Covid, intervista esclusiva alla direttrice generale della Asl di Frosinone, Pierpaola D’Alessandro

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“Le nostre strutture sono all’avanguardia, con personale altamente professionale”

“Occorrono più vaccini perché le scorte garantiscono ancora per una settimana”

di Egidio Cerelli

La dottoressa Pierpaola D’Alessandro il giorno dedicato a San Francesco del novembre scorso si insediò come direttrice generale della Asl di Frosinone. Arrivò quando i sintomi della seconda ondata erano in corso.

Con la terza siamo anche ai giorni dei vaccini e non del solo Pfizer.
“Che per noi rimane la speranza per uscire dal tunnel della pandemia – ci dice subito – ma attenzione, dobbiamo stare attenti, anzi molto attenti perché se prima una persona poteva al massimo contagiarne tre, oggi purtroppo può capitare che si possa arrivare a sei, nove, dodici, ventiquattro e mi fermo qui”.


Dunque, il vero vaccino siamo noi. Ma in questo momento l’autonomia dei vaccini, così come per il Lazio, si aggira intorno alla settimana ed ora con la zona rossa aumentano anche le necessità.
“Siamo però convinti che l’organizzazione della Regione in fatto di sanità saprà venire incontro alle nostre esigenze. Abbiamo un assessore, D’Amato, che sa dirigere bene, mi si passi il termine, la sua orchestra”.


Le vostre strutture stanno operando in modo diremmo eccellente. Diceva l’assessore regionale D’Amato che ‘oggi si fanno ventimila vaccinazioni e siamo pronti e preparati per arrivare ai sessantamila.
“E non dice una bugia perché a cominciare da noi qui nella Asl di Frosinone le nostre strutture lavorano, come dicevo prima, molto bene, per cui c’è bisogno solo del rifornimento costante dei vaccini”

I centri vaccinali

I vostri centri sono Frosinone, Cassino, Sora, Alatri con vaccini Pfizer; Anagni, Atina, Pontecorvo e Ceccano con AstraZeneca.
“Operiamo nelle nostre sedi ed a nostre spese con nostro personale quindi per il cosiddetto ‘cliente’ è tutto gratis”.


Però vi lamentate per le scorte che non avete.
“Non ne abbiamo ma ci adeguiamo man mano che la Regione ne distribuisce e per questo ci tiene al corrente ogni giorno della reale situazione, per cui il nostro monitoraggio è costante”.


In effetti è così. Lo Stato con il piano nazionale invia alle Regioni che poi smistano nei loro centri di pertinenza.
“E’ così, e dunque quando sento allarmismi mi chiedo se per davvero stiamo operando bene non con determinate scalette, ma tenendo conto delle esigenze dei pazienti sia per l’età che per le patologie”.


Non avete a disposizione dosi di primo vaccino ma per coloro che lo hanno già fatto?
“Posso confermare che le seconde dosi sono in cassaforte. Non ci sono problemi.


Il Lazio è una grande performance organizzativa e, come dicevo prima, è come fosse un’orchestra con un ottimo direttore che è l’assessore D’Amato e quindi ho fiducia nella nuova organizzazione molto razionale e concreta. Non ho nessun timore sul fallimento del nuovo piano razionale della sanità e sono fiduciosa”

Problema AstraZeneca

“Ci preoccupa relativamente anche perché ci sono controlli efficaci che ne garantiscono l’efficienza. Quello che posso dire è che è importante intervenire in tempo, senza però inutili allarmismi, al fine di circoscrivere eventuali disagi per il solo lotto peraltro ben identificato”.


Dunque, lei tranquillizza quanti dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione AstraZeneca?
“Come tutti i farmaci possono esserci delle reazioni. Ma su milioni di vaccinazioni fatte non mi sembra che dobbiamo gridare allo scandalo farmaceutico. Come dicevo, dobbiamo intervenire per circoscrivere il lotto, ma a noi qui a Frosinone non si sono registrati casi e poi dobbiamo ricordare proprio per non creare allarmismi che la nostra catena tra Asl e farmacologia è ben rodata. Sì ha qualche sintomo, ma non così eclatante. Dico a chi ci legge: state tranquilli, siamo nella norma farmacologica, per cui non dobbiamo allarmarci perché questa è l’unica speranza che abbiamo per sconfiggere il virus”.


Eppure da voi il controllo è stato immediato.
“Sì, sono venuti i Carabinieri del Nas ed hanno subito bloccato il lotto per controllarlo. E’ stato un fatto preventivo e prudenziale proprio per esaminare bene il lotto stesso. Ogni dose viene registrata a chi la inoculiamo, per cui se riscontrassimo qualche problema, subito si può arrivare al destinatario e quindi intervenire informando anche le forze preposte”.


Cittadini non allarmatevi, perché del lotto ‘incriminato’ nessun sintomo. Voi avete a Frosinone quasi un passaggio obbligato per il vaccinando con il sistema di tracciabilità.
“Se parliamo del morto Covid o non Covid noi con il nostro percorso possiamo accertare se esiste un nesso tra causa ed effetto. Se è successo per una patologia pregressa o se è dipeso dal vaccino. La nostra azione di prevenzione ci garantisce la vera causa del decesso dovuto al vaccino”.


Se si dovesse riscontrare qualcosa nel vaccino fatto?
“Nostro compito sarà quello di informare persino i Carabinieri per il controllo del pacco di cui fa parte la fialetta”

Qualche problema di assembramento

A volte si creano problemi di assembramento per la scelta o per i tamponi.
“Si sta vedendo la rimodulazione creando un nuovo Hub e dobbiamo sbrigarci perché va fatto”.

Si è sentito parlare di un metodo particolare: il percorso ad hoc persino cronometrato.
“Il setting è obbligatorio e si deve rispettare per la sicurezza del paziente e delle dosi che dovranno essere inoculate. Il paziente che viene ha già una prenotazione ed è stato accettato in un deskilling dalla parte amministrativa. E’ importante per accertarne la identificazione. Da qui l’anamnesi che ad esempio in questi gironi permette un rapporto diretto con i nostri anziani, stabilendo velocemente le patologie degli over 80, di persone fragili con diversi problemi di salute. Il nostro personale controlla la documentazione e dopo aver compilato la sua scheda viene dichiarato idoneo per il vaccino. Se invece l’anamnesi rileva qualche patologia da allegato tre non potrà fare il vaccino accedendo alla vaccinazione ma c’è una’osservazione in cui il paziente deve rimanere in sede per 15 minuti per sicurezza da parte dei medici in vigilanza per poter ricevere la certificazione della vaccinazione avvenuta e quindi fare la prenotazione per seconda fase”.

Le strutture della Asl idonee all’uso

Esiste per voi il cosiddetto piano temporaneo
“Il vaccino AstraZeneca si può fare nelle strutture collaterali di Ceccano, Pontencorvo, Atina ed Anagni, mentre quello Pfizer negli ospedali di Frosinone, Sora, Cassino e Alatri”.


Usate quindi le vostre sedi.
“Utilizziamo quelle esistenti della Asl, che sono state attrezzate velocemente ed operiamo a costo zero con il nostro personale che è della massima professionalità con una accoglienza oserei dire ‘umana’ e quindi socialmente valida. Qualcuno mi chiedeva se si poteva scambiare la prenotazione da una sede all’altra. Non è possibile perché ogni sede ha la sua peculiarità perché destinata a pazienti già personalizzati. Non è possibile scambiare gli ospedali con i territoriali, mentre nella stessa area è possibile eventualmente richiedendo una nuova prenotazione per vaccinazioni a pazienti con patologie differenti”.


E’ necessario fare un piccolo sacrificio per qualche chilometro in più.
“Quando avremo il piano nuovo allora potremo rifare un altro programma. Adesso l’inoculazione deve farsi in queste sedi già messe a disposizione, anche se non sono di prossimità”.

Ognuno cerca il turno immediato

Tutti pretendono un proprio turno e quando fa più comodo.
“Un grande esempio ce lo ha dato il presidente della Repubblica, il quale si è presentato a vaccinarsi rispettando il suo turno dimostrando di essere sodale. Non gridiamo allo scandalo per la scaletta che verrà certamente rispettata secondo il piano nazionale ed aggiungerei razionale. Ognuno verrà vaccinato rispettando il turno. I nostri uffici ed i medici di base conoscono di ognuno le patologie per cui…”.


Nessuna raccomandazione che magari qualche cittadino richiede?
“Manco a pensarci. Facciamo il vaccino nelle nostre strutture e se si deve fare qualche chilometro in più non fa niente. Per la nostra salute si può fare anche un sacrificio. Per fare una rimodulazione organizzativa si dovrebbe conoscere anzitempo la quantità ed il giorno della consegna delle fialette. Oggi siamo legati alla quotidianità e non per colpa nostra seppur la regione ci sta molto vicino”.

I tamponi

Un piccolo passo indietro. I tamponi. Qualcuno si lamenta persino dell’orario previsto dalle otto sino alle tredici.
“Se necessario possiamo trovare una soluzione. Ritengo comunque una cosa buona il confronto. Diciamo le cose come stanno. Organizzare in contemporanea tanti servizi in una Asl come la nostra non è cosa semplice perché è una questione organizzativa di forze a dispposizione. Oggi per venire incontro alle esigenze ed alle richieste l’orario dalle otto alle tredici basta e avanza. Per il Covid non è solo il tampone a risolvere il problema. Ne facciamo 3.000 al giorno. Se fosse così avremmo già provveduto all’H24. Quello che si sta facendo, lo ripeto, va bene perché riusciamo a soddisfare le richieste del cittadino. Tra l’altro, abbiamo allargato il raggio d’azione in altre strutture accreditate che lavorano per noi. Se fosse necessario ed indispensabile darei subito diposizioni per tamponi da mane a sera”

Quanti i sintomi registrati dopo la inoculazione del vaccino?

Sui 42.000 vaccini inoculati quanti pazienti si sono sentiti male o ha avuto sintomi?
“Nessuno è stato ricoverato e siamo nella fase di controllo su tutti vaccini fatti. La fase di copertura, di sorveglianza e di controllo ci porta ad una copertura pari al 98%. Dunque, quasi copertura assoluta. Siamo protetti. Sono i vaccini che mancano”.


Quale il rapporto con le istituzioni?
“Ho una collaborazione istituzionali e posso dire di non aver più offerte per siti che potremmo usare . Stiamo però vedendo di creare zone HUB nella zona nord, sud e centrale anche con tanti volontari. Ma ripeto oggi le strutture ce ne sono per l’uso necessario. Non ci sono i vaccini ed allora come la mettiamo?”.


Il medico di base?
“I medici sono nelle condizioni di poter vaccinare anche quelli che altri colleghi non riescono con i propri assistiti e lo stanno già facendo”

Pfizer o AstraZeneca: quale scegliere?

“Sono entrambi validi e sono solo per destinatari diversi. Pfizer va bene anche per pazienti con patologie gravi. Dobbiamo affidarci alla scienza e prendere quello che è stato deciso dalle autorità”.


Una media di 250 positivi al giorno è una mole di lavoro molto alta.
“Diciamocela tutta: se si sa di essere positivi bisogna isolarsi anche in maniera preventiva, così come se si sa di essere contagiato. Se siamo positivi dobbiamo stare strettamente a casa da soli”.


Perché lei ama dire che non esiste il covid ma i covid?
“Oggi, purtroppo, si registrano contagi dentro gli stessi nuclei famigliari dovuti a feste, festicciole, pranzi e pranzetti per compleanni e poi gli stessi locali non a norma. Sono diverse le tipologie dovute a distanziamenti non rispettati, a mascherine non indossate per cui se prima potevano scrivere che era uno il contagiato oggi invece con il virus che cavalca di più perché si è quasi assuefatto si moltiplica e quindi il covid dal singolare passa al plurale. Da chi dipende?”.


Per questo tutti dobbiamo essere prudenti attenendoci con scrupolosità alle norme vigenti.

I medici di base

Con i medici di base quale rapporto bisogna avere?

“Abbiamo una sorta di… ’Teleconsulto professionale’ che darà consiglio a livello generale affinchè il paziente venga curato a casa. Il virus di altre patologie non ha effetti devastanti come il Covid per cui non è sempre necessario venire al Pronto soccorso.
Stare in casa isolati è la prima cosa da fare perché il virus è subdolo ed un nemico invisibile. Se siete positivi …anche per voi e non solo per la comunità il coraggio non è trasgredire perché trasgrediamo ogni minuto ma rispettare quello che ci dicono”.


Zona rossa, il picco il 25/26 marzo.
“Non possiamo fare previsioni che invece con i dati che arrivano fanno allo Spallanzani con la possibilità di capire la tendenza con dati trasmessi per le misure più restrittive”.


Noi viviamo in un territorio dove i paesi, almeno una parte sono collegati tra loro, per la scuola, per uffici ed altro.
“Proprio perché, come dicevamo prima, il virus è invisibile, dobbiamo stare molto attenti. Non tutti per fortuna ci uniformiamo ma vanno rispettati i protocolli d’intesa. I nostri paesi non sono autonomi ma quasi si completano e quindi sono di supplemento”.

L’appello della direttrice generale della Asl, la dottoressa Pierpaola D’Alessandro

“Usiamo un termine forte: un freno a tutto. Passata la tempesta tornerà il sole e potremo di nuovo fare feste e festicciole, sagre e compleanni con pranzi e cene come prima del Covid. Stiamo attenti e blocchiamo tutto per ricominciare e ricordo che la speranza di uscirne fuori ce la offre il vaccino. Fatelo tutti aspettando ognuno il proprio turno.I positivi stiano in stretto isolamento. I positivi non si allontanino, non escano, stiamo seriamente isolati anche se asintomatici e sentono una gran voglia di riprendere le attività. I contatti di positivi si facciano un tampone e si isolino fino all’esito. Tutti gli altri evitino situazioni di contagio e si distanzino, rigorosamente, in questo momento.
Da noi la circolazione del virus è nella abitudine nei paesi ad una forte socialità. Abbiamo solo due strade per uscirne e non stare tutti bloccati troppo a lungo: il severo isolamento del contagiato e il vaccino. Purtroppo entrambe le cose in questo momento sono poco presenti. Noi possiamo fare tanti tamponi, come già facciamo ma saranno i vaccini a doverci aiutare ‘a non ci sono, intanto potete darci una mano come cittadini col comportamento ed infine lasciatemi usare un altro termine forte… dobbiamo diventare eroi come sta dimostrando di essere il nostro personale”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.