quanto accaduto nei mesi scorsi nel quartiere Scalo, dove per arginare la dilagante delinquenza, in questo caso con una marcata matrice extracomunitaria, è stato necessario istituire una ‘zona rossa’).

Controlli severi
Ecco che il Capoluogo è divenuto teatro di ripetute e massicce operazioni di controllo che, coordinate dalla Questura, hanno portato ad un notevole numero di arresti, denunce, sequestri e segnalazioni per i reati più vari, ma in specie legati alla droga, alle risse, all’alcol, ai furti e ai delitti predatori in senso lato. Grande attenzione anche ai locali pubblici, in specie quelli di intrattenimento, della ristorazione, i bar, i caffè, i punti di ritrovo. Così come tutte le attività predilette dai giovani per la movida. E qui sono fioccate multe severe e sospensioni dei locali in questione per periodi più o meno lunghi. Stesso discorso per i Daspo legati agli eventi sportivi e calcistici in particolare: è di pochi giorni fa l’emanazione di ben 13 provvedimenti del genere, a carico di altrettanti tifosi violenti, ‘allontanati’ dalle manifestazioni sportive per un numero molto elevato di anni: ben 45 sommando i singoli Daspo.
Altrettanta attenzione il Questore la sta riservando ai cosiddetti ‘soggetti maltrattanti’, in prevalenza uomini che si rendono autori di episodi di violenza domestica, di entità variabile, per i quali dal 1° settembre sono fioccati gli ‘ammonimenti’. Occhio vigile anche alla circolazione stradale, al rispetto del Codice della Strada, con posti di blocco in tutta la città che hanno portato, anche in questo caso, ad un elevato numero di contravvenzioni e, come accaduto anche ieri, al rinvenimento di sostanza stupefacente.

Maglie stretta
Una rete fittissima, quella tesa dal Questore Stanislao Caruso, nella quale stanno finendo in tanti e che sta riguardando non solo il Capoluogo ma progressivamente anche i centri limitrofi. Un pugno duro contro la criminalità che serviva come l’ossigeno e che sta gradualmente facendo alzare il livello di sicurezza percepita: costantemente, a tutte le ore del giorno e della notte, i lampeggianti blu delle forze dell’ordine segnalano la presenza, forte e determinata, dello Stato in ogni angolo della città.
Ma la guardia deve rimanere alta
La popolazione torna a respirare, anche se la guardia deve e dovrà restare alta: la criminalità è esperta a porsi strategicamente in quiescenza di fronte ad un innalzamento dei controlli, pronta, non appena ci si volta un attimo dall’altra parte, a rialzare la testa. Ma stavolta non sarà così: la vigilanza rimarrà costantemente a livelli molto alti e la lotta al crimine non subirà rallentamenti di sorta. Si scrive Questore Caruso, si legge ‘pugno duro’ e lotta senza quartiere alla malavita, specie in un contesto, come quello di Frosinone e dell’hinterland, in cui recentemente hanno tentato di farsi strada le nuove mafie: quella albanese e nigeriana in particolare.


