mercoledì 29 Giugno 2022
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Elezioni Frosinone – Testa a testa da brivido

Dopo l'analisi del voto è l'ora degli incontri, degli accordi e degli ultimi comizi prima del ballottaggio. Chi sarà il prossimo sindaco di Frosinone? Tesi Marzi e Mastrangeli, che tentano di ostentare sicurezza

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Di Dario Facci

Dunque Frosinone sceglierà il proprio sindaco al ballottaggio. Il candidato del centrodestra, Riccardo Mastrangeli, non è passato al primo turno per una manciata di voti, totalizzando il 49,26% delle preferenze. Il suo inseguitore, Domenico Marzi, candidato del centrosinistra, ha ottenuto il 39,13%. Un distacco di 10,13 punti che secondo i sostenitori di Mastrangeli è un bottino prezioso che favorisce molto la possibilità che il candidato del centrodestra vinca al secondo turno. Secondo i sostenitori di Marzi quel 10% dei voti di distacco non conta niente al secondo turno. Questa cosa succede ogni volta che c’è un ballottaggio. Le parti in genere si invertono a seconda di chi è arrivato avanti e chi è arrivato dietro. A prescindere da quel che si dichiara al pubblico è ovvio che si preannuncia più gravoso il compito di chi ha preso meno voti al primo turno, specialmente se si tratta di qualcosa come 2.400 voti in meno su 24.000.

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Alcune previsioni e dichiarazioni, ripetute alla noia durante la campagna elettorale del primo turno sono state confermate, altre clamorosamente smentite e deluse.

Ci chiedevamo la scorsa settimana se il vaticinio di Francesco De Angelis si sarebbe avverato, cioè: “Andiamo al ballottaggio e vinciamo”. La prima parte si è verificata, Marzi è arrivato al ballottaggio. Ora si dovrà vedere se si avvererà la parte più importante, la seconda.

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Dove invece De Angelis ha veramente esagerato, è quando durante la chiusura della campagna elettorale di Marzi ha affermato: “se qualcuno vince al primo turno, quelli saremo noi”. Beh, gli è andata davvero bene perché, contrariamente a quanto io avessi pensato e detto, Mastrangeli ha davvero sfiorato il colpaccio e la previsione di De Angelis sarebbe risuonata come un’eterna beffa.

In tanti, specialmente nel centrosinistra, sostenevano che le liste avrebbero totalizzato più voti dei candidati a sindaco e che, specialmente per Mastrangeli, si sarebbe verificato questo fenomeno. Hanno toppato. Mastrangeli ha preso quasi 500 voti più delle liste che lo sostenevano e Marzi è arrivato sotto ma solo di qualche decina. Per gli analisti prendere più voti delle liste è (come del resto è ovvio) indice di buon gradimento per il candidato.

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Sempre De Angelis, nei suoi frequenti interventi, sosteneva che la lista del Pd messa in campo era quella più forte di sempre. De Angelis ci ha azzeccato anche se, a onor del vero il risultato della lista Pd è stato molto buono ma non straordinario. E’ stata la lista più votata con 2.903 preferenze, attestandosi al 12,49% e sopravanzando di 157 voti la lista Ottaviani, seconda in graduatoria, con 2.743 voti e, udite udite, ha ottenuto il miglior risultato del Pd di sempre a Frosinone. I veri fasti, quelli del 2007 per esempio, con una lista che sfiorò le 5000 preferenze, erano quelli dell’Ulivo. Il Pd, come si può facilmente constatare, è a una distanza siderale da quelle cifre che, in soldoni, erano ottenute più o meno dalle stesse forze politiche che oggi danno vita al Partito Democratico. Però quel cheè  giusto è giusto. De Angelis ha indovinato.

In molti, anche per responsabilità del segretario cittadino di Fratelli d’Italia, che in una conferenza stampa aveva davvero ecceduto in ottimismo, sostengono che il risultato del partito della Meloni in questa tornata delle Comunali di Frosinone sia deludente. Fratelli d’Italia si è attestata al secondo posto tra le liste che sostengono Mastrangeli con 2.032 voti e ottenendo l’8,74% dei suffragi. Ebbene io ho sempre sostenuto che per quanto forte poteva essere il consenso per FdI in questa tornata elettorale essi non sarebbero mai potuti andare oltre i 1.800 voti. Ciò perché alle Comunali di cinque anni fa avevano ottenuto 831 voti, pari 3,20% delle preferenze. Un incremento del 100%, insomma, mi sembrava un limite non valicabile. Invece FdI lo ha superato e ha ottenuto oltre il 2% in più di quanto io avessi potuto immaginare. Come si fa a dire che ha deluso? Non scherziamo.

Per niente male il risultato del giovane candidato a sindaco dei socialisti, Vincenzo Icovissi, che si attestato al terzo posto tra i cinque contendenti il massimo scranno con quasi il 6% delle preferenze, incrementando il bottino ottenuto dal suo partito alle scorse elezioni e ponendo le basi per una ripartenza del suo progetto politico.

Decisamente al di sotto delle aspettative, in particolare delle sue, il risultato di Mauro Vicano. L’ex candidato in pectore del centrosinistra, scaricato in extremis e tenacemente in pista grazie al sostegno di liste centriste come Azione e Udc oltre alla sua civica, si è attestato al quarto posto e non è andato oltre il 4,56% con meno di 1.100 preferenze. Tra l’altro particolarmente deludente è risultata la performance della lista Azione della consigliere comunale e già consigliera provinciale Alessandra Sardellitti. In tutto la sua lista ha totalizzato 366 preferenze, davvero troppo poche.

Naturalmente le segreterie di Mastrangeli e di Marzi stanno vivendo ore febbrili perché ogni minuto viene utilizzato per capitalizzare i consensi. Entrambi, tra l’altro, hanno dichiarato di considerare tutte le forze politiche rimaste fuori dalla lizza come possibili alleati al secondo turno e così i telefoni di Iacovissi, Vicano ma anche di Cosimato, il candidato a sindaco arrivato ultimo con poco più dell’1% dei consensi (guarda caso proprio quelli che sarebbero bastati a Mastrangeli per vincere) saranno bollenti.

Intanto ieri sera il candidato del Centrodestra ha dichiarato di aver chiuso un accordo con l’Udc: al ballottaggio potrà contare anche su quei voti.

Per concludere una considerazione. L’ex sindaco Paolo Fanelli ha deciso di tornare in politica dopo molti anni. Presentato come capolista da Fratelli d’Italia ha portato a casa solo 143 preferenze. Perché lo ha fatto?

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