L’assemblea condominiale ai tempi del coronavirus: fisica, online o ibrida?

Condividi la notizia!

Con il decreto legge sulla ripartenza, emanato per affrontare la fase 2 dell’emergenza Covid-19, il Governo Conte ha dato l’ok alla ripresa delle convocazioni condominiali da parte dell’amministratore, purché si garantisca il rispetto del mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Assemblea condominiale sì o assemblea condominiale no? Nonostante la fase cruciale della pandemia sembri per lo più superata, permangono alcuni leciti dubbi in merito alla convocazione del principale organo deliberante del condominio. L’esigenza di adottare misure precauzionali finalizzate al contenimento dei contagi da coronavirus ha reso necessario valutare modalità alternative in cui organizzare l’assemblea.

In questo senso, possono rivelarsi particolarmente utili i software condominio in cloud come Domustudio di Danea, un programma di facile utilizzo, accessibile in qualsiasi luogo o momento.

Il vantaggio offerto è dato dalla possibilità, qualora la connessione Internet non fosse disponibile, di lavorare offline all’assemblea e di salvare i dati in cloud in un secondo momento. Ai fini di una corretta gestione amministrativa, il software è inoltre costantemente aggiornato agli ultimi adempimenti di carattere fiscale.

Alla luce delle più recenti disposizioni governative in merito alla ripresa delle assemblee di condominio, permane tuttavia qualche dubbio sulle modalità di convocazione delle stesse. Il decreto “ripartenza” ribadisce infatti il divieto di assembramento, consentendo invece le riunioni fisiche che rispettino le norme sul distanziamento.

Le responsabilità in merito alla non corretta osservanza di tali norme ricadrebbero sulla figura dell’amministratore dell’immobile, passibile di sanzioni non solo pecuniarie, ma anche penali. È chiaro quindi che, allo stato attuale delle cose, l’assemblea in presenza possa non essere la soluzione più adatta e funzionale. Proprio per questo motivo, pertanto, stanno prendendo piede nuove forme partecipative, come l’assemblea virtuale a distanza e l’assemblea ibrida, a metà strada tra quella tradizionale e quella completamente digitale.

Il problema, in merito a quest’ultima, è che potrebbe essere invalidata da un passaggio del Codice Civile, nel quale si sostiene che la convocazione dell’assemblea non può prescindere dalla comunicazione del luogo (fisico) di riunione. Per questo motivo, e in attesa che il legislatore si chiarisca in merito, verrebbe quindi in aiuto la modalità di assemblea definita ibrida, convocata dall’amministratore presso il suo studio. In questo modo, sarebbe rispettata la norma relativa alla definizione di un luogo di celebrazione; la riunione, tuttavia, si terrebbe in modalità smart alla presenza del solo amministratore e del segretario designato, ai quali potrebbe per ultimo aggiungersi colui che è stato proposto come presidente.

Condividi la notizia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *