Beppe Carletti dei Nomadi: l’emergenza non ci fermerà

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Concerto con i crismi della legalità l’11 luglio a Carmignano di Brenta
Il leader del più longevo gruppo musicale racconta la sua vita e traccia ancora progetti per il futuro. “La Ciociaria è nel mio cuore”

di Egidio Cerelli


Il Coronavirus ha bloccato tutto. Compreso il tour 2020 già programmato in buona parte per i Nomadi. Ed allora avviciniamo Beppe Carletti, sempre disponibile ad aprirsi con chi gli pone qualche domanda.Con lui si può parlare di tutto. Dalla politica allo sport, dalla solidarietà alla musica. Si è concesso una breve pausa di lavoro, non voluta. Ma ci anticipa così: “Finalmente c’è il sole. Che bella giornata. Poi vi spiego perchè”.


Sarete i primi a scendere di nuovo in campo dopo il ”lockdown”?

“Abbiamo sempre detto che i Nomadi avrebbero fatto di tutto per portare la loro musica sui palchi italiani quest’estate e non la prossima anche dopo il via libera del Decreto del 16 maggio”.


Diamo allora questa bella notizia per i vostri fan
“Premesso che avevo anche specificato che il nostro gruppo avrebbe rinunciato al 30% del suo cachet in favore delle persone che lavorano per tenere in piedi le attività dal vivo della band, le più penalizzate dallo stop alla musica live, abbiamo mantenuto la promessa. Faremo il primo concerto l’11 luglio 2020 a Carmignano di Brenta, in provincia di Padova. Ci siamo messi d’accordo con il Comune e con una agenzia di Eventi”.


I Nomadi, dunque, come sempre, non si fermano.
“Il modo, l’unico possibile, per non far morire la musica in questo difficile 2020, è continuare con i concerti dal vivo, seppur in maniera ridimensionata in una sorta di teatri all’aperto”.


Da oltre mezzo secolo il palco è la vostra vita, il live una linfa vitale che unisce artisti e spettatori
“Abbiamo deciso di continuare per tutti gli operatori che sono “dietro le quinte”, per i fan, per la musica. Dietro ogni operatore dello spettacolo (tecnici, facchini, autisti ecc. ecc.) c’è una famiglia”.
Questo è Beppe Carletti, e questi sono i Nomadi. Semplici, diretti, disponibili. La gente, i loro fan, lo percepiscono. E si appassionano a tutto quello che fanno i loro beniamini”.


Dopo 56 anni di concerti, dischi (16 milioni venduti) e tanta musica, molti avrebbero abbandonato
«Noi no! Non ci sono segreti per la nostra longevità. Chi ci conosce e segue i nostri concerti vede e sente quale energia positiva c’è nella nostra musica e quanta ne riceviamo».


È proprio nei concerti che lo “spirito Nomade” raggiunge livelli altissimi
“Non c’è distanza tra il palco e i nostri amici che ci vengono ad ascoltare. Essi partecipano con noi al concerto, li sentiamo molto vicini e ci danno tanta energia”.


Dicevi l’altro giorno in RAI che pur se tutti e mille fan avranno la mascherina sul volto, al prossimo concerto…
Il “popolo Nomade” è il settimo componente del gruppo: una bocca di fuoco che può contare su più di 100 fan club sparsi in tutt’Italia e quasi 300 cover band. È un pubblico che partecipa, canta, innalza striscioni. E ci sono le dediche che Cico Falzone legge a un certo punto del concerto, quando vengono invitati anche dei bambini sul palco in una sorta di jam session.
“Questa volta però non possiamo far salire sul palco ospiti e soprattutto bambini, ma le dediche Cico con gli altri amici le farà lo stesso”

Il vostro pubblico è come le vostre canzoni: non ha età
In effetti non si ha mai la sensazione di assistere a una esibizione. Voi, i Nomadi, potreste anche solo suonare. A cantare ci pensa il vostro “popolo”.

«Vedi, ogni volta che ci viene a trovare qualche amico musicista rimane senza parole per lo spettacolo che si vede stando sul palco. Persone avanti con gli anni, ragazzi molto giovani, famiglie tutti insieme a cantare con noi. Anche io qualche volta mi meraviglio: conoscono tutti i nostri brani. È questo lo spirito giusto che da cinquantasei anni tiene in vita i Nomadi».
E la cosa continua con il rapporto strettissimo con i fan club che fanno chilometri per cantare insieme a Beppe, Cico, Massimo, Daniele, Sergio. Voi non mancate mai alle feste, alle partite di beneficenza, alle cene che i fan organizzano in tutta Italia. Per tutti i Nomadi sono un modo di essere.


Tu sei stato il fondatore dei Nomadi con Augusto. Sei rimasto solo tu
Sì, però hai mantenuto la promessa fatta nel 1992 (ultimo concerto di Augusto il 25 maggio a Veroli) quando Augusto ti disse… “non fermarti, fallo per me, rimani tu a guidare il nostro gruppo pur se sei costretto a cambiare cantante e qualche musicista”

Ed allora eccomi qua. Abbiamo cambiato tanto negli anni. Diversi componenti si sono alternati. Altri purtroppo non ci sono più come il bassista Dante Pergreffi, morto in un incidente stradale, il batterista Gian Paolo Lancellotti, scomparso anche e soprattutto il mio grande amico e fratello, Augusto Daolio”.

Il primo gruppo de I Monelli
Facciamo un passo indietro con la moviola del nostro cervelletto. Veniamo agli anni dei… Monelli. Tu negli anni sessanta cominciasti con Augusto ed altri amici dentro un garage con una chitarra ed una fisarmonica cantando il vostro ideale che era l’amore pur con i capelli lunghi. Oggi le cose sono un po’ cambiate. Che fine hanno fatto gli ideali dei giovani? Voi cantavate e cantate l’amore, la solidarietà, questi solo sesso e droga. Ma dove son finiti i nostri e vostri grandi ideali?

“Purtroppo nel nulla. Sono andati via come se non fossero mai esistiti. Non sono riusciti a capire quali fossero i veri ideali”


Anche voi cantavate per protesta, ma almeno le prime “Come potete giudicare… Dio è morto” che fu censurata, ma non dal Vaticano e poi sono state due canzoni che anche noi canticchiamo insieme ovviamente a Io Vagabondo. Quelle canzoni avevano un ideale ricco di amore per la vita ed oggi invece sentiamo solamente frasi sconnesse gridate sul palco. Perché?
“Bisogna voltare pagina, trasmettere canzoni con i valori veri come una volta. Invece oggi c’è il brutto vizio di copiare quello che viene da oltre oceano. Ha un po’ di colpa questa nuova generazione di ‘parlatori’. Questo modo non fa parte della mia cultura”.

Con i Nomadi si canta, con i rap si salta e basta

Se mi dicono se conosco le canzoni dei Nomadi, subito mi sovviene… Io Vagabondo, Io voglio vivere, ho difeso il mio amore, Millenium, Orizzonte di Damasco ed ora Fuori la paura che hanno ancora un grande significato, ma se ci chiedono una canzone di qualche rapper ebbene non se ne conosce neanche il titolo.
“Il popolo canta e con noi può farlo. E’ difficile che la gente canti il rap, dove si deve solo saltare e basta. Non discuto la loro bravura ma a me non piacciono”.

Perché quando arrivi con i tuoi amici per i concerti la gente vuole la foto con te ed anche con i tuoi amici. Avete sempre dieci, quindicimila presenze quando va male. Dopo 56 anni ancora siete lì in testa a tutti e non avete intenzione di fermarvi.
“Nemmeno a pensarci. Non ci fermiamo perché la musica prima che una professione è soprattutto una passione. Ad un pittore non puoi dire di non dipingere più così ad un poeta di non scrivere più poesie”.

Perché la vostra musica non muore mai?
“Perché cantiamo la vita anche se son passate le mode”.

Ai giovani che cosa senti di dire?
“Solo una cosa: non fatevi influenzare dal niente, ragionate con la vostra testa”.


Al ragazzo che vuol intraprendere la strada di musicista, di cantante, di cantautore quale il consiglio di Beppe Carletti?
“Che lo faccia non per fare successo o avere donne attorno oppure guadagnare soldi. Deve avere il piacere di cantare e di suonare. Non successo a tutti i costi. Io l’ho avuto ma non l’ho mai cercato”.

Cracovia, Auschwitz
Cracovia, Auschwitz che cosa vi ha spinto ad andarci?

“Ho cominciato sei anni fa con ragazzi studenti con il treno, da Carpi sino ad arrivare sul posto dell’olocausto, mangiando al sacco. Mi ha toccato tanto la mia anima e ci tornerò perché per me è come un pellegrinaggio. Invito tutti a recarvi in quei tristi posti”.


E’ vero che ogni anno raduni per un paio di giorni a Novellara tutti Fan dei Nomadi? 27 anno tutto bene tributo ad Augusto grande festa.
“Tu ci sei stato diverse volte e hai toccato da vicino quale e come sia la famiglia dei Nomadi”


Con Yuri, il nuovo acquisto-cantante, avete fatto…tombola.
“Lo abbiamo scoperto in una band cover dei Nomadi. Ci siamo accorti che era veramente bravo e soprattutto un vero fan dei Nomadi, nel pieno della maturità. E’ un perno importante del nostro gruppo e poi lui ci crede tanto”.

Il tuo rapporto con la famiglia? Tua figlia sindaco di Novellara.
“Abbiamo sempre un bel confronto”.

Ciociaria seconda patria per i Nomadi

Da noi oltre ai numerosi concerti in Ciociaria hai avuto anche tanti buoni rapporti con tanti amici. Ricordi quella giornata alle carceri di Frosinone?
“Ricordo che mi venne la pelle d’oca. Sia per le varie testimonianze ascoltate e mi viene in mente quando quei carcerati dopo due ore insieme al loro direttore volevano che io con Massimo ed Ilaria con la tua band andassimo ancora avanti”

Sorride sempre Beppe ed allora azzardo chiedergli se possiamo rivelare che noi due siamo nati lo stesso anno e lo stesso mese.
“E’ vero, perciò siamo ancora in campo sempre più forti di prima”.

Fuori la paura
“Fuori la paura” un brano che state proponendo con il vostro amico Paolo Belli.

“E’ un auspicio che diventa canzone. Perché “la musica dà speranza”. Abbiamo realizzato questo brano dedicato proprio all’emergenza corona virus di questi giorni, insieme Paolo Belli ed il suo ricavato finirà nelle casse dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia”.

Ed allora memorizziamo bene queste parole.
“Quando tutto questo passerà saremo pronti ad abbracciarci ed a ritrovarci qua, quando tutto questo finirà indosseremo il nostro orgoglio la nostra umanità, prenderemo a carezze i nostri giorni e aspetteremo alla fermata tutto il bene che ritorni, cammineremo a piedi nudi sulla via futura e scopriremo di aver chiuso… fuori la paura”. “Grazie Egidio, amico da una vita. Salutami la Ciociaria e tutto il popolo nomade oltre ai lettori di Tu News che a noi riserva sempre una spazio forse troppo grande. A presto”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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