Per Luciano Fontana, di arte e bellezza Veroli ne ispira una quantità enorme

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Non stanca il dialogo sul palco del direttore del Corriere della Sera intervistando il Ministro della Cultura. Così Franceschini rispondendo alla domanda del direttore: “Molto presto la Certosa sarà liberata. Ci vogliono dei tempi che non dipendono da noi, ma siamo davvero molto vicini alla soluzione”


di Egidio Cerelli

Camminava con passo lento nel centro storico della cittadina ernica. Volgeva lo sguardo un po’ ovunque. Quasi cercasse anche la tabacchiera dove depositare il mozzicone della sigaretta. Poi un piccolo stop davanti al calendario romano per portarsi verso piazza Santa Salome dove la sera aveva l’appuntamento dapprima con amici e parenti. Li salutava tutti con quel sorriso di uomo comune e non già da direttore del CorSera. Persino qualche abbraccio.

A passeggio in città con Luciano Fontana

A noi la fortuna un po’ azzardata di chiamarlo, dopo averlo notato da lontano… ‘Luciano buonasera’ per gli antichi ricordi di quando lui cronista di Paese Sera a Frosinone ed io dapprima con il Messaggero e poi con Ciociaria Oggi ci si incrociava a De Mattheis, nel Bar di Iolanda. Vecchi ricordi che in effetti con la moviola del cervelletto che si era messa in moto ci invitavano l’uno al fianco dell’altro, ovvio il mio orgoglio per cotanto incontro, verso il Belvedere di piazza Santa Salome dove era previsto quello che poi è stato definito non già ‘domanda e risposta’ con il Ministro Franceschini ma di un vero e proprio dialogo. Gli applausi venivano spontanei quando con pacatezza il ‘nostro’ direttore si rivolgeva all’uomo che rappresentava il Governo in fatto di Cultura. Sciorinava domande che attenevano alla Cultura ma anche all’uomo politico in un periodo di pandemia ancora non sopita. Siamo riusciti ad avvicinarlo con il nostro microfono.

La nostra intervista al direttore del CorSera

Luciano Fontana direttore del Corriere della Sera a Veroli. Possiamo definirlo un verolano Doc?
“Si possiamo dirlo certamente, un po’ verolano e un po’ di Frosinone, perché i miei nonni erano di Veroli poi io son cresciuto ed ho studiato a Frosinone. Quindi questi sono i luoghi della mia infanzia, di formazione, degli studi. Ho ancora tantissimi amici oltre che genitore e tornare qui per me è sempre una gioia dell’anima”.
Ce ne siamo accorti mentre salivamo qui in piazza Santa Maria Salome, gli amici di una volta e di oggi che la cercavano. Tanti capannelli di persone che l’aspettavano.
“Sì infatti alcune delle persone che abbiamo incontrato erano delle compagne di liceo quindi abbiamo studiato insieme, abbiamo studiato filosofia insieme e quindi molto in linea attinente alla serata che abbiamo avuto questa sera”
Una serata di alta qualità che è stato più che un talk show, una conversazione, un dialogo con il Ministro

“Sì certamente è un dialogo che parte dal tema di questi incontri che è la bellezza e la bellezza ci è mancata tanto in questi mesi, perché ci è venuto meno il poter andare a vedere un paesaggio, andare al mare, visitare un museo, passare una serata al cinema. Abbiamo scoperto che alla fine cose che forse ci potevano sembrare poco importanti invece lo erano tantissimo nelle nostre vite. Recuperare questa dimensione, dimensione di partecipazione di bellezza è qualcosa di importante e poi arriva anche in un momento di gioia, il giorno dopo la vittoria, la vittoria della nostra Nazionale. Questo ci dà la spinta perché questa ripartenza sia una ripartenza vera imparando alcune lezioni che abbiamo avuto in questi mesi”.
Veroli città d’arte e anche città che propone il Festival della Filosofia
“Beh, si riesce ad elaborare il pensiero e a fare filosofia quando, come dire, ci si stacca un po’ dalla dimensione, dalla dimensione più immediata, dalla dimensione delle cose quotidiane si comincia a ragionare sul senso della nostra vita, della nostra esistenza sulla conoscenza, i principi della conoscenza e sull’arte. E di arte e di bellezza Veroli ne ispira una quantità enorme. Quindi credo non ci sia un posto migliore dove cominciare a riflettere e a fare anche qualche valutazione sulle cose importanti e sulle priorità che dobbiamo dare alla nostra vita”.

Non annoia nelle domande il direttore

Il suo modo affabile di dialogare con il microfono acceso ci fa riflettere sulla bontà di uno che pur direttore del più letto quotidiano italiano ha il cuore grande che ti risolleva dai problemi di giornate stanche. Davanti a noi a richiamare l’attenzione del nostro illustre interlocutore però ci sono parenti ed amici che hanno atteso sino alla fine della sua intervista al Ministro. Un bicchiere di acqua, quella fresca delle fontane di Veroli e quindi risponde prima di salutarci all’ultimo invito per un consiglio in tempo di pandemia.
Quale il consiglio del direttore del Corriere della Sera a noi ciociari, a noi che abbiamo il mare a due passi, a noi che purtroppo viviamo ancora in pandemia, dove le norme in alcuni casi ognuno le dimentica?
“Sì dobbiamo farne tanta, io ho vissuto in uno dei luoghi la Lombardia in cui la pandemia ha avuto effetti tremendi. Ho passato giornate nel mio ufficio ascoltando ambulanze che suonavano in continuazione sotto le finestre. Quindi non prendiamo sotto gamba quello che ci è successo. Ricordiamo che abbiamo avuto in poco più di 16/18 mesi, quasi 130 mila morti, abbiamo sofferto per i malati, abbiamo pianto i nostri cari e abbiamo anche imparato una lezione di rispetto che credo dobbiamo continuare ad avere. Dobbiamo ripartire, il paese ha bisogno di rifare tutto e come nelle nostre vite individuali abbiamo bisogno di rifare tutto, ma facciamolo con grande attenzione e grande consapevolezza”.
Grazie direttore e ad multos annos. L’uomo con tanti capelli in testa seppur bianchi ci saluta amichevolmente. Due pugni che si incrociano per l’arrivederci ed ognuno per la sua strada. Ovvio l’orgoglio che si era quadruplicato dopo aver rivisto dopo 35 anni un amico oggi il giornalista più importante che abbiamo in Italia. Tra l’altro con quella peculiarità che lo distingue da tutti anche nei suoi interventi televisivi, vale a dire pacatezza, sobrietà e tanta competenza oltre al suo spontaneo sorriso.

Arriva quasi di corsa la delegata alla Cultura

Ci lascia Luciano Fontana, va a sedersi su una panchina quasi per riposarsi della fatica serale salutando gli ultimi amici arrivati da Frosinone e con noi abbiamo la delegata alla cultura dottoressa Francesca Cerquozzi.
Quarto appuntamento terminato da poco qui a Veroli con la seconda edizione del Festival della filosofia.
“Una serata, lasciatemelo dire, entusiasmante e meravigliosa con due ospiti d’eccezione. E’ stato un onore per noi a Veroli avere qui il Ministro della cultura Dario Franceschini, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. Un Festival che sta andando veramente molto bene, lo dimostra la grande partecipazione e anche la voglia del pubblico di interloquire con gli ospiti.

Per noi è veramente un onore aver organizzato questo Festival ed avere questa risposta da parte delle persone, noi siamo convinti che la cultura può essere il volano della ripartenza dopo due anni difficili per tutti noi e può essere anche una spinta per le attività economiche e le attività commerciali del nostro paese, grazie a Dario Franceschini perché ci ha dato la possibilità di dialogare con lui e speriamo si ricordi sempre della nostra città e che magari torni il più presto possibile anche a visitarla perché purtroppo oggi c’è stato poco tempo però qui è sempre il benvenuto perché noi abbiamo intenzione comunque di continuare a puntare sulla cultura”.
Filosofia politica e cultura un mix di alta qualità che a Veroli da qualche anno domina pur con una vis polemica che non guasta.
“Si, su questo voglio fare anche un appunto. Noi abbiamo invitato in questa edizione del Festival non solo filosofi, noi in questa settimana avremo anche professori di filosofia dell’estetica dell’Università La Sapienza e dell’Università Roma 3 però abbiamo invitato anche scrittori politici perché filosofia non è filosofia e basta. Parlare di filosofia oggi significa parlare del mondo e quindi se parliamo del mondo dobbiamo necessariamente anche parlare di politica”.

Ed ecco il Ministro Dario Franceschini

Scorgiamo anche il Ministro che avviciamo.
Signor Ministro buonasera benvenuto a Veroli, abbiamo visto che nell’incontro che c’è stato al quarto appuntamento sul Festival della Filosofia è stato un dialogo, una conversazione più che qualcosa che parlava solo di filosofia
“Beh sui temi un incontro molto importante dentro un festival con un programma di grandissima qualità con ospiti di alto livello quindi il dialogo col direttore Fontana è stato sui temi della cultura c’è un grande bisogno di cultura nel paese per ripartire, per ripartire bene con convinzione, riportare la musica nelle piazze, i teatri aperti, i cinema aperti quello che faremo nelle prossime settimane nei prossimi mesi”

Senta Veroli dicono città d’arte ha visto qualcosa anche se è tarda sera?
“Veroli è una città bellissima con una grande storia, una riscoperta della propria vocazione culturale e turistica, una posizione centrale quindi sicuramente avrà un futuro stiamo investendo molto per spostare il turismo internazionale dalle grandi capitali dell’arte che torneranno presto ad avere problemi di sovraffollamento nei luoghi bellissimi come Veroli che sono sparsi per il nostro territorio”
Sulla Certosa di Trisulti?
“C’è una procedura in corso, le sentenze sono state molto chiare, quindi si tratta di applicarle, speriamo che in un tempo molto breve tutto questo arrivi a compimento”.

Mauro Buschini sulla Certosa di Trisulti

Ed a proposito della Certosa di Trisulti ecco che cosa è scaturito secondo il consigliere regionale Mauro Buschini dall’incontro con il Ministro alla Cultura Dario Franceschini.
“Nell’ambito del Festival della Filosofia, particolarmente apprezzata dal pubblico è stata la domanda sulle sorti della Certosa di Trisulti rivolta dal direttore de Il Corriere della Sera, Luciano Fontana, al ministro della cultura.
“La Certosa di Trisulti fa parte del patrimonio di questa terra. C’è forte preoccupazione perché ancora non è chiaro quando potrà finalmente tornare alla comunità”- ha detto Luciano Fontana, ricordando la annosa vicenda giudiziaria.

E Franceschini… “Presto, molto presto la Certosa sarà liberata – ha rassicurato Franceschini – ci vogliono dei tempi che non dipendono da noi, ma siamo davvero molto vicini alla soluzione. Come per uno sfratto di una casa, ci vogliono dei tempi che non possiamo decidere noi”.
Commentando quale potrebbe essere la destinazione futura della Certosa, il ministro ha aggiunto: “Trisulti è al centro del cammino di San Bendetto. Ecco, mi piacerebbe che diventasse il crocevia dei cammini”.
La risposta del ministro non può che far piacere all’intera comunità della Provincia di Frosinone, che, ormai da anni, assiste ad una vicenda giudiziaria, che l’ha privata di uno dei monumenti più importanti del territorio.
Speriamo, in tempi brevissimi, di rivedere la Certosa affidata ai cittadini con una destinazione di utilizzo idonea.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.