giovedì 19 Maggio 2022
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Calo demografico verticale, la soluzione è negli italo discendenti

italo discendenti nel mondo, desiderosi di tornare in Patria, a loro spetta la cittadinanza

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Calo demografico verticale, anzi in picchiata, eppure potremmo risolvere; attingendo ad un grandissimo potenziale tutto made in Italy, gli italo discendenti.

Calo demografico verticale

La diminuzione delle nascite rispetto al 2020 scende per la prima volta sotto le 400 mila. Da circa quarant’anni esiste questo calo, ma i governi sembrano annaspare incerti. La situazione non va affrontata con dei pannicelli caldi. E non ha molto senso parlare di mano d’opera d’importazione, poiché la risposta ai nostri problemi sta nella nostra storia e nelle nostre risorse tricolore. L’ossessiva attenzione attorno ai pochi bambini che abbiamo dovrebbe essere rivelativa.

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cuore - donna italiana incinta

Crescono sotto una lente d’ingrandimento, soffocati dal benessere, senza desiderare un giocattolo, perché ne restano seppelliti. Eppure oltre a correre dallo psicologo, non si fa molto altro. Intano, nel 2021 sarebbero sparite altre 10.500 culle per un totale di circa 136mila. Incide molto la condizione economica in cui si trovano i giovani tra i 25 e i 35 anni. Molti scappano a studiare all’estero se possono farlo, e sempre all’estero cercano lavoro.

Jus sanguinis

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Questa fascia d’età comprende persone iscritte all’università, o in procinto di terminare gli studi con una prospettiva incerta sul futuro lavorativo. Altri sono già entrati nel mondo del lavoro, ma è bizzarro, perché di fatto prendono una paghetta. I salari sono da fame, e il mondo del giornalismo che rende un servizio non è da meno.

tinozza - bambino itlaiano

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Come si può mettere al mondo un figlio senza uno stipendio decente; dovendo pagare affitto e bollette da capogiro? Mettere su famiglia è non è difficile, ma è da spericolati e forse da incoscienti. Intanto però la stampa ci parla di famiglie di ricconi che mettono al mondo anche cinque figli. E’ il caso di Barbara Berlusconi che ha dato alla luce non molto tempo fa il quinto maschio. Il divario tra ricchi e poveri è profondo come il triangolo delle Bermuda. I ragazzi in genere faticano a lasciare la casa dei genitori.

Italo discendenti

Anche se per guadagnare s’impegnano; per ottenere una valida occupazione, scelgono di conseguire master e corsi di formazione, cosa che in ogni caso, sposta nel tempo la possibilità di rendersi indipendenti. Sembra poi che la mamma lavoratrice debba essere punita, perché non sa mai a chi lasciare i figli. Se è fortunata ha a sua volta una madre, mentre le scuole sovente hanno costi proibitivi. Ci sono le liste d’attesa, e le graduatorie, ma le immigrate sono sempre davanti e amen.

Calo demografico verticale - bimbetto a Pisa con pannolino tricoloreCertamente abbiamo decine di migliaia d’immigrati clandestini, bambini non accompagnati da accudire. Quindi le donne italiane devono lavorare, pagare le tasse, ma non ricevendo servizi. Non possono fare figli; ma con le loro tasse devono mantenere i figli degli altri. Ciò non è grottesco, bensì disumano. Ma facciamo un passo indietro per esaminare il calo demografico occidentale.

Italiani nel mondo e calo demografico verticale

In epoca romana, la civiltà ad un certo punto collassò proprio per un crollo demografico. Le donne all’epoca, come oggi, smisero di fare figli. Per cercare di “metterci una pezza”, si inaugurò una persecuzione fiscale, un po’ come oggi. La cosa  distrusse l’economia e allora si cercò di ovviare tramite l’immigrazione massiccia; che però si trascurò di governare in modo appropriato. Sempre riguardo la crisi in epoca romana, già nel II secolo; l’aborto aveva raggiunto livelli altissimi, come estremo contraccettivo; poiché non si riusciva a sfamare altre bocche.

Calo demografico verticale . ferrari d'epoca

Solo i cristiani vi si opponevano, ma erano pochi e decimati dalle persecuzioni. Quindi di gente da tassare e da mandare a difendere i confini ce n’era sempre meno. Le regioni di confine divennero lande semivuote i barbari presero l’Impero facilmente. Quindi ora cosa vogliamo fare? Cedere ad altri il nostro paese chiavi in mano?

Oriundi italiani

In questo momento ci sono moltissimi italo discendenti in varie parti del mondo, giovani e volenterosi, che sarebbero felici di venire a vivere in patria. Ragazzi e ragazze che vorrebbero studiare, lavorare e mettere su famiglia qui in Italia. Studiano la lingua e hanno grande entusiasmo. In alcune zone del sud America ci sono circa 300.000 oriundi in attesa. I picchi si raggiungono in Brasile e in Venezuela; ma anche in Argentina. Sono italiani che sovente non hanno mai visto l’Italia o a malapena ci sono stati una volta in vacanza; perché la burocrazia lenta e i vari governi non li ostacolano. Stiamo parlando di figli di italiani emigrati nel ‘900. Stiamo parlando di quasi due milioni di persone e altre 160 mila sono le pratiche ancora in attesa. Il numero delle richieste per acquisire la cittadinanza come italo-discendente è in costante crescita e questi giovani ne hanno pieno diritto.

Italiani in Argentina e calo demografico verticale

Stiamo sempre parlando di quelli che hanno almeno un avo emigrato all’estero. Un tempo venivano chiamati oriundi. Le richieste, ancora inevase, di cittadinanza italiana nel mondo; soprattutto in America Latina, sono 300 mila, 116 mila solo in Brasile. Il boom di richieste di cittadinanza torna dopo la crisi economica argentina del 2001. Tutta acqua al nostro mulino, poiché noi di questi giovani abbiamo un gran bisogno e subito. Ad esempio in Brasile i residenti italiani e italo-discendenti nel Paese sono 152.405. Il consolato di Maracaibo calcola che dal 2011 siano tornate in Italia 3.326 persone; attualmente gli iscritti sono 29.680. C’è stata una crescita costante sino al picco di iscritti alla fine del 2016 (124.508), alimentato soprattutto dalle nascite di figli di cittadini italiani, matrimoni e dal riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis.

Italiani in Brasile Ambasciate italiane

La domanda delle cento pistole è: “E’ più italiano chi è nato all’estero, non parla la nostra lingua, non ha mai visto l’Italia, o un ragazzo che è nato e ha studiato qui?”. Certo che è più italiano. Perché ha alle spalle una cultura italiana della famiglia, e sovente studia la lingua madre. Gli è stato trasmesso l’amore per l’Italia e non vuole la cittadinanza per cercare di cambiare la struttura stessa dell’Italia, ma vuole abbracciarla e ne è fiero. La nostra legge sullo ius sanguinis, non pone alcun limite ed è un bene; poiché si deve riconoscere il sacrificio degli emigranti italiani di un tempo. Basta avere un avo emigrato all’estero, anche un trisavolo, ma anche di grado superiore, per poter avviare le pratiche. Se io, nato in Sudamerica, avessi un parente emigrato in Argentina o in Brasile nel 1861, potrei chiedere la cittadinanza.

Studiare italiano

Bisogna consegnare ai consolati una documentazione idonea a stabilire che c’è una discendenza diretta. Nei fatti un albero genealogico confortato da documenti e indicare esattamente da quale Comune d’Italia era partito. L’istruttoria non è breve e spesso s’inceppa non tanto all’estero, ma nei municipi italiani; ed è qui che il governo italiano deve intervenire. Quanto può durare questo iter? Purtroppo moltissimo, anche dieci anni ed è inaccettabile, non solo per un diritto negato; ma soprattutto perché ci toglie nuove coppie che possono generare. Altra nota dolente, le esigenze di bilancio hanno tagliato parte del personale delle ambasciate e soprattutto dei consolati italiani all’estero. Un’attesa che, per chi ha fatto la richiesta, può comunque valere la pena. Insomma, che il governo si muova e nella direzione tricolore.

© Riproduzione riservata

 

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Simona Aiuti
Giornalista, web editor, blogger e autrice di romanzi, Simona Aiuti collabora con il quotidiano online TuNews24.it. Ama lo sport, l’arte in tutte le sue declinazioni e andare per musei e mostre. Si occupa da sempre di costume, italiani nel mondo, eccellenze tricolore e di trovare così le nostre tracce sovente profonde all’estero, anche e soprattutto nella stratificazione storica. Ama la storia, i dettagli dell’archeologia nascosta, la scultura, la poesia e l’arte in generale, in molte delle sue sfaccettature.
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