Daniele Mignardi, un prisma di musica, arte e lavoro

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Intervista ad un verolano doc prestato alla RAI senza… diritto di riscatto. Oggi le promozioni artistiche più importanti passano dal suo studio ‘Promopressagency’, da Renzo Arbore a Carlo Conti, da Bennato a Baglioni, lavorando, tra le numerose, anche all’organizzazione del grande evento di Bruce Springsteen al Circo Massimo; sempre al Circo Massimo anche Rolling Stones, David Gilmour, Roger Waters dei Pink Floyd. Successivamente i tour di Santana e Sting.

di Egidio Cerelli
Una chiacchierata e che chiacchierata con l’amico Daniele Mignardi! Ti verrebbe voglia di dargli del ‘lei’. Poi la nostra amicizia ci porta indietro negli anni. Premetto comunque che per il sottoscritto, vecchio cronista di annales ciociari, userei una frase fatta… ’è un onore porre domande a chi di carriera ne ha fatta’.
Comunicare è il nostro lavoro… la nostra grande passione
Perché ti sei personificato in queste due frasi?
“Perché rappresentano bene la mia idea della professione, che scaturisce da una gran bella passione che ho per lo spettacolo fin da bambino. E’ un claim che la dice lunga su quanto sia fortunato a fare un lavoro che è la mia passione!”

Inizio con le Radio locali

Tu hai cominciato anni fa con Radio Ferentino, poi altri microfoni da Isola del Liri, Frosinone (RadioTeleMagia), Anagni, eppoi il grande salto a Roma. Ricordo che eri già un grande appassionato di musica.
“Appunto, ti dicevo che è una passione fin da bambino, mi piaceva ascoltare tutto, dai 45 giri della mamma ai 33 giri dei fratelli. Molta radio, che resta un’altra grande passione: hai citato il mio percorso in radio, ecco potrei raccontarti mille aneddoti su quegli anni, li ricordo tutto molto bene, come fosse ieri. Ancora oggi i sogni più belli sono quelli in cui mi vedo davanti ad un microfono di una radio”.

Approdo a Roma

Arriva il primo dei tanti sorrisi. La tua fama di conduttore cominciando da Radio Telemagia e poi ad Anagni allargò il tuo raggio d’azione.
“Ti ringrazio per definirla “fama” (ride, ndr). Si, tutte esperienze molto importanti, fino a diventare, appunto, direttore responsabile di una radio: che anni indimenticabili, di grande formazione professionale e di vita. Andare a Roma è stato naturale ad un certo punto, per crescere professionalmente e per confrontarsi con una realtà nazionale, quella che vivevo solo ogni tanto, quando mi ritrovavo ad intervistare o a partecipare agli eventi degli artisti”.
Hai iniziato poi con i primi approcci con cantanti e gruppi sino ad arrivare alla tua Promopressagency, una struttura di comunicazione integrata e promozione radiotelevisiva.

“Si, bisogna crederci nei sogni, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo, come si dice. Ogni possibilità di lavorare nella discografia era preclusa, quindi non mi sono scoraggiato, anzi ho pensato che fosse bene mettersi in proprio e fare gavetta”
In tempi in cui mettersi a fare il libero professionista nello spettacolo non era proprio all’ordine del giorno, sia chiaro.

Daniele Mignardi verolano doc

Noi verolani, e tu sei un verolano doc, perché papà Giovannino era economo del Collegio Piccola Città Bianca eppoi collaboratore della Clinica INI Città Bianca in fase di costruzione, e quindi conosciutissimo perché padre anche di Sergio, Claudio e Massimo, figli che oggi hanno un ruolo di tutto rispetto nella società.
“Sono molto orgoglioso di essere verolano, anche se atipico perché l’ho vissuto molto poco il mio paese. Sono contento che menzioni Babbo, lo chiamo cosi con i miei fratelli, perché molto conosciuto a Veroli e provincia, ha fatto tanto in vita per tanti, oltre che per noi. La storia della piccola Città Bianca è degna della sceneggiatura di un film, uno spaccato di altri tempi, quando l’Italia era in ricostruzione, fino alla realizzazione della Clinica INI Città Bianca, a cui mio padre ha tenuto moltissimo, sempre. Si è prodigato per la famiglia Faroni, teneva moltissimo al Professore Delfo Galileo”.
Tu, Daniele, hai raccolto e non ti fermi, i frutti di un grande lavoro che oggi ti sbalza da viale Mazzini a Sanremo.

Quanti ricordi a Veroli e preso il Polivalente

Ma non posso non ricordare quando in piazza centrale a Veroli proponesti gli Stadio e poi al Polivalente Carmen Consoli, Renzo Arbore e tanti altri
“Citi quelli che sono stati i primi (e restano gli unici) eventi realizzati in Ciociaria (altro sorriso prolungato ndr!)… Ti ho detto, tengo molto a Veroli, non dimentico quegli anni, le tante serate estive trascorse tra un concerto e l’altro, cosi come il ruolo avuto da personaggi come il dottor Mauro Ranelli, punto di riferimento del Comune di Veroli, gli assessori di allora, Mario Coratti, Cesidio Trulli, e amici impresari come Sebastiano Pullo e Carlo Ritirossi. Quegli eventi diventarono, in alcuni casi, rassegne: “Ernica Etnica” di Giuseppe Gennaro, diventato un caro amico; ma anche i Fasti Verulani, negli stessi anni, con la serie di concerti, gli incontri con i grandi personaggi della cultura, etc. Tutto nacque dalla richiesta di “fare qualcosa per la città” una sera in Comune alla presenza della Giunta di allora, che mi aveva invitato. Credo che fosse alla fine degli anni ’90. Inventammo l’estate verolana! “

Ecco la RAI

Tanti successi che oggi ti permettono di essere con i tanti artisti con cui collabori un punto fisso in Rai per le tue conferenze con i più grandi protagonisti. Carlo Conti ne è un esempio eclatante, così come Antonella Ruggiero, Edoardo Bennato, Vincenzo Salemme, Lavezzi oltre a tante(i) giovani scoperte musicali.
“La passione è diventata un lavoro ingombrante ( qui sorride,ndr)! Bontà degli artisti e delle società, soprattutto nazionali e multinazionali, che mi commissionano progetti. Oggi la mia struttura si occupa di Comunicazione nazionale ed internazionale, personalmente svolgo consulenze anche per altro, rispetto all’entertainment”.
A quante riunioni partecipi nell’arco di una giornata?
“Beh, in quest’ultimo anno, causa Covid siamo tutti in call. Diciamo che ne faccio tante, davvero tante. Prima ero continuamente in giro per l’Italia, e non solo: credo che le call saranno il futuro prossimo del lavoro per molti di noi! Continuo a fare le riunioni improrogabili, tutte le altre sono da remoto, con tutto ciò che ne consegue.”

La Promopressagency

La tua agenzia pullula di manager, di collaboratori, di dipendenti. Avresti mai creduto di arrivare a toccare il cielo con la musica?
E come sei organizzato?
“Grazie per questa domanda perché non me l’hanno mai fatta. Si, ho toccato il cielo, la definizione è giusta: per me lo spettacolo, la musica e la TV, in particolare, hanno qualcosa di magico, unico, perchè hanno la capacità di tirare fuori grandi emozioni, per cui ne ho grande rispetto e considerazione. Mi piace il mio lavoro perché non è mai uguale a se stesso, ogni giorno bisogna creare, inventare, “posizionare”, è una parte avvincente della mia professione. Sono organizzato che tutto deve filare liscio, grazie ai miei collaboratori, a ciascuno i suoi progetti con la mia supervisione, lasciando tanta libertà creativa e propositiva. Dico sempre ai miei collaboratori che non mi sento un capo ma un professionista con cui dialogare, condividere, anche tenere testa con le proprie idee. Ma devono essere davvero buone per far cambiare le mie!”
Ti ringrazio che mi hai fatto fare l’intervista (aggiungo meravigliosa) a Mario Lavezzi.
“Ma figurati, so che ci tenevi e Mario si è prestato volentieri!”

Ogni tanto ritorno a casa


E poi insieme abbiamo già organizzato quel Premio Veroli alla Memoria, unico evento del genere nella Regione Lazio.
“Il Premio alla Memoria è solamente una tua bella idea, io ho solo messo a disposizione la mia esperienza e il know-how perché il Premio fosse conosciuto. Il resto è farina del tuo sacco, anzi, ti faccio qui i complimenti, davvero unico il Premio in Regione!”
Avevamo messo in cantiere programmi, che ora, però, teniamo in un cantuccio per quando terminerà questo maledetto momento.
“Si, teniamo lì il resto, importante che ci siano condivisione e sostegno dagli amministratori: gli eventi si realizzano quando tutti lavorano per lo stesso obiettivo. Quindi, ben venga una politica a favore di una rapida ripartenza degli eventi culturali in Ciociaria”.

Covid e pandemia

I tuoi ‘assistiti’ come vivono questo momento?
“Come tutti, con le dovute accortezze e con tanta preoccupazione per il proprio lavoro. E’ fermo il teatro, i Cinema sono chiusi, gli studi TV sono necessariamente dei presidi invalicabili senza tampone, insomma il momento è quello che è. Tra poco sarà un anno in questa condizione. Non aggiungo altro”.
Tu pensi che in primavera possa cambiare qualcosa?
“Mah, ti ho risposto già. Molto dipenderà dalla rapidità delle vaccinazioni e dal buon senso della gente anche se vedo una larga minoranza che ancora non si attiene alle regole”.

Carlo Conti

Tu comunque hai sfornato Tale e quale show e i pacchi con Carlo Conti anche lui in Covid
“E’ stata un’esperienza unica, la prima del genere. Carlo a condurre da casa: Tale e Quale 2020 ha segnato un momento davvero storico per la TV italiana. Ricorderò questa edizione perché abbiamo cominciato senza pubblico, poi è stato ammesso, e infine lo studio è tornato vuoto: da settembre a novembre ne abbiamo vissute tante, ma abbiamo portato a casa tutte le puntate, e con grande successo(come sempre quando c’è la firma di un grande professionista come Carlo Conti)”.
Farai il vaccino?
“Certo! Come pensiamo di uscirne altrimenti? Ne abbiamo fatti tanti negli anni, anzi, grazie ai tanti ricercatori che sono stati in grado di fornire un vaccino in tempi cosi rapidi: dimostrazione di grande intelligenza dell’Uomo”.

Domani sarà un altro giorno

Dietro l’angolo che cosa c’è per te.
“Tanta voglia di realizzare grandi progetti, di andare sempre più in là sfidando i propri limiti, perché questo lavoro si fa solo se si ha voglia di mettersi in gioco sempre”.
Un saluto e gli auguri a tutti, verolani e non che ti seguono perché hai un sorriso ed uno sguardo che non tradisce mai.
“Grazie Egidio, mi piace l’immagine che hai di me! Non me l’avevi mai detto!! (il sorriso diventa più vivace,ndr). Bisogna avere sempre i piedi ben saldi a terra. Non dimentico da dove vengo, il sudore e i sacrifici, le persone che mi hanno dato una chance, è quello che oggi faccio con i ragazzi che vogliono intraprendere questo lavoro, cerco di dare sempre una chance per farsi notare, bisogna soltanto saperla cogliere. Mi piace anche insegnare la mia professione a livello accademico”

Daniele Mignardi è docente del Master in Comunicazione ed Eventi nello Spettacolo alla prestigiosa Luiss.
Quando risaliremo su un palco?
“Mi auguro molto presto, e quel giorno sarà davvero l’evento più grande che abbia mai realizzato!!”

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.