lunedì 28 Novembre 2022
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Ilaria domina il palco del Festival Internazionale, Kenga Magjike a Tirana

Primo passo importante per la finale di novembre

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Il massimo dei voti della giuria, standing ovation una dietro l’altra con cadenze naturali e grida di affetto hanno consacrato il successo di Ilaria nel Festival Internazionale della canzone, Kenga Magjike svoltosi a Tirana nei giorni scorsi. Tutti in piedi per la nostra bravissima cantante che era l’unica italiana nel suo gruppo a rappresentare l’Italia. E lo ha fatto in modo dignitoso. “Signori e signori dall’Italia, Ilaria Cretaro” questa la presentazione di Ardit patron e conduttore dell’evento a livello internazionale. Varcata la soglia del maestoso palcoscenico con la scenografia del più grande scenografo italiano, Gaetano Castelli con Manuel Bellucci suo braccio destro, lei è subito diventata padrona della gara che stava per fare. Intro con prime parole della sua inedita, ‘Nell’archivio dei tuoi mai’, la platea e le gallerie stracolme soprattutto di tanti giovani son diventate echi per la nostra cantante, rimanendo gli spettatori dapprima attoniti e poi incantati sino a quando quel melodico ritornello li ha spinti alla prima delle numerose standing ovation. Loro albanesi erano tutti per lei, Ilaria. Anche le altre concorrenti erano quasi tutte della loro terra. Ma hanno subito scelto lei come superstar della serata. Le luci del palcoscenico con i numerosi led wall offrivano ancor di più la bellezza di uno spettacolo che Ilaria si era conquistato dopo mesi di lavoro ed ora aveva anche incantato tutti, compresi i cinque giudici che a metà canzone avevano già pigiato il verde delle due colonnine a loro disposizione. Alla fine, lo scriviamo con orgoglio noi testimoni di tanto, interviste e foto ricordo con i suoi fan che penna e carta in mano le chiedevano persino un autografo.

Aveva cominciato Ilaria il suo cammino verso uno dei due obiettivi un mese fa quando volle a tutti i costi partecipare al Kenga Magjike. Mancava l’inedito. Di proposte di brani ne arrivano diverse. Si scelse il brano presentato al Festival, anche perché in Italia qualche amico musicista ritenne che per lei fosse il migliore ed il più adatto per lei. Detto fatto. Subito in sala di registrazione dove il docente del CET di Mogol che Ilaria aveva conosciuto proprio in quella Università, Massimo Satta divenne suo arrangiatore della canzone. Brano che venne accettato nella selezione che si era tenuta in Albania e via a preparare i biglietti già prenotati per imbarcarsi da Fiumicino come avvenne. Biglietti con alloggio e vitto a Tirana a carico della organizzazione erano custoditi gelosamente nel nostro borsello di viaggio. Poi le prove, la gara, le interviste a più riprese con l’arrivederci per la finalissima di novembre in un palasport con altra magica scenografia di Gaetano Castelli davanti ad oltre 2500 spettatori. A nome di Ilaria, umilmente suo manager, dico grazie a quanti ci sono stati vicini soprattutto sui social. Noi ripartiamo subito per Reggio Emilia dove ci attendono i Nomadi per cercare di raggiungere con un altro inedito il nostro secondo obiettivo che ci siamo prefissi Intanto domenica (18/30) e lunedì (21,30) su TVKLAN i momenti della gloria conquistata da Ilaria in Albania. E che Iddio ce la mandi buona. In tanti avete postato nostre foto ed ora siamo di nuovo qui nella nostra terra sperando che i sacrifici e le gioie conquistate nella terra delle aquile tocchi i cuori di quanti vogliono bene alla nostra Italia. A nome vostro e mio, perché questa pagina sarà anche online, grazie Albania e grazie Ilaria.

Unica concorrente italiana conquista l’Albania. “In–ear monitor inserite, il microfono tra le mani, Dci siamo, un grande respiro e il sogno prende vita”

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Domenica 25 settembre, per la prima volta nella mia vita ho messo piede in Albania, precisamente a Tirana. Scesa dal taxi che dall’aeroporto mi ha portato in uno degli hotel più belli e storici della città, ho iniziato a respirare, a guardarmi intorno e a cercare di fotografare con la mia mente qualsiasi tradizione, qualsiasi volto, qualsiasi novità che si presentava ai miei occhi.
Ho sempre sperato di viaggiare per il mondo e di farlo per la mia musica ed anche questo desiderio la musica me lo sta facendo realizzare. In quella domenica ero lì, cosciente di cosa stessi andando a fare ma non di ciò che mi aspettava.
Ho vissuto giorni in compagnia ormai di “amici” che hanno accolto me e il mio inseparabile manager Egidio Cerelli con entusiasmo e un’accoglienza che non potevo nemmeno immaginare lontanamente. Dopo giorni di prove, interviste e tanti impegni, martedì 27 settembre è arrivato il grande momento.
Raggiungo lo studio televisivo come da appuntamento che mi era stato dato e minuto dopo minuto, ora dopo ora vedevo lo studio crescere con persone, telecamere, assistenti, giudici e artisti… posizionate di fronte al centro palco 5 poltrone con delle colonnine laterali e pulsanti rossi e verdi. La traduttrice mi spiega il regolamento della gara e iniziano a preparar-mi partendo dal trucco e dai capelli.
La tensione era molta e saliva con il passare dei minuti ma come sempre mi accade, una volta preso il microfono e una volta entrata in scena tutto si trasforma in energia.
In – ear monitor inserite, il microfono tra le mani, pronta, è il mio momento, un grande respiro e il sogno prende vita.


In tanti mi chiedono cosa ho provato vedere le luci verdi dei giudici accendersi una dietro l’altra… La mia mente era vuota in quel momento, non ho pensato a nulla ma la sensazione che ho avuto è stata liberatoria, ho sorriso, ho cercato l’amico Egidio in galleria che con le dita a cuore lasciava intendere che tutto era andato benissimo. Dietro le quinte, nel back stage ho anche pianto.
Voglio ringraziare Ardit Jibrea per avermi dato questa grande opportunità, per aver accolto la mia voce e me con tanto amore e premura, tutte le persone che lavorano al suo fianco, dagli assistenti artisti, registi, truccatrici, traduttrici, cameramen, tutto il pubblico dello studio televisivo che mi è stato vicino nel momento più importante della mia permanenza in Albania. Ringrazio il grande professore Gaetano Castelli che ha firmato in maniera impeccabile tutta la scenografia degli studi televisivi di TV Klan, il mio manager Egidio Cerelli per essere stato al mio fianco con orgoglio e con una gioia che ha fatto per me la differenza, rappresentando il faro nei momenti più impegnativi che ho dovuto attraversare, l’autore de ‘l’Archivio dei tuoi mai’ Gaetano Marino, il compositore Mauro Labellarte e l’arrangiatore Massimo Satta, la mia famiglia e il mio Andrea per tutto l’amore e tutto il supporto senza dimenticare tutte le persone che in questi giorni hanno fatto il tifo per me facendomi arrivare tramite messaggi tanto calore. Non mi sono mai sentita sola ma cosa ancora più credibile è poter dire “a me è successo”!
GRAZIE ALBANIA.

Nonno, miss tua? No, manager! Ed i giovani spettatori albanesi diventano fan da stadio per Ilaria

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Ad una certa età l’emozione non dovrebbe minimamente tangere il cuore anche perché troppo stanco per sintonizzarsi sulle frequenze cardiache assuefatte negli anni. Invece no! Lei la nostra Ilaria ci ha messo lo zampino tenendo l’aorta dal ritmo costante per irrorare i ventricoli. E’ stato un successo – così commenta Egidio Cerelli – anche per me per aver avuto l’onore e l’onere di imbarcarmi con Ilaria alla volta di Tirana. Dove la gentilezza domina pure nei poveri all’angolo che chiedono un obolo per mangiare in una delle tante strade peraltro di una pulizia unica. Lectio vitae per noi italiani delle metropoli un po’ trasandate. Non m’aspettavo una città come quella che meravigliandomi ci ha ospitati. Poche le passeggiate giacchè a disposizione avevamo sempre un taxi, dall’albergo di gran luxe alla TV KLAN dove si svolgeva il Festival Internazionale della canzone oppure per andare o tornare dal ristorante che aveva in busta paga 25 camerieri ed una trentina in cucina. Tutti con il DNA della gentilezza nel proporti piatti di casa, a volte meglio dei nostri.
Ma il nostro punto di riferimento erano gli studi della TV KLAN dove Ardit, il patron del Kenga Magjike, il Festival dei festival, ci attendeva quasi con ansia per le prove e per le esibizioni della nostra promettente star, Ilaria.
A disposizione traduttrice e personale per accompagnarci nei corridoi, nel backstage e nel palcoscenico della TV. Quasi anche io un personaggio doc avevo avuto un posto riservato dove poter vedere tutto immortalando con scatti di foto e riprendendo video. L’ora X stava per arrivare. Dapprima le prove con regista ed aiuto per circa una decina di telecamere pronte al ‘ciack’ per le riprese. Già nelle prove lei, Ilaria, aveva conquistato fan che poi sono diventati oltre mille nel giorno della gara. Lei, Ilaria unica italiana che quasi con timidezza arrivava nel centro di un palcoscenico con la scenografia griffata Gaetano Castelli. Eccola arrivare, microfono in mano, accecata dai fari delle luci della scenografia con la parte di led wall dai colori dell’arcobaleno che rappresentava l’Italia (unica) con le prime note pronte all’intro, dalle parole della prima strofa ‘non osare mai io sto bene anche così’ che la sua bocca espandeva con voce calda e soave verso la platea e la galleria del teatro e soprattutto verso i cinque della Giuria, professionisti albanesi. Immediata e scrosciante la prima standing ovation per Ilaria. All’improvviso, quasi per incanto, qualcosa di strano mi è capitato . Ero lì in galleria nel mio posto riservato per scattare foto.


Spontaneo quasi un grido liberatorio… ’forza Ilaria’. Al mio fianco tanti giovani albanesi che componeva il numeroso pubblico dello spettacolo che veniva proposto. E’vero l’emozione che mi aveva invaso era tanta che qualche lacrima furtiva scendeva persino dai miei occhi irrigando il volto. Ecco la sorpresa…’
Scusi lei nonno della miss?’ ‘No manager’… non l’avessi mai detto… il coro improvviso dei tantissimi giovani fan conquistati con le note della canzone di Ilaria peraltro con un cenno tutti in piedi gridare ‘’forza Ilaria’ e standing ovation a ripetizione. I cinque giudici avevano pigiato per accendere le luci verdi per Ilaria quasi a metà canzone. Finita l’esibizione, lasciatemi scriverlo, della mia creatura, Giudici, fan conquistati in loco tutti in piedi mentre i cinque della giuria chiamati da Ardit il super conduttore che io ho definito il ‘Pippo Baudo’, rispondevano dando i loro pareri. Ilaria, e questa per me è stata la cosa più bella, mi ha cercato con gli occhi alzati verso la galleria, orgogliosamente alla ricerca del suo caro amico giornalista, mentre le mie dite mimavano con un cuore il ‘grazie’ per la sua eccelsa prova. Di corsa tutti nel parterre, foto ricordo, congratulazioni ed interviste con un saluto…’ci rivediamo a novembre’. Il povero cristo con il telefonino ad immortalare quei momenti che sono entrati prepotentemente nella mente e nel cuore di Ilaria. Ma non finisce qui. Ritorno in albergo e la telefonata…’è pronto il taxi per le ore nove del giorno successivo per interviste studi TVKLAN ad Ilaria’. Per la decima volta si entra in uno dei tanti taxi green, si riparte si arriva negli studi dove ad attenderci la traduttrice , le truccatrici ed uno studio tutto per la new star delle Nuove proposte che la sera prima aveva conosciuto a cena il secondo dell’Eurovision cantante francese Alvan. Cuffie per Ilaria e fortunato io perché mi avevano permesso nell’anteprima di scattare ‘foto ricordo’ di Ilaria intervistata. Saluti, abbracci e tanti arrivederci persino da un tifoso Juventino come me e non addii per novembre al Palasport con la doppia scenografia di Gaetano Castelli rispetto al nostro Sanremo. Ilaria grazie, per avermi sopportato e grazie per aver saputo dignitosamente rappresentare l’Italia.

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