Frosinone – Striscione sul multipiano rimosso dal Comune, Legambiente: inaccettabile censura, vicenda grave nel metodo e nel merito

Condividi la notizia!

In principio era solo uno slogan, ma la vicenda che andiamo a raccontare non fa che confermare che davvero il sonno della politica genera mostri. Molti ricorderanno lo striscione affisso sulla rampa di accesso del Parcheggio Multipiano di Viale Mazzini in occasione dell’iniziativa di volontariato ambientale di Legambiente “Puliamo il Mondo” lo scorso 4 ottobre.

“Con nostro disappunto – spiega il Presidente del Circolo Legambiente “Il Cigno” di Frosinone APS, Stefano Ceccarelli – il giorno successivo alla manifestazione avevamo scoperto che era già stato rimosso, senza che nessuno ci avesse consultato o avvertito (lo striscione era firmato, e contattarci non era certo un problema), né preventivamente né a cose fatte.

Ebbene, dopo una serie di email rimaste senza risposta indirizzate al Comandante della Polizia Locale e un successivo interpello rivolto all’Assessore competente, finalmente il 23 novembre il Presidente del Circolo viene convocato presso la sede della Polizia Urbana per la notifica del verbale di contestazione e la riconsegna dello striscione. Increduli, abbiamo appreso così che l’esibizione di un messaggio di denuncia sociale operato da un’associazione del terzo settore è stata considerata dal Comune di Frosinone alla stregua della collocazione non autorizzata di cartelli pubblicitari lungo le strade, e come tale sanzionata ai sensi dell’art. 23 del Codice della Strada con un’ammenda variabile da 431€ a 1.734€.

Oltre a questo, è stato sconcertante constatare l’inaudita tempestività con cui la presunta infrazione –considerata grave al punto da richiedere l’immediata rimozione dalla vista di un messaggio evidentemente considerato sovversivo – è stata segnalata agli organi competenti: il verbale di constatazione dell’infrazione è stato infatti redatto dal zelante funzionario della P.L. alle ore 8:40 di lunedì 5 ottobre, cioè a meno di 24 ore dal termine dell’iniziativa e immediatamente dopo l’entrata in servizio mattutina del personale di pattuglia dopo il riposo festivo.

Chi può aver avuto interesse a far scomparire lo striscione ed essere al tempo stesso così potente e persuasivo dal richiederne e ottenerne l’immediata rimozione? Non è difficile farsene un’idea, ma noi abbiamo voluto andarci a fondo scevri da opinioni preconcette, acquisendo ogni informazione utile, e possiamo oggi affermare con cognizione di causa che tutti gli indizi raccolti puntano il dito verso il Sindaco Ottaviani. Se così è stato, ciò è anzitutto inaccettabile nel metodo: l’idea che il primo cittadino possa disinvoltamente impartire ordini di tale natura al Corpo di Polizia Locale come un imperatore con la sua guardia pretoriana fa rabbrividire. Dunque il sindaco ha oggi il dovere di rendere conto alla cittadinanza del suo reale coinvolgimento nella vicenda, ammettendo di aver richiesto la rimozione dello striscione o, se ne è capace, fornendo una ricostruzione alternativa plausibile dell’accaduto.

Nel merito, vi è stata la deliberata decisione di non rendere visibile neanche per un giorno alla cittadinanza un messaggio di condanna verso le amministrazioni responsabili dello stato pietoso in cui versa un’opera pubblica che, anziché recare sollievo alla mobilità cittadina e migliorare la qualità urbana, si è trasformata in un fatiscente buco nero in cui hanno perso drammaticamente la vita tre giovani. Come altro definire tutto ciò se non una grave limitazione della libertà di espressione garantita dalla Costituzione o, in altri termini, come una censura degna di un regime totalitario? Peraltro, come abbiamo anche dichiarato ai media in occasione dell’evento, lo slogan non era rivolto specificamente ed esclusivamente a questa amministrazione, ma in generale alla classe politica che ha governato la città negli ultimi trent’anni. Dunque non ci sono giustificazioni che reggano di fronte alla sconsiderata decisione del Comune di mettere il bavaglio alla nostra associazione, ed è ipocrita, oltre che ridicolo, equiparare lo striscione e il suo messaggio ad una pubblicità commerciale non autorizzata, né ha alcun senso, vista la tipologia del mezzo e la sua collocazione ben al di sopra del livello stradale, sostenere che esso costituisse un rischio per la viabilità o potesse essere confuso con la segnaletica stradale.

Riteniamo altresì inqualificabile, oltre che profondamente scorretto sotto il profilo istituzionale, che, a fronte del servizio gratuito reso alla città dai volontari che hanno partecipato a Puliamo il Mondo – la rimozione dei rifiuti dai giardini pubblici sottostanti via De Gasperi e dalle aree prospicienti il Multipiano – anziché mostrare gratitudine per la cura del bene comune l’amministrazione comunale abbia voluto punire l’associazione che ha organizzato l’iniziativa (sostenuta peraltro dallo stesso Comune con apposita determina dirigenziale!), infliggendole una sanzione pecuniaria.

Per contestare una simile ingiustizia il nostro Circolo ha proposto ieri formale ricorso al Prefetto contro la trasgressione contestata, non certo per evitare il pagamento della sanzione, quanto piuttosto con l’auspicio che il Prefetto, accogliendo i nostri fondati rilievi, voglia censurare l’inaccettabile censura operata dell’Amministrazione comunale”.

Condividi la notizia!