LA SETTIMANA – I paradossi politici di Veroli in tempo di pandemia

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Dalla destra alla sinistra, ora in stand by, dal comunismo al carroccio di Salvini

di Egidio Cerelli
“Absit iniuria verbis” e per chi non sa di greco e di latino ma conosce la
grammatica, “sia detto senza offesa” o meglio… “sia detto senza voler offendere nessuno”.

CORSI E RICORSI TRA RICORDI E PARADOSSI


In questi momenti di pandemia a Veroli si vive di ricordi e di paradossi. C’è il fascista che fatta la trasfusione con il sangue comunista si trova in difficoltà. Rischia financo l’epurazione dal locale circolo se non si calma senza fare più il galletto o il despota. Con i compagni questo non è possibile. Il compagno è una sorta di Robin Hood, non già un gerarca.
Eppure Campanari ce l’aveva messa tutta per sottrarlo al Caperna per un dispetto elettorale. Fine di un periodo roseo, pardon rosso? L’aria che tira è questa. Dall’altra, il paradosso kafkiano di chi, togliendo la casacca rossa non già la mascherina dello stesso colore, sale sul Carroccio, ma è già quasi pentimento perché il solo verde offre vedute ideologiche che fanno a pugni con il suo DNA. Metamorfosi o malattia del camaleonte? Intanto ci si diletta nell’errata corrige e persino nel rinfacciare al vecchio cronista (48 anni di vero giornalismo) di scrivere stupidaggini invitandolo ad andare a ripetizione di grammatica. Ad un suo collega del M5S, su FB, invece è stata rinfacciata una “Z” in meno alla parola realizzazione con doppia “Z”. Quanta formalità ‘stupida’.


Per farci capire meglio ci verrebbe voglia di far notare con l’“eziandio”, alla Totò, una tristezza mediatica o social con il nostro dialetto di terrone e non già della Valsugana dove ad una ottima polenta si aggiungono come corollario coreografico le belle canzoni dei cori delle locali montagne espandendo echi antichi ricchi una volta di amore ed oggi di solo odio verso il sud. Eppure le acque limpide del Brenta si bevono senza nemmeno il bicchiere di carta ma direttamente dalle sorgenti dei fiumi giacché in quella zona del Trentino solo il vino si sorseggia e si gusta con il boccale.


Una tiratina d’orecchie al sindaco ed a qualche suo compagno di ventura. Sul sito del Comune viene postato con tanto di Simone Cretaro solo l’articolo di qualche sua affezionata testatina. Non troviamo mai sulla nostra page una sua condivisione. Dica al suo uomo di fiducia che così non va. Di fatto il suo modo di fare ci angustia perché non capiamo quale sia l’intermezzo murario che ci divide. Egregio Simone Cretaro una volta si scriveva… vae victis, guai ai vinti e non ai vincitori. Tu non meriti rimbrotti, però… Eppure le tue mire svariano sia verso piazza Gramsci o persino verso la Pisana.

OGGI FLASH MOB “SUPERANDO C” IN PIAZZA

Oggi saremo ospiti in piazza Mazzoli per “Superando C” Flash mob nella doppia veste di cronista e di lettore di storia e del Vangelo. Brilla, tuttavia, nella mente sfrontata l’aneddoto “Hic manebimus optime (“Qui staremo benissimo”). Frase diventata celebre come espressione di risolutezza. È riportata da Tito Livio nella sua Storia romana. Un centurione l’avrebbe pronunciata come esortazione per i propri compagni, influendo, in modo indiretto, sulla successiva decisione del senato romano di non abbandonare la città. Noi non intendiamo abbandonare la nostra città, dove persino le pietre parlano. E leggendo un passo del Vangelo di Gesù che sale sul monte Tabor la moviola del nostro cervelletto ci ricorda che succede spesso di voler trattenere con noi tutte le belle esperienze e respingere ciò che ci procura dolore e sofferenza. Da qui l’invito dell’entusiasta apostolo Pietro che vuole perpetuare l’esperienza splendida che stava facendo lui con i due compagni Giacomo e Giovanni, figli della nostra Madre Salome e che vuole trattenere per sè e per i suoi compagni quella gioia che ora li inonda. Da qui la volontà di possederla totalmente. Vuole costruire una tenda, desiderare fermarsi, come bloccare il tempo. Esige che questa bella esperienza non finisca subito, ma duri, si stabilizzi come una tenda per accamparsi: hic manebimus optime. Sì, è vero per tutti. Quando Dio ci incontra, vorremmo che la sua dimora presso nel punto dell’incontro.

Oggi a Veroli possiamo ripetere questa bellissima frase: hic manebimus optime! Sarà troppo bella la mattinata così genuina e ricca di Cultura proposta dalla coppia di artisti, Ornella e Pietro. E noi ci avviamo per la seconda volta nel centro della nostra madre patria Veroli. Ognuno con un libro tra le mani: sia per l’ateo che per il credente (di fronte la concattedrale di Sant’Andrea), sia per il professore che per lo studente, sia per il papà che per la madre, sia per chi ha studiato sino alla scuola dell’obbligo o per chi si è diplomato o laureato, deve essere un punto di partenza. Noi ci saremo dalle 11,30 sino al suono di mezzogiorno delle campane del vicino campanile. Poi ritorno a casa. Ci dovrebbe essere una curiosa novità. I ragazzi del consiglio comunale giovanile isseranno al centro della piazza un cartello dove ognuno potrà inserire una frase in ricordo della giornata. Anche questa è Cultura genuina. Ed infine grazie alle migliaia di amici che hanno visualizzato le nostre pagine in questa ultima settimana. Avete superato quota diecimila. Grazie di cuore.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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