Ciao Fabrizio, scusa il ritardo, ma ti vogliamo tutti bene

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Nonostante la maestosità, troppo piccola la Basilica di Casamari per salutarti. In tanti in ginocchio davanti alla bara dove le lacrime si sono sostituite ai fiori

di Egidio Cerelli

MAMMA, PAPA’ DOVE STA?

“Mamma, papino dove è andato?” – frase scolpita nel cuore di una madre e di una moglie, cuore spezzato dalla tragica fine del suo ‘uomo’. Il primogenito di Fabrizio, Filippo si rivolge alla mamma così, ignaro di quanto accaduto al suo papà in un pomeriggio in cui la strada gli ha strappato la vita mentre era alla guida della sua 500. Il secondogenito Mattia sembra voler dire anche lui qualcosa con quegli occhietti che lacrimano non si capisce per che cosa. Non può fare altro ed allora piange mentre mamma Lucia lo ha in braccio durante la Messa in memoria di papà.
“Fabrizio, figlio mio, sei salito in cielo a trovare mamma. Salutamela e dille che noi le vogliamo bene assai” – la commossa frase di papà Carletto –, anch’essa spezzata e quasi frantumata dal rincorrersi di tristi memorie a distanza di poche settimane dalla immane tragedia che ha visto madre e figlio riunirsi tra le stelle.
La bontà di Fabrizio, il suo volto sempre sorridente lo abbiamo riscoperto con tristezza il giorno dell’ultimo saluto. Ed anche nella Messa di suffragio di sabato sera.
Per il sacro rito funebre per il saluto, la Basilica di Casamari era piena nel rispetto delle leggi circa il distanziamento. Ma la sua morte ha quasi fatto dimenticare che la pandemia può far morire. Scusami Fabrizio, tu sei morto senza pandemia.

SPORTIVI, AMICI VICINI E LONTANI IN CHIESA E SUL SAGRATO

C’era in pratica tutto il Crocifisso presente, parrocchiani, amici, vicini e lontani. I loro volti rigati dalle lacrime che uscivano dal cuore con le mascherine che quasi venivano scaraventate per terra per non impedire di affossare quel dolore che il volto invece evidenziava perché tutti ti hanno voluto e ti vogliono bene. Hai scomodato tanti per convocarli all’interno della Abbazia. Forse avresti preferito anche tu essere vivo anziché dentro quella bara che ognuno fissava sino a quando non è scesa a spalla davanti ad un immensa folla dal sagrato della Basilica. Anche gli ex sindaci e l’attuale avevano gli occhi tumidi, soprattutto chi aveva lasciato il posto di lavoro, coloro che con te avevano diviso nel mondo dello sport più gioie che dolori come quelli della Brigata Ciociara e del calcetto. Quei palloncini bianchi che son volati in cielo per raggiungerti erano il simbolo della tua purezza di animo così come un bambino. Composta la tua dolce Lucia distrutta anche lei da un dolore immane vicino a tuo fratello Marco ed a papà Carletto che non aveva più lacrime da scaricare stanco per irrigare il suo volto scavato dal dolore.

NONNO CARLETTO: A FILIPPO E MATTIA CI PENSERO’ IO

“Fabrizio, ai tuoi figli penserò io” – ripeteva papà Carletto. La stretta di mano e l’abbraccio hanno mandato all’improvviso il covid a farsi benedire di fronte alla perdita di un così giovane figlio dal volto sempre sorridente e gioviale.
Riecheggiavano nelle navate amplificate della Chiesa le parole dell’omelia del parroco, don Adriano.“Dio ha creato tutto bello, ma l’invidia del “nemico” citato nel Vangelo di Matteo a proposito della parabola del grano buono e della zizzania – testo scelto per la celebrazione – quel nemico appunto ha seminato nel mondo e nell’uomo, i semi di quel male dal quale, soltanto l’Amore di Dio Padre e la presenza di Gesù nel l’orizzonte della nostra vita e delle nostre scelte, possono liberarci!”

CHI CI SEPARERA’ DAL SUO AMORE?

Chi ci separerà dall’amore di Cristo? ci ha ricordato Paolo Apostolo nella prima Lettura… La spada, il pericolo, la nudità, la morte…? In tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di Gesù che ha vissuto, attraversato e superato anche il dramma della morte, di ogni morte”
Caro FABRIZIO a questa “vittoria” noi ora ti affidiamo, certi che: La tua bontà, la tua vita, la tua bellezza e la tua gioia sono salvate in eterno per sempre dall’amore di quel Padre che sempre e per sempre ci ama e ci salva! Io non ce l’ho fatta a venirti a salutare. Il mio cuore non ce la faceva, ma sono andato a casa di papà. Abbiamo raccontato a noi stessi la tua ‘vita’ ed oggi voglio ricordarti così. Me l’ha chiesto papà e per te facciamo una preghiera affinchè lassù tu possa assistere i tuoi due Filippo Mattia ed anche il tuo amore, Lucia. Salutaci mamma-
Fabrizio, ti saluto così… ’Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti che come allora sorridi’

IL CUORE DI LUCIA STRAZIATO DAL DOLORE DICE: FABRIZIO SARAI SEMPRE CON ME

Fabrizio, Lucia vuole dirti con il cuore in mano queste belle frasi. Accoglile.
“Nella mia mente, nel mio cuore, nel mio costante pensiero d’amore che ti rivolgo: tu sei e sarai sempre con me. Sei con me quando dai miei stanchi occhi le lacrime rigano il mio volto, perché sei tu che le asciughi con una dolce carezza d’amore, sei con me quando a stento riesco a sopportare il peso del dolore della tua assenza perché, sei tu che mi sorreggi.
Sei con me quando la disperazione si impossessa della mia mente, perché sei tu che la quieti con un dolce pensiero d’amore.

Sei con me quando tutto mi sembra inaffrontabile, e la vita stessa perde tutto il suo significato, perché tua è quella voce dentro di me che mi spinge a continuare.
Sei con me quando il pensiero che il nulla si è preso tutto il nostro amore con le sofferenze, le gioie, i progetti, quando questo pensiero mi sfiora la mente cado in un tunnel buio senza ritorno, ma sei tu che mi prendi per mano e con un dolce sorriso mi riporti alla luce e mi dici: ‘Amore mio io sono vivo e tutto quello che ho vissuto d’amore nella vita terrena è in me e lo sarà per l’eternità, quindi Amore mio se mi ami non piangere perché quando quel giorno che anche tu sarai chiamata a quella che voi chiamate morte, ma che è in realtà la vera vita, sarò io a prenderti per mano e a condurti nel mondo spirituale, dove io ti attendo e ritroverai tutta me stessa per continuare quello che la morte non può spezzare, l’amore’.

E tu Lucia continua il dialogo… “E’ l’amore che ci lega per l’eternità perché io vivo in te, come tu vivi in me, io sono e sarò sempre con te, Amore mio. Mi hai regalato Filippo e Mattia. Ecco perché sei con me, perché mi hai donato tanto amore nella vita terrena, e continui a donarmelo anche dal cielo ed insieme ad esso mi mandi tanta forza per proseguire. Quello che io sono oggi e sarò domani lo devo a te Amore mio. Amore mio ti amo all’infinito per sempre tua”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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