mercoledì 29 Giugno 2022
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Giù le mani da Elisabetta Franchi!

Sui social hanno scelto per lei le foto peggiori, in cui appare più anziana e molto rugosa; insomma si vuole dare l’idea della “vecchia megera”.

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Giù le mani da Elisabetta Franchi, perché quello che i suoi detrattori hanno in mano è davvero ben poco. In un filmato in cui Elisabetta Franchi usa un linguaggio semplice, elementare, non ne conosce altri; dice delle cose che si è voluto interpretare in modo univoco. Tanto è bastato per muovere critiche che reputo ingenerose e piuttosto superficiali. Miserabili e ignobili, sui social hanno scelto per lei le foto peggiori, in cui appare più anziana e molto rugosa; insomma si vuole dare l’idea della “vecchia megera”.

Giù le mani da Elisabetta Franchi

Infierire sul nemico quando è nella polvere è da vigliacchi e allora mi domando, queste donne che si agitano contro un’imprenditrice di successo, dov’erano quando c’era da “aggredire” uno stato latitante in fatto di politiche familiari? Chi l’ha criticata, arriva spesso da una situazione economica solida.

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Giù le mani da Elisabetta Franchi -mamma tutto fare

Molti che hanno alzato il sopracciglio hanno avuto la possibilità di studiare; andando all’Università, lei no. Non è stato neanche facile studiare all’Istituto Aldrovandi Rubbiani di Bologna, mantenendosi con lavoretti, come la commessa, e altri sempre attorno all’abbigliamento; fiutando e assorbendo ogni giorno il gusto delle consumatrici e ascoltando le loro esigenze. Elisabetta Franchi, è un esempio di sopravvivenza, e riscatto. Arriva da una parte d’Italia un po’ ruvida, in cui la gente è abituata a lavorare a testa bassa e di diritti ne ha avuti sempre molto pochi. Ma siamo sicuri che dire di lavorare “h24”, significhi proprio questo?

Imprenditoria femminile

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Qualcuno ha mai sentito parlare di iperbole? Davvero qualcuno crede che una donna che ha sofferto tanto nella vita, sia capace di togliere ad altre donne la possibilità di fare figli e seguire la famiglia? Io non ci credo. Chi come lei si è conquistata ogni millimetro di successo e ogni bagliore di luce partendo da sotto zero, non può essere spietata. Chi come Elisabetta Franchi non ha mai conosciuto suo padre, agirebbe contro dei bambini?

Giù le mani da Elisabetta Franchi - madri e girasoli

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Lei e altri quattro figli, nati tutti da padri diversi; davvero sarebbe nemica delle famiglie? Da bambina sopravviveva tra mille difficoltà, dovute a un’esistenza modestissima e chi vive di privazioni, non credo voglia vederle negli altri. Comunque lo stato italiano assicura dei diritti, ma siamo sicuri che la Franchi neghi tutti questi diritti? Non è piaciuta l’espressione dei “giri di boa”, eppure tante donne che lavorano, cercano di darsi delle scadenze.

Congedo parentale

Non è forse vero che una donna che lavora e vuole sposarsi, cerca di organizzarsi senza incidere sul lavoro degli altri e di farlo, quando è meno impegnata? Un marchio di moda internazionale, dice la Franchi, non può permettersi di vedere sparire una dirigente per due anni. Qualcuno dice che è impossibile. Invece tra maternità, allattamento e malattie dei bambini; le assenze possono essere tante.

Giù le mani da Elisabetta Franchi - famiglia

Ma ripeto, cosa fa lo stato per le donne, comprese le imprenditrici? La Franchi ha detto che le donne negli “anta”, posso dare di più all’azienda. Non può esprimere un’opinione? Oppure dobbiamo essere sempre sotto esame con nel sottofondo l’internazionale socialista? Dobbiamo puntualmente vederci redarguire da una tipa che ha l’avvenenza di Grazia Deledda? Se le donne nell’azienda di Elisabetta Franchi sono così sottomesse; la sua attività come ha fatto a diventare un brand famoso nel mondo?

Politiche per la famiglia

Se sono frustrate, con quale entusiasmo hanno coadiuvato la Franchi a diventare quello che è? Qualcuno ha ipotizzato che in caso di malattia si potrebbe avere problemi a stare a casa con i discorsi che fa la Franchi. Davvero? Come si può credere che una donna che ha perduto l’uomo che amava, il padre della figlia, con una malattia terribile e veloce, possa imporre ad un’altra donna malata o che deve assistere un parente, di andare solo a lavorare?

mantello - supermom

Qualcuno ha provato a pensare a quella bambina che era, che aveva solo una bambolina e uno spago, con cui sognava di vestire le donne di tutto il mondo? Non credo. All’epoca il frigo era sempre vuoto e ora non può fare a meno di averne in casa tre pieni. Eppure la Franchi bolognese D.O.C., rimarca come ogni cicatrice le abbia dato la forza di diventare la donna che è oggi. 

Maternità e lavoro

Elisabetta, esile e flessuosa, occhi pungenti e aguzzi, sembra energia fusa nell’acciaio del colore ceruleo dei suoi occhi. Io credo invece che la Franchi sia consapevole delle grandi responsabilità, di quanta gente dipenda da lei; di quanta competizione ci sia nella moda. E’ un mondo agguerrito, con il coltello tra i denti e la Franchi lo fa capire eccome. Non si lavora nella moda, se sei italiano con lo stato d’animo di chi va a fare una gita; ma devi metterci più che la grinta.

computer - mamma con pc e bimbo

Elisabetta Franchi ha detto diverse volte che non ha potuto studiare, e non sa parlare difficile o raffinato. Ma almeno si potrebbe cercare di vedere cosa succede nel suo mondo. Invece le danno addosso anche neo giornaliste alla soglia della cinquantina, iscritte all’albo da 5 minuti e mi pare troppo. Alla faccia del pluralismo. No, non ha avuto una vita facile, anzi tutta in salita.

Made in Italy giù le mani da Elisabetta Franchi

Tuttavia, con determinazione adamantina e una caparbietà lavorativa indomabile, è riuscita a emergere. Quella palestra è stata la chiave di volta per il suo futuro successo professionale. Nel 1996 realizza i primi capi come designer in un piccolo atelier, con soli cinque collaboratori. Nel 2006 la designer acquista lo stabile di una ditta farmaceutica dismessa che, diventa l’headquarter della Maison. Parliamo di oltre 6.000 metri quadrati che fabbricano idee nella campagna bolognese. Cosa avrebbe dovuto fare Elisabetta Franchi dopo la morte del padre della figlia? Mollare tutto e buttare alle ortiche anche il lavoro dell’uomo che aveva creduto in lei? No ha lavorato di più, notte e giorno e se si vuole stare al passo con lei, bisogna avere questa passione, è un reato? E’ un delitto? I gravi problemi che le donne italiane hanno sul lavoro dipendono da imprenditori come Elisabetta Franchi?

Welfare e giù le mani da Elisabetta Franchi

Non sarà invece che lo stato non investe? Non sarà che le italiane devono pagare le tasse, e non ricevono servizi? Lo sanno certe scalcagnate che ci sono donne che hanno fatto una lunga serie di aborti perché ostacolavano la carriera? Lo sanno che le italiane pagano le tasse, non possono fare figli e devono mantenere i figli delle immigrate? Non sarà invece che mancano scuole, asili, strutture e che in Francia è tutto diverso, così come in altri paesi europei? Non sarà invece che negli asili nelle liste d’attesa, così come nelle case popolari c’è solo posto per le immigrate? Qualunque sia l’opinione della Franchi, lo stato che fa? Come aiuta le madri e che politiche fa per la famiglia? La capacità di reinventarsi, e la natura da combattente della Franchi dovrebbero far riflettere invece. Certe giornaliste accrocchiate e aggraziate come la carta moschicida, dovrebbero guardare altrove.

Essere Elisabetta l’amazzone d’acciaio

L’evoluzione stilistica del brand e la cura nei dettagli, portano la Franchi a vestire celebrities del calibro di Angelina Jolie, Kate Hudson, Jessica Alba. Ma anche Emily Blunt, Jennifer Lopez, Lady Gaga, Kendall Jenner, Dita Von Teese, Kourtney Kardashian, per citarne solo alcune. Elisabetta entra in ufficio alle 8 del mattino ed esce alle 21, trascorrendo in azienda anche il sabato e la domenica, libera di farlo, ma attaccarla così ha senso? Lavorare così con ardore, passione e determinazione, è stata la chiave del suo successo. Senza dubbio, tanta determinazione è stata ripagata anche dall’affetto che le donne le dimostrano, interagendo con lei sui social; forse non solo per ringraziarla, ma per dimostrarle ammirazione. con un fatturato di circa 123 milioni di euro e una distribuzione capillare di ottantaquattro negozi monomarca dislocati nelle città più importanti del mondo.

Maternità in Svezia

Rifletterei sul fatto che in Svezia una donna o un padre per 390 giorni hanno diritto a quasi l’80 per cento della loro retribuzione normale. I restanti 90 giorni sono pagati in modo forfettario. Coloro che sono disoccupati hanno anche diritto al congedo parentale retribuito. Il congedo parentale può essere preso fino a quando un bambino compie otto anni. Rifletterei sulle paghe che in Italia specie per le donne sono da fame…meditate gente, meditate.

© Riproduzione riservata

 

 

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Simona Aiuti
Giornalista, web editor, blogger e autrice di romanzi, Simona Aiuti collabora con il quotidiano online TuNews24.it. Ama lo sport, l’arte in tutte le sue declinazioni e andare per musei e mostre. Si occupa da sempre di costume, italiani nel mondo, eccellenze tricolore e di trovare così le nostre tracce sovente profonde all’estero, anche e soprattutto nella stratificazione storica. Ama la storia, i dettagli dell’archeologia nascosta, la scultura, la poesia e l’arte in generale, in molte delle sue sfaccettature.
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