Intervista al dottor Cristopher Faroni, direttore generale del gruppo Ini

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Covid a Città Bianca: il lavoro ha dato i suoi frutti. Una vera missione la professionalità del personale

di Egidio Cerelli

Cristopher Faroni è il direttore generale del Gruppo Ini di cui fa parte ovviamente anche INI Città Bianca di Veroli, che, oltre venti anni fa, creò suo padre il prof. Delfo Galileo Faroni.
Siete stati nel mirino, come quasi tutte le RSA, da parte di chi cercava a tutti i costi notizie sul contagio giornaliero del CoronaVirus. Sono stati per voi momenti difficili che però, possiamo dirlo, avete superato brillantemente.

“Noi abbiamo adottato la tecnica dei tamponi a tutti, anche agli asintomatici e questo ci ha permesso il successo per le cure che offrivamo. Tant’è che la nostra divisione INI di Veroli è diventato il punto di riferimento di tutta la zona. A noi arrivavano pazienti da altre strutture e non solo del territorio. Anche perché la posizione della Casa di Cura di Veroli è strategica per alcuni pazienti che hanno problemi respiratori perché esposta all’aria”. Molto ha saputo dare il prof. Ettore Piero Valente primario di riabilitazione. “Sì, perché ha studiato tanto per la cura che la gestione dei pazienti positivi”.

DAMAGE CONTROLL

Secondo i decreti nazionali, regionali e della ASL di Frosinone abbiamo chiuso e messo in atto la strategia del Damage controll.
In che cosa consisteva? “Attivati  dei protocolli e percorsi sia strutturali sia clinici e terapeutici, quarantena per  gli operatori positivi, suddivisone in 2 strutture separate dei pazienti Covid e quelli non Covid, operatori sanitari dedicati ad ogni reparto per evitare promiscuità, divieto d’ingresso ai parenti, distribuzione dei DPI a secondo il reparto di assegnazione, attivazione di un sistema di telecomunicazione con telefonate pomeridiane ai parenti e Ipad dedicati per videoconferenze, sorveglianza attiva sia per gli operatori (anche a casa con percorsi individuali) che per i pazienti, temperatura corporea etc. Bisogna dire che la maggior parte dei pazienti e operatori erano asintomatici o paucisintomatici, molti erano del reparto di riabilitazione e purtroppo anche se negativi ai tamponi li abbiamo dovuti mettere in quarantena e sorveglianza attiva per 15 gg”.
Una squadra di damage control che ha cominciato ad agire grazie all’aiuto appunto del prof. Valente, del Dr. Romaniello, della Direttrice Sanitaria della Struttura, del Direttore Amministrativo, nonché con il costante contatto e sostegno da parte dei Dirigenti della ASL di Frosinone e del Dipartimento di Igiene e Territorio della stessa ASL, alla Dirigenza Strategica del Gruppo INI nonché dei proprietari, la Dr.ssa Jessica Faroni e il Dr. Christopher Faroni, che hanno messo a disposizione oltre la loro professionalità anche un grande impegno economico.
“Non esageriamo anche se tutti nel rispettivo campo o settore ci siamo dati da fare”.

TROPPA DISINFORMAZIONE

E questo nonostante quei titoli o resoconti di stampa sembravano dei veri e propri bollettini di guerra.
“Penso sia normale che quando la gente ha paura cerca di capire, però non ho accettato quella disinformazione in quel momento dannosa non solo per noi ma per i familiari e per la gente stessa. Noi ci siamo sentiti persi per i tanti contagi che derivavano dalla evoluzione del virus. Era difficile in quel momento riuscire a capire di trovare qualcosa di nuovo per come curarlo. Ma i nostri studi ci hanno anche permesso di dedurre purtroppo che in tanti casi i danni sono perenni”.
Un bel giorno, dottore, lei si è persino arrabbiato inviando veri e propri comunicati stampa più che per smentire per precisare notizie errate.
“Purtroppo abbiamo dovuto subire questa sorta di disinformazione con i pazienti che erano sotto cura, per il personale che non si è mai fermato. Per noi, lo ripeto, era doveroso ed importante far sapere che il paziente veniva curato. Devi scrivere che tu sei stato l’unico giornalista ad esserci vicino in questa prova difficile da superare e ci siamo riusciti”.

GRAZIE AL SINDACO ED ALLA DOTTORESSA PAPALEO

Diciamocela tutta. Voi vi siete messi subito ad agire tra tante difficoltà, presi quasi alla sprovvista da quella malefica molecola che non era un nemico visibile. E vi siete persino rivolti spesso alle Istituzioni, agli Enti quasi in soccorso, perché appunto presi in contropiede.
“Come dicevo prima ci siamo mossi in anticipo cercando di individuare anche gli asintomatici e nonostante le grosse difficoltà, abbiamo superato questi momenti difficili. Non posso negare che è stata dura. Lasciami ringraziare due personaggi verolani che ci hanno donato le mascherine: il sindaco Cretaro e la dottoressa Papaleo della Farmacia Nuova”.
Siete stati soggetti anche a visite speciali dei NAS per verificare i vari status quo settimanali.
“Non è stato un fattore negativo. Anzi… i Nas devono controllarci e darci anche consigli per come migliorare ove ce ne fosse bisogno. Le RSA proprio per i pazienti ‘speciali’ che vengono ospitati potenzialmente sono dei focolai e noi ne abbiamo diverse di strutture. Ma ce l’abbiamo fatta per il lavoro professionale e di abnegazione del personale medico e paramedico”.
Come vi siete comportati con gli altri degenti esterni e con il vostro personale che è stato peraltro molto eccellente nel lavoro.
“Di test ne abbiamo fatti tanti ed abbiamo trovato comprensione e disponibilità da parte di tutti, interni ed esterni”.
Gli ambulatori sono stati bloccati durante questo periodo.
“Purtroppo, ma ora son tornati efficientissimi”.
Da diverso tempo non si registrano contagi. Anche se gli stessi operatori hanno avuto qualche problema. Il peggio, però, sembra essere ormai alle spalle. Dato questo molto interessante, tuttavia bisogna stare attenti a non abbassare la guardia”.
Oggi quindi la situazione all’interno di INI Città bianca qual è?
“Tutto a posto”

CON LA MOVIOLA UN PASSO INDIETRO

Un piccolo passo indietro. Il 21 marzo i primi casi accertati, come da comunicati della ASL e del sindaco Cretaro. Come vi siete comportati?
“Lo dicevo prima ci siamo trovati impreparati ma subito abbiamo avuto l’intuito di usare la tecnica del tampone. Altro non potevamo fare”.
Avevate avuto qualche problemino con i pazienti e soprattutto con i familiari.
“Prima di tutto era un problema che ci prendeva in pieno a noi come struttura dal punto di vista terapeutico ed avere contatti con i familiari non è stata una cosa facile. Però…ci siamo riusciti”.

INI CITTA’ BIANCA, RSA COVID

In tanto bailamme Ini Città Bianca è stata trasformata in una Rsa Covid. Come avete preso tale decisione che peraltro sembra essere stata paritetica?
“Siamo una struttura di riferimento per tutta la zona a disposizione della ASL. Non dobbiamo arrenderci ed abbiamo dimostrato alla ASL che può contare su di noi. Attenzione, non solo la ASL ma tutta la popolazione. Di fronte ad una così grave situazione, noi come Gruppo INI e nella fattispecie INI Città Bianca non ci tiriamo indietro”.
Siete andati incontro a qualche problemuccio in più a livello strutturale aggravando ovviamente anche i costi gestionali.
“Purtroppo i costi dei sistemi di protezione dei pazienti e degli operatori sono decuplicati. Oggi con le cose che stanno cambiando in positivo tutto sta tornando alla normalità”.

VISITA DEL VESCOVO

Il personale come ha risposto in questi frangenti così delicati ed in alcuni casi financo pericolosi, alla strana situazione peraltro non prevista negli annali delle vostre numerose gestioni nelle cliniche del Gruppo Faroni.
Cosa c’è dietro l’angolo pur se rimane difficile fare una previsione?

“Intanto voglio precisare che ogni qualvolta che veniva dimesso un paziente per noi era una grande soddisfazione. Il futuro? Spero che non si debba registrare più un’altra situazione simile, anche se noi siamo pronti a tutte le evenienze. Comunque sia la ASL che la popolazione deve sapere che l’INI Città Bianca ormai è ‘vaccinata’ e quindi pronta all’uso”
E dei vostri test sierologici ‘esterni’?
“Il laboratorio di INI Città Bianca è stato accreditato dalla Regione Lazio per effettuare simili test e stiamo operando”.

DOPO LA TEMPESTA E’ TORNTA LA QUIETE?

“Aspettiamo ancora un po’. Ora inizia la fase post-contagio, dove dobbiamo saper raccogliere le istanze di chi è stato contagiato, non abbandonarlo e valutare nel tempo l’andamento clinico attraverso una serie di controlli ambulatoriali presso il nostro Poliambulatorio di Città Bianca”
Ultima domanda. Il gruppo Faroni ha tante cliniche sia nel Lazio che in Abruzzo, il Coronavirus si è registrato anche in queste altre RSA e cliniche?
“Il Covid non ha avuto pietà di nessuno. Dove ha attaccato ha fatto danni. Noi in tutte le strutture abbiamo cercato di operare in sintonia con la Sanità pubblica. Ci siamo saputi integrare e voglio rimarcare che tutto il personale ha saputo dare il meglio di se stesso applicandosi con coscienza. Per ora ce l’abbiamo fatta”.

UN CARO SALUTO AL PROF. DELFO GALILEO FARONI

Non possiamo in questo momento non salutare il Professor Delfo Galileo Faroni, il reumatologo che tanti anni ha fondato il gruppo INI, di cui la Casa di Cura Città Bianca fa parte, il quale, lungimirante ha scelto le sue strutture, compresa quella di Veroli, in base alla loro posizione geografica, in collina ben areate e circondate da molte e diverse specie di alberi che costituiscono un polmone naturale, l’ambiente ideale per curare questo tipo di patologie che risentono molto anche dell’inquinamento atmosferico. La calma ambientale rigenera lo spirito e quindi il sistema immunitario. Vi invitiamo a leggere con attenzione quella epigrafe che è all’entrata di Città Bianca a firma del prof. Faroni.

Dottor Faroni, possiamo dire che è stato un piccolo miracolo quanto avete fatto nella terra della Ciociaria.
“Ed io ne sono orgoglioso insieme alla mia famiglia”

LA STRUTTURA

• La Casa di Cura INI Città Bianca sorge su una collina affacciata sul Comune di Veroli, a circa 450 mt slm. E’ circondata da una pineta e, per la sua posizione, consente di godere di una riposante veduta della campagna circostante. All’interno del terreno di pertinenza, è possibile apprezzare gli ampi spazi destinati al parcheggio e percorsi attrezzati nel verde.
• E’ stata inaugurata operativamente nel giugno del 1999 e si è da subito affermata validamente nell’ambito degli Istituti altamente qualificati presenti nella Regione Lazio.
• E’ una Struttura Privata Accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale (DCA N. U00166 del 9/5/2013), che opera con lo scopo di fornire una vasta gamma di prestazioni e servizi sanitari.

• Ricoveri Riabilitativi: Ordinari (85 posti letto autorizzati di cui 57 accreditati) e in Day Hospital (9 posti letto autorizzati di cui 6 accreditati) per
• Riabilitazione Neuromotoria
• Riabilitazione Motoria
• Riabilitazione Cardiologica
• Riabilitazione Respiratoria
• Ricoveri in RSA
• Mantenimento Alto – (98 posti letto suddivisi in 5 moduli)
• Assistenza Intensiva –  R1 (20 posti letto)
• Servizi Diagnostici di supporto ed attività Specialistica Ambulatoriale:
• Laboratorio Analisi, Chirurgia Vascolare, Cardiologia, Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Medicina dello Sport, Endocrinologia, Nefrologia, Oculistica, Odontostomatologia, Ortopedia e Traumatologia, Ginecologia, Otorinolaringoiatria, Psichiatria, Urologia, Dermosifilopatia, Medicina Fisica e Riabilitazione, Gastroenterologia, Oncologia, Pneumologia, Diagnostica per Immagini – Radiologia diagnostica, TC, Visite specialistiche, Risonanza Magnetica, Prestazioni ambulatoriali complesse.
• Radioterapia OncologicaTerapia radiante ambulatoriale
• Hospice (autorizzato con DCA n.U00491 del 05.12.2019)
• 9 posti in regime residenziale e 36 posti in assistenza domiciliare

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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