Ore frenetiche, telefoni bollenti e una diplomazia politica che viaggia a passo spedito, non senza vistosi scossoni. A Palazzo Jacobucci, sede dell’Amministrazione provinciale di Frosinone, il Presidente Luca Di Stefano è nel pieno della definizione del puzzle delle deleghe da assegnare ai consiglieri. Un cammino che si preannunciava in salita e che, nelle ultime ore, si è trasformato in un vero e proprio braccio di ferro politico.
Tra certezze e storici record
Se il quadro generale è ancora in via di definizione alla ricerca di una complessa “quadratura del cerchio”, questa mattina è arrivata l’unica, vera certezza: la delega alla Cultura è stata assegnata nuovamente a Luigi Vacana (Provincia in Comune). Per Vacana si tratta di un vero e proprio record storico: è la sesta volta consecutiva che si vede confermare l’incarico. Un tassello che va ad aggiungersi a quello piazzato una decina di giorni fa, quando Di Stefano ha indicato Alessandro Cardinali (Fratelli d’Italia) nel ruolo di vice presidente.
Il ‘gran rifiuto’ di Forza Italia: “No a ruoli subordinati”
Ma le acque in piazza Gramsci sono tutt’altro che calme. A scuotere l’amministrazione è la presa di posizione netta e ufficiale di Forza Italia. Con una nota congiunta firmata dalla Segretaria Provinciale, Rossella Chiusaroli, e da tutto il Direttivo, i vertici azzurri hanno annunciato la rinuncia alle deleghe, rispedendo di fatto al mittente l’offerta del Presidente. Un “no” pesante che apre una faglia nella maggioranza.
“A seguito di un approfondito confronto con i sindaci e i vertici del partito, riteniamo necessario esprimere con chiarezza alcune precise considerazioni politiche – esordisce il comunicato – Forza Italia rappresenta oggi una realtà solida, in costante crescita e con un’identità ben definita. Non intendiamo fare da traino ad altre forze politiche, né accettare un ruolo subordinato rispetto al consenso e al radicamento territoriale che abbiamo costruito nel tempo con impegno e coerenza”.
Gli azzurri non sbattono del tutto la porta in faccia a Di Stefano, garantendo la tenuta amministrativa, ma tracciano una linea di confine invalicabile sul piano della dignità politica: “Continueremo a garantire massima lealtà istituzionale e sostegno all’azione amministrativa del Presidente della Provincia, Luca Di Stefano, nell’interesse esclusivo delle nostre comunità. Tuttavia la lealtà non deve essere confusa con la rinuncia alla nostra autonomia politica o alla giusta valorizzazione del ruolo che Forza Italia riveste all’interno della coalizione. Per queste ragioni, allo stato attuale, riteniamo che non sussistano le condizioni per assumere deleghe da parte del Presidente della Provincia”.
La nota si chiude con un avviso ai naviganti: “Restiamo aperti al confronto, ma solo nel rispetto del peso politico, della rappresentanza e della dignità che spettano alla nostra forza politica. Forza Italia merita ascolto e il riconoscimento del contributo determinante che continua a garantire per la crescita e la stabilità del territorio”.
Il vento della destra e il futuro della Presidenza
La mossa di Forza Italia si inserisce in un contesto più ampio e già surriscaldato. Nelle scorse settimane, infatti, tutti i partiti del Centrodestra avevano lanciato segnali inequivocabili: forti dei dati elettorali usciti dalle urne delle ultime Provinciali, la richiesta corale era quella di imprimere una svolta netta, virando verso un’amministrazione completamente incentrata sulla destra, archiviando la stagione delle formule “miste” o larghe.
Bisognerà vedere ora dove porterà questo braccio di ferro e, soprattutto, come reagiranno gli altri partiti della coalizione. La partita odierna, infatti, non è solo una spartizione di uffici e competenze per l’ordinaria amministrazione, ma rappresenta il vero prologo della prossima campagna elettorale per la presidenza della Provincia.
Le geometrie che si stanno definendo (o rompendo) in queste ore a Palazzo Jacobucci avranno ripercussioni dirette sul futuro dell’ente: in base a chi cederà e a chi terrà il punto oggi, si delineeranno i futuri assetti, le alleanze e i pesi dei vari partiti quando si tratterà di scegliere e appoggiare il prossimo candidato Presidente. La caccia alla quadratura del cerchio, per Di Stefano, è appena iniziata.


