Battaglini (FdI): “Fondi ai Comuni per ora insufficienti, essenziale bloccare i mutui”

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“Alla fine Conte si è ricordato dei Comuni, ma è come se non lo avesse fatto. La manovra annunciata dal Governo e fatta passare come una manna scesa dal cielo non è altro che un anticipo di qualche settimana concesso ai Comuni, in sostanza soldi dovuti agli enti locali che sarebbero comunque arrivati a maggio. L’azione del Governo si limita, in questo tremendo periodo che rischia di sfociare nel disagio sociale, ad uno stanziamento pari a 400 milioni di euro che, divisi per circa ottomila comuni, corrisponde a circa sei euro a cittadino, con l’aggravante che dovrà essere il Comune a valutare chi ne ha realmente necessità. Ulteriore peso e burocrazia sulle spalle degli enti locali che non solo si trovano in difficoltà nel gestire le poche risorse a disposizione ma rischiano anche di essere, ancora una volta, la maschera utile al fallimento del Governo centrale”. L’affondo è di Samuel Battaglini, vicepresidente nazionale di Anci Giovani, esponente di Fratelli d’Italia e futuro candidato sindaco di Patrica.

“Subito mille euro sul conto dei cittadini”

“Conte da una parte mette i soldi nelle tasche di chi usufruisce del reddito di cittadinanza stando comodamente a casa, mentre dall’altra si dimentica di quella parte di cittadinanza attiva che produce e che viene dimenticata nel momento del bisogno, costringendola al disagio del “buono pasto”. Come ribadito dalla nostra leader Giorgia Meloni – continua Battaglini – non possiamo permettere squilibri e certamente i buoni spesa non sono la soluzione al problema, ma solo fumo lanciato negli occhi della gente. Subito mille euro sul conto dei cittadini che non hanno potuto svolgere l’attività lavorativa, così come proposto da Fdi, sarebbe la soluzione più giusta ed un segnale di apertura alla collaborazione da parte del Governo”.

“Oltre all’aspetto legato ai beni alimentari, farmaceutici e di primaria necessità a cui in parte fanno fronte il gran cuore delle comunità locali, l’aspetto più preoccupante è quello legato ai mutui, ai prestiti ed ai finanziamenti che continuano a non essere sospesi e che rischiano di segnare inesorabilmente milioni di italiani. Relativamente ai 20 milioni stanziati dalla Regione Lazio poi, bisognerebbe aprire un capitolo a parte, una “marchetta” elettorale – conclude il vicepresidente nazionale di Anci Giovani – ben più ridicola dei famosi 80 euro di Renzi, se si considera che la nostra regione conta quasi 7 milioni di abitanti. Misure che, ci auguriamo, sono solo una prima trance delle risorse che realmente servono in questo momento di enorme crisi che non vede certezza della fine”.

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